In Brasile annunciato il Progetto BAÍA PROFUNDA dell’artista baiano Mateus Aleluia
Antonella Rita Roscilli
Mateus Aleluia.
Foto:Fernando Naiberg.Divulgazione
TESTO IN ITALIANO (Texto em português) NovitàSarapegbe, 3 dicembre 2025
Nell' Oceano Atlantico esiste una baia immensa che si trova nello stato di Bahia, nel Nordest brasiliano. Con una superficie di circa 1.233 km², essa costituisce un importante punto geografico storico, turistico ed economico. Ricevette il nome il 1° novembre 1501, quando vi giunse una spedizione portoghese comandata da Gaspar de Lemos e accompagnata da Amerigo Vespucci, il cartografo italiano che avrebbe dato il nome all'intero continente americano. La spedizione era stata inviata per codificare le nuove terre, scoperte un anno prima da Pedro Álvares Cabral. Era il giorno di Ognissanti. Per tradizione, a tutti i cosiddetti “incidenti geografici” (e questo era il caso) veniva dato il nome del santo del giorno in cui venivano identificati. Pertanto anche alla baia venne applicato questo principio.
Da qui il nome: Baía de Todos os Santos (Baia di Tutti i Santi). Le acque profonde di questa baia, che il popolo originario Tupinambá chiamava Kirimurê (grande mare interno), hanno visto fluttuare nei secoli culture differenti che qui si sono scontrate e incontrate. Ha ospitato tutto ciò che si può immaginare: voci, pianti, risate, canti, grida, vite e morti, storie e sentimenti, oltre alla grande biodiversità marina e ai naufragi di diverse navi che ancora si trovano nei suoi fondali. Da essa derivarono il nome della capitaneria, della provincia e dell'attuale stato brasiliano. L'unità federativa, tuttavia, mantenne la lettera "h" nel sostantivo, secondo l'ortografia della lingua portoghese dell'epoca. L'ampia e profonda baia incantò navigatori, pirati, coloni, e suscitò anche l'interesse del governo portoghese per la sua eccellente posizione di ancoraggio naturale, un sito difensivo strategico, con acque profonde ricche di pesce e terre fertili. È formato da 56 isole, tra cui Itaparica, Maré, Frades, Madre de Deus, oltre ai tredici comuni che lo confinano, tra cui ricordiamo Cachoeira, Maragogipe, Salinas da Margarida, Santo Amaro da Purificação, Simões Filho e altre. Nel 2014, la baia ha ricevuto anche il titolo di capitale dell'Amazzonia Azzurra dalla Marina brasiliana.
Qui è riunita la Storia e nei fondali di questa baia si ritrova una sacralità atavica, queste sono acque che amalgamano, che tutto uniscono e tutto comprendono. Il tempo millenario di questa baia e la sua profondità ancestrale hanno ispirato il nome e il significato di “Baía Profunda”, il progetto artistico/culturale/educativo di Mateus Aleluia, cantante, compositore e ricercatore baiano dell’ancestralità musicale panafricana del Brasile. Si tratta di uno spazio di incontro multidisciplinare che vuole proporre una rete internazionale di dialogo tra i paesi che hanno contribuito e contribuiscono alla formazione della cultura baiana e brasiliana, con l'obiettivo di favorire la conoscenza di aspetti delle culture indigene, europee e africane che convergono nello stile di vita del popolo brasiliano, favorire la circolazione delle espressioni artistiche e la valorizzazione del turismo scientifico. Parliamo dei popoli indigeni; parliamo di Africa: Angola, Benin, Guiné, Nigéria, Togo ecc. Parliamo di Europa: Portogallo, Italia, Spagna, Olanda, Francia, Germania ecc. che si incontrarono qui. Immergersi nelle acque profonde di questa cultura indo-afro-barocca è la missione del progetto Baía Profunda.

Foto: A.R.R.
Le attività del progetto, di cui si parlerà nel corso di questo articolo, prevedono diverse fasi: sono iniziate ufficialmente nel novembre 2025 a Salvador Bahia con l’annuncio del progetto durante una maratona artistica e culturale durata due giorni, si intensificheranno nel 2026 a Lisbona, in Portogallo, per culminare poi a Salvador Bahia, considerando anche obiettivi come documentari, films e una serie di Quaderni di Cultura.
In realtà, dentro Baía Profunda riecheggia la stessa biografia di Mateus Aleluia, che quest’anno è stato insignito dell'Ordine al Merito Culturale, grado Grã-Cruz. Erede del trio vocale “Os Tincoãs”, un gruppo pionieristico baiano che armonizzò canti tradizionali e il samba de roda, Seu Mateus afferma: “Fu proprio la Baia profonda a dare origine ai Tincoãs. Se non fosse stato per quella profondità, i Tincoãs non avrebbero fatto quello che hanno fatto. Il gruppo si lasciò trasportare dall'atmosfera della Baia, dai suoni, dalle placche tettoniche visibili e invisibili, e mescolando influenze afro-brasiliane e barocche, partendo da una base che appartiene ai popoli indigeni di questa terra, perché prima che tutto arrivasse qui, i popoli indigeni erano già qui. I Tincoãs sono un mix di questo. Fu la Baía Profonda a far sì che i Tincoãs abbracciassero la loro identità come risultato di una Baía Profonda”.
Mateus Aleluia è nato a Cachoeira, nel Recôncavo Baiano, “regione bagnata dal possente fiume Paraguaçu, che scorre attraverso quelle terre fertili cantando i suoi canti fluviali finché non si riposa dal suo lungo viaggio lungo questa strada liquida, finché non viene santificato, battezzato nelle acque salate della Baia di Tutti i Santi, acque sante che bagnano la città sacra del Senhor do Bonfim, Salvador”. Sviluppò la sua carriera musicale tra il Brasile e l'Angola dagli anni '60 agli anni '80. Rientrato in Brasile, riprese la sua attività artistica intraprendendo un'acclamata carriera da solista. Fin dal suo ritorno a Bahia nel 2002, dopo quasi vent'anni trascorsi in Africa, coltivò l'idea di un progetto culturale che tenesse conto della complessità dei transiti atlantici tra Brasile, Africa ed Europa.

Foto: A.R.R.
Proprio a Bahia, dove tutto ebbe inizio, vuole celebrare e rafforzare queste confluenze. "Non è Bahia con la H, ossia lo stato di Bahia, come viene designato. È Baía, la caratteristica geografica. È la Baia della collisione, delle placche tettoniche. È la Baia di Tutti i Santi, è la Baia Profonda", riassume Mateus Aleluia. Baía Profunda è la realizzazione di un sogno: uno spazio di incontro che articola musica, pensiero, turismo scientifico-culturale e scambio artistico.
"L'intenzione è quella di mobilitare diversi attori culturali per promuovere uno spazio inclusivo, valorizzando la comprensione della cultura brasiliana, baiana, come cultura naturalmente inclusiva", afferma Tenille Bezerra, direttrice artistica e coordinatrice esecutiva del progetto. Riprende Mateus Aleluia: “Baía Profunda è una baia apolitica, dove non ci sono divisioni, né censure. È padrona di se stessa, non c'è intimidazione, né pregiudizio. Nella Baía Profunda nulla può essere proibito, essa unisce, non discrimina, ha leggi, ma non morale. In essa si trovano tutti gli dei, i santi, i caboclos, le volontà, tutte le virtù, tutto ciò che non è virtù. Riunisce tutto ciò che la circonda perché la Baía unisce. Nella Baia Profonda dialogano arti, scienze, filosofie e spiritualità. La Baia si propone davvero di mostrare tutti gli attori della cultura baiana. Chi sono? I popoli originari, gli africani forzatamente condotti qui, gli europei che si sono insediati qui: si tratta di riunire tutti questi soggetti interessati. Baía Profunda rappresenta quell'incontro”.

Foto: Elza Abreu. Divulgazione
Attraverso lo scambio scientifico e culturale, si potrà entrare in contatto con valori culturali embrionali della cultura indo-afro-barocca, latenti e archiviati, e il risultato di questa immersione è un'offerta turistica orientata alla nozione di turismo scientifico-culturale. Il programma di cooperazione artistica, scientifica e culturale si tradurrà in produzione culturale e offerta turistica per il Brasile e i paesi coinvolti, gettando le basi per una cooperazione che vuole stimolare anche il flusso di turismo scientifico: etnologi, antropologi, storici, teologi, botanici, ambientalisti, giornalisti, filosofi, studenti.
Dice Mateus Aleluia:“Immergersi nella Baia Profonda è volare nella Baia Profonda. Accade come nella canzone ‘Ciranda dos Meninos’: bisogna volare e immergersi, essere disponibili a lasciarsi assorbire dalla profondità della Baia. La Baia è leggera in termini di energia, ma in termini di comprensione, di costruzione di una cultura, è profonda perché riunisce molte matrici. Ecco perché bisogna immergersi nella Baia e volare nella Baia”.

Foto: A.R.R.
Metafore su dialogo, conoscenza ed incontro. In questo l’ancestralità, la memoria ha un ruolo fondamentale: “La memoria è sempre in movimento, come il nostro cervello. Il nostro cervello può essere considerato un museo perché resiste a tutto, ma è sempre in movimento. Non si è mai fermato e non si fermerà mai. Ed è lo stesso con la memoria. Non possiamo determinare cosa sia la memoria; la memoria è tutto, la memoria è sempre. Noi, con la nostra narrazione, definiamo cosa sia la memoria in base a ciò che ci interessa, quando in realtà tutto dovrebbe interessarci perché siamo nella vita e tutto è vita” continua Mateus Aleluia.

Foto: A.R.R.
La Baía de Todos os Santos va oltre la semplice geografia: è punto di arrivo e di partenza per popoli, lingue, musiche e credenze. Essa è diventata una metafora vivente di ciò che Bahia rappresenta: un territorio intessuto di molteplici narrazioni. Un punto in cui il Brasile ha iniziato a dispiegarsi. Partendo da questa forza simbolica il progetto "Baía Profunda" è stato presentato al pubblico. Infatti, il 7 e l’8 novembre u.s. c’è stato l’Annuncio ufficiale con “Anunciação do Baía Profunda” che ha visto una maratona artistica e culturale. Ha debuttato nella città di Salvador nello Spazio Culturale della Barroquinha, invitando il mondo a rivisitare le radici della cultura brasiliana e a progettare possibili futuri.

Foto: Fernando Naiberg. Divulgazione
Il pubblico ha potuto ascoltare Mateus Aleluia, ha assistito all'esecuzione del tema "Baía Profunda" dell'Orchestra Afro-Sinfonica retta dal Maestro Ubiratan Marques, una proiezione video sul progetto, un importante atto interreligioso e una presentazione dell'Orchestra Fred Dantas con la presenza dei coloratissimi Mascarados de Maragogipe. E poi tanti dibattiti e tavole rotonde con filosofi, scrittori, leader indigeni e afro-diasporici che hanno spinto il pubblico a riflettere su temi cari al pensiero contemporaneo, riunendo pensatori come João Carlos Salles, Vanda Machado, Ondjaki, Kaká Werá, Edmilson de Almeida Pereira, Cristine Takuá e Alexandre Coimbra Amaral. La diversità delle voci è l'essenza del progetto. La sera dell’8 novembre le parole sono diventate musica nella Concha Acústica del Teatro Castro Alves-TCA, con lo spettacolo “Baía Profunda”, un incontro tra Mateus Aleluia, l'Orchestra Afro-Sinfonica retta dal Maestro Ubiratan Marques, e le incredibili danze del ballerino coreografo Negrizu. Il concerto si è aperto con l'esecuzione dell’Inno della Baia Profonda dell'Orchestra Afro-Sinfonica. L'accattivante combinazione iniziale di fiati, percussioni e coro lasciava già presagire l'atmosfera dei brani orchestrali che hanno accompagnato Mateus Aleluia e la sua chitarra in brani memorabili del suo repertorio, e che hanno condotto il vasto pubblico in un viaggio dentro se stessi e nel Tempo. Alla fine una sorpresa: l’arrivo sul palco degli artisti Carlinhos Brown e Margareth Menezes, quest’ultima, attualmente, è Ministra della Cultura. Ubiratan Marques accompagna Mateus Aleluia da tanti anni e dice che Baía Profunda non è nata ora, ha solo preso forma. "Credo che questa Baía Profunda esistesse da molto tempo. Il principio di tutto è, come lo chiama lui, questa baia profonda e questo sguardo attento verso questo crogiolo di culture, la bellezza che è questo luogo che è la culla del Brasile, un luogo che è anche molto ricco di diversità e molto ricco di tradizioni."
La seconda fase del progetto sarà il “Tabuleiro da Baiana” e si terrà in Europa, nella città di Lisbona nel corso del 2026. Tabuleiro da Baiana per due giorni offrirà un programma culturale diversificato, tra cui spettacoli musicali, mostre, danza, proiezioni cinematografiche e spazi di dialogo e dibattito su temi rilevanti che circondano le culture diasporiche. L'intento è quello di offrire un'anteprima dell'ambiente di dialogo proposto dal progetto e, a partire da esso, riflettere sull'intreccio tra culture e su ciò che emerge da questo incontro. La terza fase sarà, invece, in Brasile la realizzazione della grande Mostra Cultural Baía Profunda. Spostare la percezione dell'arte da qualcosa di statico a una comprensione dinamica della vita come manifestazione dei percorsi della sensibilità: questa è la concezione di Mateus Aleluia di ciò che lui chiama Turismo Culturale Scientifico, un modo di essere nel mondo attraverso la condivisione, l'approfondimento dell'esperienza e l'ampliamento degli orizzonti della conoscenza.
Basandosi sulla premessa del Turismo Culturale Scientifico, Baía Profunda mira a rivelarsi un ambiente privilegiato per la produzione di pensiero, vita e arte. Ma, come ha ricordato Mateus Aleluia: “Prima di parlare della profondità della Baia, è necessario ricordare cosa essa rappresenta: l'utero che ci ha preparato a nascere in questo mondo" dice Mateus Aleluia “Baia Profonda è questo utero simbolico dove esseri e culture si incontrano. Uno spazio di incroci e condivisione, dove arte, spiritualità e ascendenza si uniscono per celebrare i molteplici modi di esistere. Partiamo da una grande baia che è l'utero materno che ci ha protetto prima di lasciare un’altra dimensione in modo consapevole o preconscio in cui eravamo immersi. Baia Profonda spera che attraverso questo incontro di persone, culture e modi di essere, sia possibile trovare una strada. Sono esistiti diversi incidenti geografici, ma solo questa si chiama Baia Profonda perché solo essa ha ricevuto questo nome, Baía de Todos Os Santos: quindi è la Baia di tutti gli dei, Baia di tutti gli orixás, Baia di tutti gli altri, Baia di tutte le inquisizioni, Baia di tutti i desideri, Baia di tutta la musica. Io sono il risultato dell'incontro di queste placche che hanno originato una sonorità che proviene dall'origine di tutto. Questo tutto che non è nulla, ma che oggi ci rappresenta con questa dignità, con quest'arte e questa cultura che ha la nostra Bahia. Baía Profunda è proprio un incontro del mondo nella Baía de Todos os Santos. Noi siamo Baía, questa è la nostra profondità, questo è l' incanto di tutte le cellule ritmiche sparse in questo universo".
Baía Profunda nasce, quindi, come abbiamo visto, da una visione ampia che vuole trascendere i confini, una visione che riconosce nella Baía de Todos os Santos il primo specchio del Brasile. È questa la Baía Profunda che ci propone Mateus Aleluia, la Baía Profunda che esiste prima della parola e si vuole riconoscere nell'arte, non nella frammentazione, ma nella confluenza, nella condivisione e nella unione di tutti gli esseri umani.
© SARAPEGBE.
E’ vietata la riproduzione, anche parziale, dei testi pubblicati nella rivista senza l’esplicita autorizzazione della Direzione
-------------------------------------------------------------------------------
TEXTO EM PORTUGUÊS (Testo in italiano)No Brasil anunciado o Projeto BAÍA PROFUNDA do artista baiano Mateus Aleluia
por
Antonella Rita Roscilli

Mateus Aleluia.
Foto: Fernando Naiberg. Divulgazione
NovitàSarapegbe, 3 dicembre 2025
No Oceano Atlântico existe uma baía imensa que se encontra no estado da Bahia, no nordeste do Brasil. Possuindo uma área de aproximadamente 1.233 km², constitui um importante centro histórico, turístico e econômico. Recebeu seu nome em 1º de novembro de 1501, quando alì chegou uma expedição portuguesa liderada por Gaspar de Lemos e acompanhada por Américo Vespúcio, o cartógrafo italiano que mais tarde daria nome a todo o continente americano. A expedição tinha como objetivo mapear as novas terras descobertas um ano antes por Pedro Álvares Cabral. Era o dia de Todos os Santos. Tradicionalmente, os chamados "acidentes geográficos" (e este era o caso) recebiam o nome do santo em cujo dia eram descobertos. Portanto, esse princípio foi aplicado à baía e disto se originou o nome: Baía de Todos os Santos. As águas profundas desta baía, chamada Kirimurê (grande mar interior) pelos povos indígenas Tupinambá, testemunharam ao longo dos séculos fluxos e refluxos de diferentes culturas, que alì de alguma forma se entrelaçaram.
Elas abrigaram tudo o que se possa imaginar: vozes, risos, choros, cantos, gritas, vidas e mortes, histórias e sentimentos, além de uma rica biodiversidade marinha e os naufrágios de diversos navios que ainda repousam em suas profundidades. O nome da capitania, da província e do atual estado brasileiro deriva desse nome: Baía de Todos os Santos. A unidade federativa, contudo, manteve a letra "h" em seu substantivo, em conformidade com a grafia portuguesa da época. Esta ampla e profunda baía encantou marinheiros, piratas e colonizadores, e na época também despertou o interesse do governo português por sua excelente ancoragem natural, um ponto estratégico de defesa, com águas profundas, ricas em peixes e terras férteis. É composta por 56 ilhas, como Itaparica, Maré, Frades, Madre de Deus etc., além de treze municípios que a circundam, quais Cachoeira, Maragogipe, Salinas da Margarida, Santo Amaro da Purificação, Simões Filho e outros. Em 2014, foi também agraciada com o título de capital da Amazônia Azul pela Marinha do Brasil.
A História se reúne aqui, e nas profundezas desta baía encontra-se o sagrado ancestral. Essas são águas que amalgamam, unem e abarcam. Foram a história milenar desta baía e a sua profundidade ancestral que inspiraram o nome e o significado de "Baía Profunda", um projeto artístico/cultural/educacional de Mateus Aleluia, cantor, compositor e pesquisador baiano da ancestralidade musical pan-africana do Brasil. "Baía Profunda" é um espaço de encontro multidisciplinar que busca criar uma rede internacional de diálogo entre todos os países que contribuíram e continuam contribuindo para a formação da cultura baiana e brasileira. Seu objetivo é promover a compreensão dos aspectos das culturas indígena, européia e africana que convergem no modo de vida brasileiro, promover a circulação da expressão artística e a promoção do turismo científico. Falamos dos povos indígenas; falamos da África: Angola, Benin, Guiné, Nigéria, Togo, etc.; falamos da Europa: Portugal, Espanha, Itália, Holanda, França, Alemanha etc. Povos que aqui se encontraram. Mergulhar nas profundezas dessa cultura indo-afro-barroca é a missão da Baía Profunda.

Foto: A.R.R.
As atividades do projeto, que serão discutidas ao longo deste artigo, envolvem diversas fases: iniciaram em novembro de 2025 em Salvador, Bahia, com o anúncio do projeto que aconteceu durante uma maratona artística e cultural de dois dias. Vão prosseguir em 2026 em Lisboa, Portugal, e culminarão em Salvador, Bahia, tendo em conta também objetivos como documentários, filmes e Cadernos de Cultura, concretizando-se, assim, seja em âmbito nacional que internacional.
De fato, na Baía Profunda ecoa a própria biografia de Mateus Aleluia, que este ano foi agraciado com a Ordem do Mérito Cultural, grau Grã-Cruz. Herdeiro do trio vocal “Os Tincoãs”, grupo pioneiro baiano que harmonizava canções tradicionais e samba de roda, Seu Mateus afirma: “Foi justamente a Baía Profunda que deu origem aos Tincoãs. Se não fosse por essa profundidade, os Tincoãs não teriam feito o que fizeram. O grupo se deixou levar pela atmosfera da Baía, pelos sons, pelas placas tectônicas visíveis e invisíveis, e misturou influências afro-brasileiras e barrocas, partindo de uma base que pertence aos povos indígenas desta terra, porque antes que chegassem outros, eram os povos indígenas que aqui viviam. Os Tincoãs são, em última análise, uma mistura de tudo isso. Foi a Baía Profunda que fez os Tincoãs abraçarem sua identidade como produto de uma Baía Profunda”.
Mateus Aleluia nasceu em Cachoeira, no Recôncavo Baiano, “região banhada pelo majestoso Rio Paraguaçu, que atravessa essas terras férteis cantando suas canções fluviais até descansar de sua longa jornada por essa estrada líquida, até ser santificado, batizado nas águas salgadas da Baía de Todos os Santos, águas sagradas que banham a cidade sagrada do Senhor do Bonfim, Salvador”. Ele desenvolveu sua carreira musical entre o Brasil e Angola, das décadas de 1960 a 1980. Ao retornar ao Brasil, retomou sua atividade artística, embarcando em uma aclamada carreira solo. Desde seu retorno à Bahia, em 2002, cultiva a idéia de um projeto cultural que leve em conta a complexidade dos trânsitos atlânticos entre Brasil, África e Europa.
Na Bahia, onde tudo começou, ele quer celebrar e fortalecer essas confluências.

Foto: A.R.R.
“Não é Bahia com H, isto é o estado da Bahia, assim como ele é designado. É Baía, a característica geográfica. É a Baía da colisão, das placas tectônicas. É a Baía de Todos os Santos, é a Baía Profunda”, resume Mateus Aleluia. Baía Profunda é a realização de um sonho que busca conectar música, pensamento, turismo científico-cultural e intercâmbio artístico.
"A intenção é mobilizar diferentes atores culturais para promover um espaço inclusivo, valorizando a compreensão da cultura brasileira, baiana, como uma cultura naturalmente inclusiva", afirma Tenille Bezerra, diretora artística e coordenadora executiva do projeto. Mateus Aleluia continua: "Baía Profunda é uma baía apolítica, onde não há divisões, nem censura. Ela é dona de si mesma, não há intimidação, nem preconceito. Em Baía Profunda, nada pode ser proibido, ela une, não discrimina, tem leis, mas não tem moral. Nela se encontram todos os deuses, os santos, os caboclos, as vontades, as virtudes, tudo o que não é virtude. Ela reúne tudo ao seu redor porque a Baía une. Nela, artes, ciências, filosofias e espiritualidades dialogam. A Baía realmente busca mostrar todos os atores da cultura baiana. Quem são eles? Os povos originários, os africanos trazidos escravizados para cá, os europeus que se estabeleceram aqui: trata-se de reunir todos eles. Baía Profunda visa representar esse encontro".

Foto: Elza Abreu. Divulgazione
Por meio do intercâmbio científico e cultural, é possível entrar em contato com valores culturais embrionários da cultura indo-afro-barroca, latentes e arquivados, e o resultado dessa imersão é uma oferta turística orientada para o conceito de turismo científico-cultural. O programa de cooperação artística, científica e cultural se traduzirá em produção cultural e ofertas turísticas para o Brasil e os países participantes, lançando as bases para um programa de cooperação. Mas visa estimular também o fluxo de um turismo científico: etnólogos, antropólogos, historiadores, teólogos, botânicos, ambientalistas, jornalistas, filósofos e estudantes.
Mateus Aleluia afirma: “Mergulhar na Baía Profunda é como voar para a Baía Profunda, è como na música ‘Ciranda dos Meninos’: você tem que voar e mergulhar, tem que estar disposto a se deixar absorver pelas profundezas da Baía. A Baía é leve em termos de energia, mas em termos de compreensão, de construção de uma cultura, é profunda porque reúne muitas matrizes. É por isso que você tem que mergulhar na Baía e voar na Baía.”

Foto: A.R.R.
Isso tudo è uma metáfora para o diálogo, para o conhecimento, para o encontro, para estar juntos. E nisso, a ancestralidade e a memória desempenham um papel fundamental: “A memória está sempre em movimento, como o nosso cérebro. Nosso cérebro pode ser considerado um museu porque resiste a tudo, mas está sempre em movimento. Nunca parou e nunca parará. E o mesmo acontece com a memória. Não podemos determinar o que é a memória; a memória é tudo, a memória é sempre. Nós, com a nossa narrativa, definimos o que é memória com base no que nos interessa, quando na realidade tudo deveria nos interessar porque estamos em vida e tudo é vida”, continua Mateus Aleluia.

Foto: A.R.R.
A Baía de Todos os Santos sempre foi mais do que geografia: é ponto de chegada e partida para povos, línguas, músicas e crenças. Tornou-se uma metáfora viva do que a Bahia representa: um território tecido com múltiplas narrativas. Um ponto a partir do qual o Brasil começou a se desdobrar.
É partindo dessa força simbólica que o projeto “Baía Profunda” foi apresentado ao público. Nos dias 7 e 8 de novembro 2025, ocorreu o anúncio oficial, a "Anunciação da Baía Profunda", com uma maratona artística e cultural que estreou em Salvador no Espaço Cultural da Barroquinha, convidando o mundo a re-visitar as raízes da cultura brasileira e planejar possíveis futuros. O público pôde ouvir Mateus Aleluia, assistir à performance do tema "Baía Profunda" pela Orquestra Afro-Sinfônica, regida pelo Maestro Ubiratan Marques, à exibição de um vídeo sobre o projeto, a um importante ato inter-religioso e a uma apresentação da Orquestra Fred Dantas, com a participação dos coloridos Mascarados de Maragogipe. Numerosos debates e mesas-redondas com filósofos, escritores, líderes indígenas e afro-diaspóricos convidaram o público a refletir sobre temas contemporâneos importantes, reunindo pensadores como João Carlos Salles, Vanda Machado, Ondjaki, Kaká Werá, Edmilson de Almeida Pereira, Cristine Takuá e Alexandre Coimbra Amaral. A diversidade das vozes é a essência do projeto.

Foto: Fernando Naiberg. Divulgazione
Na noite de 8 de novembro, as palavras se transformaram em música na Concha Acústica do Teatro Castro Alves-TCA, com o espetáculo "Baía Profunda", um encontro entre Mateus Aleluia, a Orquestra Afro-Sinfônica, regida pelo Maestro Ubiratan Marques, e as incríveis danças do dançarino e coreógrafo Negrizu. O show se abriu com a apresentação do "Hino da Baía Profunda" pela Orquestra Afro-Sinfônica. Instrumentos de sopro, percussão e vocais preanunciaram as músicas da orquestra que acompanharam Mateus Aleluia e seu violão nas obras memoráveis de seu repertório, levando o público a uma viagem interior e através do Tempo. Por fim, uma surpresa: a chegada ao palco dos artistas Carlinhos Brown e Margareth Menezes, esta última atual Ministra da Cultura. O Maestro Ubiratan Marques acompanha Mateus Aleluia há muitos anos e afirma que Baía Profunda não nasceu agora, apenas tomou forma: "Acredito que esta Baía Profunda existe há muito tempo. O início de tudo é, como ele chama, esta baía profunda e este olhar atento para este caldeirão de culturas, a beleza deste lugar que é o berço do Brasil".
A segunda fase do projeto serà o "Tabuleiro da Baiana" e se realizará em 2026 na Europa, na cidade de Lisboa. Durante dois dias, o “Tabuleiro da Baiana” oferecerá um programa cultural diversificado, incluindo espetáculos musicais, exposições, dança, projeções de filmes e espaços de diálogo e debates sobre temas relevantes relacionados com as culturas diaspóricas. O objetivo é oferecer uma prévia do ambiente de diálogo proposto pelo projeto e, a partir daí, refletir sobre o entrelaçamento de culturas e o que emerge desse encontro. A terceira fase envolverá no Brasil a criação da Mostra Cultural Baía Profunda em grande escala. Transformar a percepção da arte de algo estático para uma compreensão da vida como manifestação dinâmica dos caminhos da sensibilidade: esta é a concepção de Mateus Aleluia e do que ele denomina Turismo Cultural Científico, uma forma de estar no mundo através da partilha, do aprofundamento da experiência e da ampliação dos horizontes do conhecimento.
Partindo da premissa do Turismo Cultural Científico, a Baía Profunda pretende ser um ambiente privilegiado para a produção do pensamento, da vida e da arte. Como ele próprio lembrou: “Antes de falar sobre a profundidade da Baía, é preciso lembrar o que ela representa: o útero que nos preparou para nascer neste mundo. Baía Profunda é este útero simbólico onde seres e culturas se encontram. Um espaço de interseções e partilha, onde a arte, a espiritualidade e a ancestralidade se unem para celebrar as múltiplas formas de existir. Partimos de uma grande baía, que é o útero materno que nos protegeu antes de virmos para esta dimensão, nela estávamos imersos, consciente ou inconscientemente. E se espera que, através deste encontro de pessoas, de culturas e de modos de ser, seja possível encontrar um caminho. Vários acidentes geográficos existiram, mas só este é chamado de Baía Profunda porque só ela tem este nome: Baía de Todos os Santos. Portanto, ela è Baía de todos os deuses, de todos os orixás, de todos os outros, Baía de todas as inquisições, Baía de todos os desejos, Baía de toda a música. Eu sou o resultado do encontro destas placas que deram origem a um som, um som que vem da origem de tudo. Esse tudo que é nada, mas que hoje nos representa com essa dignidade, com essa arte e essa cultura que nossa Bahia possui. Baía Profunda é precisamente esse encontro do mundo na Baía de Todos os Santos. Nós somos Baía, essa é a nossa profundidade, esse é o encanto de todas as células rítmicas espalhadas por este universo."
Como vimos, o projeto Baía Profunda nasce de uma visão muito ampla que busca transcender fronteiras. Uma visão que reconhece na Baía de Todos os Santos o primeiro espelho do Brasil. Essa é a Baía Profunda que Mateus Aleluia nos propõe, a Baía Profunda que existe antes da palavra e quer ser reconhecida na arte, na cultura, não na fragmentação e sim na confluência, no compartilhamento, na união de todos os seres humanos.
© SARAPEGBE.
E’ vietata la riproduzione, anche parziale, dei testi pubblicati nella rivista senza l’esplicita autorizzazione della Direzione
Traduzione in portoghese di A.R.R.