Tra il mio Amato Jorge e l'immenso Grande Otelo - IN ITALIANO E PORTOGHESE -
Duda Tawil
Jorge Amado, Duda Tawil e Grande Otelo a Parigi - Copyright D.T.
TESTO IN ITALIANO   (Texto em portugĂ»es)

Un ristorante a Parigi….autunno del 1990… tra il mio amato Jorge e l’immenso Grande Otelo…
Dall’altro lato della lente l’occhio magico della nostra carissima Zélia Gattai, compagna di Jorge Amado per 56 anni, che adorava registrare i momenti del marito quando stava con gli amici.
L’amicizia era qualcosa di fondamentale, vitale per la coppia Zélia e Jorge. La foto nella capitale francese rivela proprio questo ed è accompagnata da molte storie e molte verità.

Ma prima di raccontarle vorrei dire che per me  è un onore molto grande poter partecipare alla Rivista “Sarapegbe” che unirà ancora di più l’Italia e il Brasile. Inoltre nasce in un anno storico, l’Anno del Centenario della nascita del maggiore scrittore brasiliano. Realmente un grande onore poter far parte di questa storia, ma non posso definirla una grande gioia perché la saudade, la sua mancanza, mi avvolge quando ci penso, guardando questa foto…

Nell’ottobre 1990 una delle più grandi televisioni francesi, France 2, un canale statale, decise di fare un programma in diretta in omaggio a Jorge e furono invitate alcune personalità brasiliane che giravano intorno alla sua opera.  Il programma si chiamava Etoile palace ed era presentato dal grande giornalista francese Frédéric Mitterand, nipote dell’allora presidente della Repubblica Francese, François Mitterand e oggi, 22 anni dopo, ministro della Cultura in Francia.

All’epoca io vivevo a Nizza, città della Costa Azzurra, nel sud della Francia. Vi ero andato nel 1988 e mi fermai per fare un master di Turismo proprio all’università di Nizza. Ma spesso stavo a Parigi e vivevo sempre attaccato ai miei amati Zélia e Jorge. Adoravamo Parigi, partecipavamo agli eventi della città. Io come corrispondente scrivevo articoli per il giornale “A Tarde” di Salvador e “coprivo”  tutti i loro passi. Viaggiammo insieme e ci ritrovammo in Marocco nel Colóquio sobre a Mestiçagem Cultural, ad Asilah, nel nord del Paese; in Svizzera, al Festival brasiliano a Zurigo; al Festival di Cannes, al Carnevale di Nizza (che Jorge presiedette in quel 1990); a Roma per il Premio Letterario dell’Unione Latina che veniva annunciato in una cerimonia nell’antico  Caffè Greco, a Rio de Janeiro e chiaramente Salvador.

Tornando alla foto mi ricordo che l’enorme Grande Otelo venne in Francia per partecipare al programma televisivo e oltre lui mi ricordo bene di Florinda Bolkan, l’attrice cearense che venne da Roma dove portava avanti la sua carriera internazionale; l’attrice Beth Faria che in quell’anno interpretò il personaggio Tieta nella telenovela della TV Globo basata sul romanzo Tieta do Agreste; Beth Lagardère, ex top-model mineira, che ancora oggi vive in Francia.

L’attrice Sonia Braga partecipò in diretta telefonica dagli Stati Uniti dove viveva e lavorava, lei che era stata la protagonista di Dona Flor e i suoi due mariti, grande successo del cinema brasiliano, adattamento cinematografico del libro omonimo. Invece alla televisione era stata Gabriella, un altro grande successo basato sul libro Gabriella, garofano e cannella. Sei anni dopo sarebbe stata Tieta al cinema, nel film diretto da Cacà Diegues. E l’altro grande brasiliano che intervenne da Rio de Janeiro fu il geniale architetto Oscar Niemeyer, che oggi ha 104 anni ed era molto amico e ammiratore di Jorge.

Dopo il programma, alcuni si fermarono ancora un po’ a Parigi e una volta insieme ai coniugi Amado uscimmo con Grande Otelo per le strade della più bella e affascinante città del mondo.
Grande Otelo è uno degli attori più importanti, una vera icona del Cinema Nazionale brasiliano e ne ha accompagnato i momenti più importanti. Ha attraversato tutto il secolo XX, dalle chanchadas de Atlantida fino ad amare anche il Cinema Novo. Girò anche con Orson Welles in un film che purtroppo non venne mai concluso e fu l’eroe brasiliano senza carattere di Macunaima, film di Joaquim Pedro de Andrade, adattamento del romanzo di Mario de Andrade.

Amava dire: “Io non sono parte della cultura brasiliana. Io sono la cultura brasiliana”. Mi ricordo di un altro momento geniale di questo attore. Fu quando in un popolare programma televisivo in Brasile, il presentatore Moacyr Franco gli chiese di citare la frase che più lo aveva colpito nella vita. E lui senza riflettere un secondo, con una grazia indescrivibile rispose: “Si, è stata la seguente: Esse neguinho nunca vai ser nada na vida! Questo negretto non concluderà mai niente nella vita!”
Il pubblico presente iniziò a ridere e ad applaudire e Moacyr non riuscì neppure a terminare l’intervista.

In uno dei suoi più importanti carnevali con la scuola di Samba Beija-Flor, celebre scuola di samba carioca, un altro “mostro sacro” che ci ha lasciati nel mese di dicembre passato, il carnevalesco Joasinho Trinta ideò e realizzò una sfilata chiamata “La grande Costellazione di Stelle Nere”. E in alto, in uno dei carri, Sua Maestà Grande Otelo. Omaggio più che giusto, insieme al giocatore Pelé, la passista della scuola di nome Pinah e altri genii negri. La scuola vinse il primo premio quell’anno.
Fu così che camminammo molto per la città di Parigi con questo gigante di poco più di un metro e mezzo…Fu fantastico…mi insegnò tanto….appresi tanto….che grande privilegio per me. Un uomo sensibile e di cultura. Spese quasi tutto il cachet che aveva ricevuto dal programma in libri, libri importanti, in maggior parte sul cinema, la sua grande passione e diceva che li avrebbe letti in francese oltre ad ammirarne le fotografie.

Seppi anche…che Zélia e Jorge, nella loro infinita generosità, e discrezione, diedero un aiuto finanziario a Grande Otelo. Avevano enorme stima gli uni per gli altri. Inoltre nel programma, Grande Otelo volle apparire con un’incredibile cravatta color rosa che le era stata regalata dalla coppia, ora non ricordo, per usarla mentre recitava in un film o usarla nella vita. Questa famosa cravatta è citata anche nel libro Navigazione di Cabotaggio, appunti di memorie che Jorge pubblicò nel 1992, quando compì 80 anni.
Ora una parentesi: molti mesi dopo Grande Otelo mi ricevette nel suo semplice appartamento di Copacabana.

Viveva modestamente nonostante la gloriosa carriera che aveva fatto….Ironia della vita, morì nella Cidade Luz, tre anni dopo questa foto: ebbe un attacco cardiaco nell’aeroporto Charles de Gaulle mentre scendeva dall’aereo. Era stato invitato ad un festival internazionale cinematografico in Francia per ricevere un Premio alla Carriera. Mi ricordo che l’attrice Zezé Motta fu chiamata rapidamente per riceverlo al suo posto.

Felicemente, la mia amicizia con Zélia e Jorge….un’amicizia bella di più di 20 anni….i miei padri spirituali….è continuata per molti anni, fino alla partenza di ambedue nel primo decennio del secolo XXI.
Ma stanno sempre insieme a me, in molte foto, ma soprattutto nel cuore dove conservo ricordi belli di momenti indimenticabili che ho avuto l’allegria, l’onore,il privilegio di passare al loro lato.
Sento una mancanza infinita dei miei amici. Oggi io rido, rido per non piangere….io rido…senza un mare dove poter sfociare….
 
 
 
 
 
 
 
 
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TEXTO EM PORTUGĂ›ES   (Testo in italiano)

ENTRE O MEU AMADO JORGE E O IMENSO GRANDE OTELO
Duda Tawil

 
Um restaurante em Paris...outono de 1990...entre o meu amado amigo Jorge, e o imenso Grande Otelo... Do outro lado da lente, o olho mágico de nossa queridíssima Zélia Gattai, companheira de Jorge durante 56 anos, que adorava registrar os momentos do marido ao lado dos amigos.
 
A amizade era algo fundamental, vital para o casal Zélia e Jorge. Esta foto na capital francesa é muito reveladora disso, pois vem revestida de muitas histórias, muitas verdades, por trás dela.
 
Mas, antes de contá-las, quero dizer que para mim, primeiramente, é uma honra muito grande participar desta revista virtual que unirá ainda mais a Itália e o Brasil, graças à minha amiga e colega Antonella Rita Roscilli, que atualmente é a maior ponte intelectual entre os dois países do seu coração. Em segundo lugar, ela vem bem a calhar, pois nasce num ano histórico, o ano do Centenário do nosso escritor maior, realmente uma grande honra poder fazer parte desta história, mas não digo uma grande alegria porque a saudade, a falta dele, toma muito conta de mim, quando eu penso, olhando pra ela...
 
Em outubro de 1990 uma das maiores televisões francesas, a France 2, canal estatal, resolveu fazer um programa ao vivo em homenagem a Jorge, e algumas personalidades brasileiras que gravitavam em torno de sua obra, foram convidadas.
 
O programa se chamava “Étoile Palace” e era apresentado pelo grande jornalista francês Frédéric Mitterrand, sobrinho do então presidente da República Francesa, François Mitterrand, e hoje, 22 anos depois, é o atual ministro da Cultura da França.
 
Na época, eu já vivia em Nice, a capital da Côte d´Azur, no sul da França, desde 1988, e fui ficando por conta de um mestrado de Turismo que fui fazer na Universidade de Nice. Mas eu sempre estava em Paris, e vivia sempre pendurado em meus amados Zélia e Jorge. Adorávamos Paris, participávamos das coisas, eu escrevia matérias para o jornal A Tarde daqui de Salvador, cobria todos os passos deles, e viajávamos juntos...Marrocos (Colóquio sobre a Mestiçagem Cultural, em Asilah, no norte do país), Suíça (Festival Brasileiro em Zurique), Festival de Cannes, Carnaval de Nice (que Jorge presidiu neste mesmo ano de 1990), Roma (para o Prêmio Literário da União Latina, que era anunciado no Café Greco), Rio, e claro, Salvador.
 
Foi quando o enorme Grande Otelo veio também para participar do programa de televisão, e, além dele, me lembro da atriz cearense que veio de Roma onde há muitos anos fazia (ou faz?) uma carreira internacional, Florinda Bolkan; a atriz Beth Faria, que naquele mesmo ano encarnou o personagem Tieta, em novela da Globo baseada no romance “Tieta do Agreste”; Beth Lagardère, ex-top model mineira, que até hoje vive na França.

A atriz Sônia Braga participou num duplex direto dos Estados Unidos, onde vivia e atuava, ela que já tinha sido a protagonista de Dona Flor e Seus Maridos, estrondoso sucesso do cinema brasileiro, em adaptação para as telas do livro homônimo, e na telinha Gabriela, outro enorme sucesso, baseado em “Gabriela, Cravo e Canela”, e ainda que, seis anos após este programa, seria a Tieta na telona, no filme de Cacá Diegues. E outro grande brasileiro, que interveio do Rio de Janeiro, o genial arquiteto Oscar Niemeyer, hoje com 104 anos, muito amigo e admirador de Jorge.
 
Após o programa, alguns ainda ficaram em Paris, e foi quando o amado casal me pediu para sair com Grande Otelo pelas ruas da mais bela e charmosa cidade do mundo.
 
Grande Otelo é um dos maiores atores da HISTÓRIA DO BRASIL, verdadeiro ícone do Cinema Nacional, tendo atravessado todas as fases deste, todo o século XX, das chanchadas da Atlântida, até flertar com Cinema Novo. Chegou a filmar com Orson Welles num filme que não chegou, infelizmente, a ser concluído, e foi o herói brasileiro sem caráter de "Macunaíma", filme de Joaquim Pedro de Andrade adaptado do romance de Mário de Andrade.
 
Ele dizia, sem pretensão e com toda a razão:
 
 "Não sou parte da cultura brasileira. Eu sou a cultura brasileira".
 
Outro momento genial: num programa popular da televisão no Brasil, o apresentador Moacyr Franco lhe disse:
 
- Otelo, cite uma frase que mais lhe marcou na vida.
 
E ele, sem pestanejar um segundo, numa graça indescritível:
 
- Ah, foi...”Esse neguinho nunca vai ser nada na vida!”
 
O público presente no programa veio abaixo em gargalhadas e aplausos, e Moacyr mal conseguiu terminar a entrevista de tanto que ria.
 
Num dos seus mais antológicos carnavais pela Beija-Flor, célebre escola de samba carioca, outro monstro sagrado, que nos deixou em
dezembro passado, o carnavalesco Joãosinho Trinta, idealizou e realizou um enredo chamado "A Grande Constelação das Estrelas Negras". No alto de um dos carros, em destaque, Sua Majestade, Grande Otelo. Homenagem mais que justa, junto ao jogador Pelé, a passista da própria escola, Pinah, e outros gênios negros. A escola foi campeã naquele ano.
 
Bem, foi assim que perambulei muito por Paris com este gigante de um pouco mais de um metro e meio...Foi fantástico...me ensinou tanto...aprendi tanto...que privilégio louco eu tive. Homem sensível e de cultura, ele gastou quase todo o cachê que recebeu do programa em livros, grandes livros, a maioria sobre cinema, sua grande paixão, e dizia que ia lê-los em francês mesmo, e admirar as fotografias.
 
Soube também, en passant, que Zélia e Jorge, naquela generosidade infinita deles, e muito discretos também, deram uma ajuda financeira a Grande Otelo. Eles se admiravam muito. No programa, aliás, Grande Otelo fez questão de se apresentar com um incrível terno cor de rosa, que lhe foi dado pelo casal, não me lembro bem, para ele atuar num filme, ou usá-lo na vida real. Este famoso terno é citado em “Navegação de Cabotagem”, os apontamentos de memória que Jorge publicou quando dos seus 80 anos, em 1992.
 
Agora, um parêntesis no tempo: muitos meses depois, ele me recebeu tão gentil no seu apartamento simples de Copacabana, pois vivia muito modestamente para a gloriosa carreira que teve...
 
Por ironia da vida, Grande Otelo morreu na Cidade Luz, três anos depois desta foto: teve um ataque cardíaco no Aeroporto Charles de Gaulle, quando descia do avião. Ele tinha sido convidado por um festival internacional de cinema da França para receber um prêmio pelo conjunto de sua carreira fenomenal. Me lembro que a atriz Zezé Motta foi chamada às pressas pra recebê-lo no lugar dele.
 
Felizmente, a minha amizade com Zélia e Jorge...uma amizade linda de mais de 20 anos...meus pais espirituais...continou por muitos anos, até a partida de ambos na primeira década deste século XXI.
 
Eles estão sempre comigo, em muitas fotos, mas sobretudo no coração, onde guardo lembranças lindas dos momentos inesquecíveis que tive a alegria, a honra e o privilégio de ter passado ao lado deles.
 
Sinto uma falta incomensurável dos meus amigos. Hoje, eu rio,
eu rio pra não chorar..eu rio...sem mar para desaguar...
 
 
Duda Tawil (Eduardo Antonio Jasmin Tawil). Jornalista baiano, formado pela Faculdade de Comunicação com Habilitação para Jornalismo, pela Universidade Federal da Bahia, em 1983. Começou como estagiário do Jornal A Tarde, de Salvador-BA, em 1981, onde trabalhou profissionalmente em seguida ao bacharelado e para o qual escreve até hoje artigos e reportagens de cunho cultural e turístico. Após um Diploma de Linguística Francesa pela Universidade da Sorbonne, em Paris, 1985/86, realizou mestrado na Faculdade de Letras da Universidade de Nice em Gestão e Planificação Turísticas e Hoteleiras, 1988/89. Breve passagem pela Universidade de Chicago em 1986. Grande viajante, vive entre o Brasil e a França há 28 anos, e escreve matérias sobre suas viagens nos países que visita e participações em grandes eventos culturais. Membro da Associação da Imprensa Estrangeira de Paris desde 1989. Em 2000, habilita-se como guia de turismo na Bahia, e hoje é também guia oficial atuante e credenciado pela Embratur (Empresa Brasileira de Turismo – Ministério do Turismo de Brasília).
 
 
 
 
 
Traduzione di A.R.R.
Duda Tawil (Eduardo Antonio Jasmin Tawil). Giornalista brasiliano di Salvador, stato di Bahia. Laureato in Giornalismo alla UFBA (Brasile) e con un Master alla Sorbonne di Parigi. Altri studi svolti all’Università di Chicago. Collaboratore del giornale nazionale dello stato di Bahia “A Tarde”. Vive tra il Brasile e la Francia riportando, quale giornalista corrispondente, notizie dei molti eventi culturali a cui partecipa. Membro dell’Associazione Stampa Straniera di Parigi dal 1989. Dal 2000 è, inoltre, Guida Ufficiale Turistica e fa parte della Embratur (Empresa Brasileira de Turismo – Ministério do Turismo de Brasília).