"Pietro. Un uomo nel vento" di Roberto Benigni
Antonella Rita Roscilli
“Pietro. Un uomo nel vento” (Courtesy of Melampo Cinematografica - Ph. Luca Dammicco)
TESTO IN ITALIANO (Texto em português) NovitàSarapegbe, 5 dicembre 2025
Il suo nome ha riecheggiato forte nei Giardini Vaticani per quasi due ore: “Pietro. Un uomo nel vento” è, infatti, il titolo del monologo di Roberto Benigni che Rai1 trasmetterà in prima mondiale il prossimo mercoledì 10 dicembre alle ore 21,30, una produzione Stand by me e Vatican Media, distribuita da Fremantle. E' stato registrato una sera di ottobre, senza pausa alcuna, accanto alla Basilica di San Pietro.
La narrazione video iniziale è muta, scandita dai passi dell’attore lungo la navata centrale della Basilica di San Pietro, quindi nei pressi della tomba di Pietro, e infine nella Necropoli vaticana. Prende così il via il racconto della vita di Pietro, descritta in maniera insuperabile da Benigni: "Questi sono i giardini segreti dove solo i Papi vengono a passeggiare. Qui poche ore fa c’era Leone XIV a raccogliere i fiori. Noi abbiamo un privilegio enorme vedere la Basilica da un punto di vista inedito. Vedremo il lato nascosto della Basilica ma anche il lato nascosto di Pietro. Ci occuperemo dell’uomo, non del santo”. Racconta della tomba di Pietro “scoperta da un’archeologa il cui nome non è abbastanza conosciuto – un’ingiustizia vera – Margherita Guarducci, è a lei che si deve aver scoperto le ossa e l’iscrizione Pietro è qui” racconta. Inizia quindi a ripercorrere tutte le tappe della vita di Pietro mescolando momenti di stupore e ironia.

Foto: A.R.R.
Lo fa in maniera semplice, diretta, umana, a tratti con esempi riportati alla nostra vita di oggi. Avvicina a noi l’uomo Pietro: “Noi lo immaginiamo calvo con le rughe, e invece quando conosce Gesù ha più o meno la sua età, è una storia di ragazzi questa", dice l'attore e regista. Siamo a Cafarnao, dove il pescatore Simone figlio di Giona si sente chiamare dal fratello Andrea che gli grida di seguirlo per raggiungere Giovanni Battista sul Giordano "dove è arrivato uno di Nazareth, il Messia". “Le cose più importanti della vita non si apprendono né si insegnano. Si incontrano” dice Benigni. "Pietro resterà pietrificato", pronto a diventare 'pescatore di anime': Gesù gli cambia nome “Ti chiamerai Kefa cioè Pietra” e Simone diventa Pietro, non chiede e non si oppone.
Dal lago Tiberiade parte l’ incontro di Pietro con Gesù e mai più si staccherà da lui, seguendolo nei suoi miracoli, nelle sue frasi, non capendo sempre ciò che dice. Eppure lo seguirà e nella sua vita futura ci sarà Roma che diventerà la sua destinazione per la missione più importante ricevuta da Gesù e alla quale lui non si sottrarrà: portare il Cristianesimo nel cuore potente dell’impero romano. Roma è una città che Benigni ci restituisce nella quotidianità multiculturale dell'epoca, piena di genti che provenivano da tutti i luoghi, una città caotica, affascinante, ma anche crudele.

Roberto Benigni nel monologo “Pietro. Un uomo nel vento”
Courtesy of Melampo Cinematografica - Ph. Luca Dammicco
La storia di Pietro raccontata da Benigni ci restituisce, quindi, una delle figure piú straordinarie della Storia, a cui lui dona voce e senso umano. Ci parla di amicizia e speranza, di fede e di dubbio, di paura e di coraggio, di perdono e di persistenza, di umiltà e di forza. Nel suo continuo cadere e rialzarsi, la vicenda di Pietro è quella di un essere umano che sentiamo incredibilmente vicino: “Pietro ci somiglia profondamente. È proprio come noi” afferma Benigni. “La sua umanità è l'umanità di tutti noi: si arrabbia, agisce d'impulso, sbaglia, piange, ride, si addormenta, soffre, gioisce, e si lascia commuovere... proprio come facciamo noi. Eppure, proprio a lui è stato affidato il compito più grande mai dato a un essere umano: aprire o chiudere le porte del Paradiso. Perché?”.
La sua è la storia di un pescatore capace di difendere Gesù durante l’arresto, ma anche di rinnegarlo tre volte prima di pentirsene amaramente e piangere per questo tutte le lagrime che ha. In lui esiste un mistero. Nonostante le fragilità e i tanti errori, Pietro non si arrende mai, non si stacca mai da Gesù, rimane anche quando non lo capisce. In lui esiste una forza misteriosa che lo spinge e che proviene da “un vento irresistibile” che comprenderà nel corso della vita.
Tutta la storia del “migliore amico di Gesù”, dalla Galilea fino a Roma, è attraversata da “un vento irresistibile”: è il vento dell’Amore. Quell’Amore che Gesù gli dimostra in ogni momento, un Amore che non è solo bene, perché il “ti voglio bene” non prende tutto, mentre il “ti amo” prende ed esige tutto, fino in fondo. Per tre volte Gesù gli chiede: “Simone di Giovanni, mi ami tu?”. “Signore tu lo sai che ti amo” è la risposta, affermata per sempre, un’ultima volta a Roma, sulla croce a testa in giù.
“Mi sono innamorato di Pietro”, confida Roberto Benigni che ancora una volta conferma la sua capacità di profondo comunicatore, capace di farci sorridere, invitandoci a riflettere parlando di spiritualità.

Foto: A.R.R.
Nell’anteprima stampa presso l’Auditorium del Museo Maxxi di Roma, il cardinale Mauro Gambetti, presidente della Fabbrica di San Pietro e arciprete della Basilica Vaticana ha detto: “Siamo contenti che il pubblico possa avvicinarsi all’uomo su cui Gesù fonda la Chiesa. Una pietra fragile, ma che diventa capace della missione affidata, perché poggiata sull’amore”.
Un ringraziamento alle autorità vaticane è giunto da Simona Ercolani, amministratore delegato e direttrice creativa di Stand by me: "Per la prima volta luoghi unici e significativi del Vaticano come i giardini e la necropoli hanno visto la messa in opera di uno spettacolo di questo tipo. Pietro è un comunicatore, vocazione che presuppone una capacità di dialogo e l’arte della parola. Della parola Benigni è maestro, con un linguaggio universale, nel contempo colto e popolare". Ercolani ha riferito di un grande interesse a livello internazionale per questa produzione televisiva, ricordando anche l’uscita l’ 11 dicembre, di un libro tratto dal monologo di Benigni, pubblicato da Einaudi.
Di “un monologo straordinario, commovente, personale e universale” ha parlato Paolo Ruffini, Prefetto del Dicastero per la Comunicazione: “Una comunicazione che non è giornalistica, ma culturale e poetica. Una produzione televisiva realizzata con l’amore che gli artigiani mettono nel lavoro artigianale”. “In un tempo smemorato e distratto abbiamo bisogno della memoria e di fermarci, per riscoprire e rigenerarci. La storia di Pietro ci fa meditare sulla nostra storia umana”.
Infine le parole dell’Amministratore delegato della Rai Giampaolo Rossi hanno ricordato come un evento tv del genere possa rispecchiare la qualità del servizio pubblico: “È stata una grande scommessa. Benigni è poeta e cantore. Pietro è il più umano degli uomini e il più santo dei santi. Tocca laici e credenti”, sottolineando come l'incontro tra il premio Oscar e l'azienda sia "un riconoscersi a vicenda tra un grande artista e il servizio pubblico radiotelevisivo". ».
Anche Papa Leone XIV ha ricevuto al Palazzo Apostolico il premio Oscar Roberto Benigni l'Ad Rai Giampaolo Rossi e Simona Ercolani. Insieme a loro ha visionato alcuni estratti del monologo che ha apprezzato molto perché parla d’amore. Pietro ha sbagliato quasi tutto nel suo rapporto d’amore con Gesù eppure ha vinto perché alla fine, proprio alla fine, ha fatto la sua scelta, una scelta di amore.
Pietro ci conquista per la sua semplicità, umanità e universalità perché Pietro è uno di noi, un essere umano con le sue fragilità, i suoi slanci, i suoi moti interiori, i suoi ripensamenti che comunque, grazie a quel “vento” farà una scelta definitiva. Ai nostri tempi, in un periodo in cui tutto sembra irrigidirsi e polarizzarsi, questo monologo costituisce un messaggio molto importante. Roberto Benigni ci ricorda che tutto può cambiare proprio in nome di quel vento misterioso e potente che porta con sé un messaggio: Amore.
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TEXTO EM PORTUGUÊS (Testo in italiano)Na Itália na RAI1 “Pietro. Un uomo nel vento” de Roberto Benigni
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Antonella Rita Roscilli
“Pietro. Un uomo nel vento”
(Courtesy of Melampo Cinematografica - Ph. Luca Dammicco)
NovitàSarapegbe, 5 dicembre 2025
O nome dele ecoou alto nos Jardins do Vaticano por quase duas horas: "Pietro. Un uomo nel vento" é o título do monólogo do ator italiano, diretor e Prêmio Oscar Roberto Benigni, que Rai1, uma das Redes TV da Rai-Radiotelevisione italiana exibirá em estréia mundial na próxima quarta-feira, 10 de dezembro, às 21h30, uma produção da Stand by Me e da Vatican Media, distribuída pela Fremantle. Foi gravado em outubro, sem interrupção alguma, ao lado da Basílica de São Pedro.
A narração inicial do vídeo é silenciosa, pontuada somente pelos passos do ator, antes ao longo da nave central da Basílica de São Pedro, depois perto do túmulo de Pedro e, finalmente, na Necrópole Vaticana. Começa a história da vida de Pedro, descrita por ele de forma inigualável. Benigni afirma: "Estes são os jardins secretos onde apenas os Papas vêm passear. Há algumas horas, Leão XIV esteve aqui colhendo flores. Temos agora o enorme privilégio de ver a Basílica sob uma nova perspectiva. Veremos um lado segredo da Basílica, mas também um lado segredo de Pedro. Nos concentraremos no homem, não no santo."

Foto: A.R.R.
Depois ele fala sobre o túmulo de Pedro, "descoberto por uma arqueóloga cujo nome não é muito conhecido — uma verdadeira injustiça — Margherita Guarducci. Foi ela quem descobriu os ossos e a inscrição 'Pedro está aqui'", diz ele. Em seguida, ele começa a reconstruir as etapas da vida de Pedro, misturando momentos de admiração e ironia. Faz isso de uma forma simples, direta e humana, por vezes, com exemplos paralelos à vida dos tempos atuias. Benigni consegue aproximar de nós a imagem de Pedro: "Nós o imaginamos careca e enrugado, mas quando ele encontrou Jesus, ele tinha mais ou menos a sua idade. Esta é uma história sobre pessoas jovens!", diz o ator e diretor. Estamos em Cafarnaum, onde o pescador Simão, filho de Jonas, ouve seu irmão André chamando-o para seguí-lo e se juntar a João Batista no Jordão, "onde chegou um homem de Nazaré, o Messias". "As coisas mais importantes da vida não são aprendidas nem ensinadas. Elas se encontram", diz Benigni. "Pedro será petrificado", pronto para se tornar um "pescador de almas". Jesus mudarà o nome dele: “Você será chamado Kefa, que significa pedra", e Simão se torna Pedro, sem pedir nada e nem se opondo.
O encontro de Pedro com Jesus começa no Lago de Tiberíades, e ele nunca mais se separará dele, seguindo-o em seus milagres, em suas palavras, nem sempre entendendo o que ele diz. Contudo, ele o seguirá, e em sua vida futura, Roma se tornará seu destino para a missão mais importante que recebe de Jesus, uma missão da qual não se esquivará: levar o Cristianismo ao poderoso coração do Império Romano, uma cidade que Benigni nos retrata em seu cotidiano multicultural, repleto de pessoas de todo o mundo, uma cidade caótica, fascinante e, ao mesmo tempo, cruel. “O Cristianismo è este: não uma revolução de regras, mas uma revolução de amor”.
A história de Pedro, contada por Benigni, nos apresenta, portanto, uma das figuras mais extraordinárias da história, à qual ele dá voz e dimensão humana. Nos fala de amizade e esperança, de fé e dúvida, de medo e coragem, de perdão e persistência, de humildade e força.
Roberto Benigni nel monologo “Pietro. Un uomo nel vento”
Courtesy of Melampo Cinematografica - Ph. Luca Dammicco
Em suas constantes quedas e ascensões, a história de Pedro é a de um ser humano com quem nos sentimos incrivelmente próximos: "Pedro se assemelha profundamente a nós. Ele é como nós", diz Benigni. Sua humanidade é a humanidade de todos nós: ele se irrita, age impulsivamente, comete erros, chora, ri, adormece, sofre, se alegra e se comove... exatamente como nós. E, no entanto, foi-lhe confiada a maior tarefa jamais atribuída a um ser humano: abrir ou fechar os portões do Céu. Por quê? A história de Pedro é a de um pescador capaz de defender Jesus durante sua prisão, mas também de renegá-lo três vezes antes de se arrepender amargamente e derramar todas as suas lágrimas.
Há um mistério dentro dele. Apesar de suas fragilidades e seus muitos erros, Pedro nunca desiste, nunca se distancia de Jesus e permanece ao seu lado mesmo quando não o compreende. Dentro dele existe uma força misteriosa que o impulsiona e que vem de um "vento irresistível" que ele compreenderá ao longo de sua vida. Toda a história do "melhor amigo de Jesus", da Galileia a Roma, é permeada por um "vento irresistível": o vento do Amor. Aquele amor que Jesus lhe demonstra a cada instante, um amor que não é apenas o bem, porque "Eu te quero bem" não se resume a tudo, enquanto "Eu te amo" exige tudo, até o fim. Três vezes Jesus lhe pergunta: "Simão, filho de João, você me ama?" "Senhor, tu sabes que eu te amo" é a resposta, afirmada para sempre, uma última vez em Roma, de cabeça para baixo, crucificado.
"Apaixonei-me por Pedro", confessa Roberto Benigni, confirmando mais uma vez sua capacidade como um comunicador profundo, capaz de nos fazer sorrir, convidando-nos à reflexão ao falar sobre espiritualidade.

Foto: A.R.R.
Na prévia para a imprensa, realizada no Auditório do Museu MAXXI, em Roma, o Cardeal Mauro Gambetti, presidente da Congregação de São Pedro e Arciprete da Basílica Vaticana, afirmou: "Estamos felizes que o público possa se aproximar do homem sobre quem Jesus fundou a Igreja. Uma pedra, frágil, mas capaz de cumprir a missão que lhe foi confiada, porque está alicerçada no amor.” Simona Ercolani, diretora criativa da Stand by Me, agradeceu às autoridades do Vaticano: “Pela primeira vez, locais únicos e significativos do Vaticano, como os jardins e a necrópole, foram palco de um espetáculo deste tipo. Pedro é um comunicador, uma vocação que pressupõe a capacidade de diálogo e a arte das palavras. Benigni é um mestre das palavras, com uma linguagem universal, culta e popular.” Ercolani relatou também um grande interesse internacional nesta produção televisiva, destacando o lançamento na Itália, em 11 de dezembro, de um livro baseado no monólogo de Benigni, publicado pela editora Einaudi.
Paolo Ruffini, Prefeito do Dicastério para a Comunicação, falou de “um monólogo extraordinário, comovente, pessoal e universal, realizada por uma comunicação que não é jornalística, mas cultural e poética. Esta produção televisiva foi feita com o amor que os artesãos dedicam ao seu trabalho. Em uma era de esquecimento e distração, precisamos lembrar e fazer uma pausa, para redescobrir e nos regenerar. A história de Pietro nos faz refletir sobre nossa história humana”. Por fim, as palavras do Administrator Delegado da Rai, Giampaolo Rossi, relembraram como um evento televisivo desse tipo pode refletir a qualidade do Serviço público Radiotelevisivo italiano: "Foi um grande desafio. Benigni é poeta e cantor. Pietro é o mais humano dos homens e o mais santo dos santos. Isso afeta leigos e fiéis igualmente", enfatizando como o encontro entre o vencedor do Oscar e a emissora é "um reconhecimento mútuo entre um grande artista e o serviço público de radiodifusão".
Papa Leão XIV recebeu Roberto Benigni, Giampaolo Rossi e Simona Ercolani no Palácio Apostólico. Juntamente com eles, assistiu a trechos do monólogo, que apreciou muito pois “fala de amor”.
Pedro cometeu quase todos os erros em seu relacionamento com Jesus, mas venceu porque, no final ele fez sua escolha, uma escolha de amor. Nos conquista com sua simplicidade, humanidade e universalidade, porque ele é um de nós, um ser humano com suas próprias fragilidades, seus próprios impulsos, sua própria turbulência interior, suas próprias dúvidas. No entanto, graças a esse “vento” misterioso, fará uma escolha definitiva. Em nossos tempos, em uma época em que tudo parece estar se tornando rígido e polarizado, este monólogo carrega uma mensagem muito importante. Roberto Benigni nos lembra que tudo pode mudar, justamente em nome desse vento misterioso e poderoso que traz consigo uma mensagem: “Amor".
Traduzione in portoghese di A.R.R.
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