L'ANGOLO DEL LIBRO: "La città di Ulisse" di Teolinda Gersão
Antonella Rita Roscilli
TESTO IN ITALIANO   (Texto em portugûes)

Una dichiarazione d'amore che utilizza la narrativa come una porta da aprire anche sull' arte e sulla storia. Un vero inno d'amore rivolto, in realtà, alla città di Lisbona. Questo, tra le altre cose, si può dire del romanzo "A cidade de Ulisses" della scrittrice portoghese Teolinda Gersão. Pubblicato in Italia dalla casa editrice Urogallo, con il titolo "La città di Ulisse", il libro ha come protagonisti Paulo e Cecilia. Si narra del loro incontro, cui segue una intensa storia d'amore, alimentata dalla sintonia con cui guardano il mondo e le arti plastiche.

Il protagonista ha un temperamento schivo e un passato difficile. Il padre era un militare della generazione di fedeli a Salazar, egoista, anaffettivo, difensore di un patriarcato senza limiti. La madre, ex dattilografa mite e solerte, era vittima del marito e dei suoi eccessi, dei suoi capricci di gerarca in divisa. La donna mostra una sensibilità speciale per l' arte, che il padre di Paulo asseconda. Così le compra il necessario per dipingere, a patto che lei lo faccia solo quando lui non c’è e che, comunque, non lo privi della sua compagnia.

Paulo lascerà la famiglia per stabilirsi a Berlino, ove proseguirà i suoi studi e approfondirà  tecniche, ispirazione e linguaggio, ma soprattutto cercherà la pace. Tornerà a Lisbona già adulto e vi rimarrà proprio per la donna che incontrerà: Cecilia. È grazie alla donna amata che Paulo ripercorre, in breve, tutta la storia di Lisbona, dalla mitologia greca alla Rivoluzione dei Garofani. Infatti nel libro scorrono, come pennellate, splendide descrizioni della città di Lisbona, di cui si raccontano le origini a partire da Ulisse, suo mitico fondatore, passando per gli antichi Romani che le diedero il nome di Olissipo. Lisbona e Cecilia quase si fonderanno. Lisbona è dunque il passato dell’uomo, è il passato dell’innamorato, ma è anche il viaggio di ritorno a casa, come Ulisse, ed è anche il riconoscimento della Terra come luogo abitabile.
 
Il passaggio di Ulisse in Portogallo” si legge nell’introduzione scritta dalla traduttrice Alessandra della Penna “è uno dei temi del romanzo, nella misura in cui La città di Ulisse è il titolo scelto dai protagonisti per un’esposizione su Lisbona progettata da entrambi, che inevitabilmente conferirà alla coppia una maggiore libertà artistica per abbordare la città nella maniera che più converrà loro. La rivisitazione si compie attraverso riflessioni e ricordi del narratore-protagonista che recupera esperienze sentimentali e momenti di vita vissuta a Lisbona a partire dagli anni Settanta, cosicché la storia della città si confonde magicamente tanto con la storia personale dei protagonisti, tanto col mito omerico”.
                                                       
                                                               
L’autrice fa ricorso a metafore, ad un linguaggio alto e permette al lettore di addentrarsi nella vita di una città attraverso gli occhi, e le esperienze, di un uomo che vi riflette su e attraverso la donna da lui amata, con tutta la sua potenza demiurgica. Un tributo all’arte e all’amore, dunque, ma anche un ritratto delicato della città di Lisbona, basato su una vastissima ricerca storica e letteraria da parte dell' autrice. Passato e presente, mito e letteratura, arti plastiche e Storia si intrecciano e viaggiano attraverso tempi e spazi per offrirci oltre ad una storia d' amore, l'immagine di una città affascinante.

Questo è il primo romanzo che Teolinda scrive con la voce di un uomo. In alcune interviste ha dichiarato: "E' una storia d'amore che ha una fine felice, in un mondo così complicato. ma è anche la storia d' amore per Lisbona. Per me è stata una sfida. La città praticamente appare quasi come un personaggio. Ho provato a farne um ritratto. Per questo ho dovuto guardare Lisbona con sguardo meravigliato, come fosse la prima volta, ma ho cercato di leggerne, allo stesso tempo, i vari strati di tempi sovrapposti, perchè Lisbona ha trenta secoli di vita, ha una storia favolosa. Sono dovuta risalire alle radici dell'Europa per raccontarla, transitare per musei e libri".

Teolinda Gersão (1940) è una delle scrittrici portoghesi più note della sua generazione. Ha esordito con “O Silêncio” trenta anni fa. Ha vissuto in Germania, in Brasile, a São Paulo e a Maputo, in Mozambico. Ha ricevuto il Grande Prêmio de Romance e Novela da Associação Portuguesa de Escritores per il romanzo A Casa da Cabeça de Cavalo nel 1995 e, tra gli altri, il Grande Prémio de Conto Camilo Castelo Branco per Big Brother isn’t Wathcing You e altre storie (titolo originale: Histórias de Ver e Andar), nel 2002. "La città di Ulisse" è stato pubblicato anche in inglese con il titolo "City of Ulysses". I suoi libri sono tradotti in inglese, tedesco, francese, ceco, arabo, romeno e croato, ed è pubblicata in Brasile e negli Stati Uniti, dove alcuni dei suoi racconti sono dei best-seller e si sono guadagnati adattamenti teatrali e radiofonici.




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Antonella Rita Roscilli,. Giornalista, brasilianista, scrittrice e traduttrice. Da oltre venti anni si dedica alla divulgazione in Europa di cultura  e attualità del Brasile, Portogallo, Africa lusofona e, in generale,paesi di lingua portoghese, con articoli e saggi pubblicati nella stampa e nel modo accademico internazionale, oltre a convegni e conferenze. Laureata in Italia in Lingua e Letteratura Brasiliana presso l' Università "La Sapienza" di Roma, è Mestra em Cultura e Sociedade presso la Università Ufba, in Brasile, ove è membro corrispondente della Academia de Letras da Bahia (ALB), e dell'Istituto Storico Geografico (IGHB). Ideatrice nell'area documentaristica, si occupa di dialogo interculturale e storia delle migrazioni. E' biografa della memorialista brasiliana di origini italiane Zélia Gattai, moglie di Jorge Amado. Su lei ha pubblicato in Brasile diversi libri..

 
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TEXTO EM PORTUGÛES   (Testo in italiano)

L'ANGOLO DEL LIBRO. "A cidade de Ulisses" de Teolinda Gersão
por
Antonella Rita Roscilli

                                                               

Um hino de amor em que a ficção aparece como uma porta, uma passagem que permite também de conhecer arte e história. Um verdadeiro hino de amor para a cidade de Lisboa. Isto e muito mais pode se dizer sobre o romance "A cidade de Ulisses" da escritora portuguesa Teolinda Gersão. Publicado na Itália pela editora Urogallo, com o título "La città di Ulisse", o livro conta o encontro entre Paulo e Cecilia, e a intensa história de amor entre os dois, alimentada pela sintonia com a qual olham para o mundo e as artes plásticas.

O protagonista possui um carater tímido e um passado difícil. O pai era um militar da geração dos fiéis a Salazar, egoísta e defensor de um patriarcado sem limites. A mãe, funcionaria meiga e diligente, foi vítima de seu marido e seus excessos, seus caprichos de hierarca em uniforme. A mulher mostra uma sensibilidade especial para a arte, tanto que o marido compra para ela o necessário para pintar, desde que ela faça isso somente quando ele não está em casa. 

Paulo deixará sua família para morar em Berlim, onde continuará seus estudos aprofundando técnicas, inspiração e linguagem, mas acima de tudo tentarà buscar a paz. Voltará para Lisboa já adulto e permanecerá lá depois do encontro com Cecilia. E' graças à amada Cecilia que Paulo retrai toda a história de Lisboa, desde a mitologia grega até a Revolução dos Cravos. Na verdade, no fluxo das páginas, como verdadeiras pinceladas, encontramos belíssimas descrições da cidade de Lisboa, cujas origens são contadas a partir de Ulysses, seu fundador mítico, passando pelos antigos romanos que deram à cidade o nome de Olissipo.
Lisboa e Cecilia quase vão se fundir e confundir. Lisboa é, portanto, o passado do homem, é o passado do amante, mas é também a viagem de volta para casa, como Ulysses, é também o reconhecimento da Terra como um lugar habitável.
 
"A passagem de Ulisses no Portugal" conforme a introdução escrita pela tradutora Alessandra della Penna "é um dos temas do romance, na medida em que a cidade de Ulisses é o título escolhido pelos protagonistas para uma exposição em Lisboa, desenhada por ambos, o que inevitavelmente dará ao casal mais liberdade artística para se aproximar da cidade da maneira que mais lhe convier. A revisão ocorre através de reflexões e lembranças do narrador-protagonista que recupera as experiências sentimentais e os momentos de vida vividos em Lisboa, desde os anos setenta, de modo que a história da cidade é magicamente confundida com a história pessoal dos protagonistas e com o mito homérico" .

                                                             

A autora usa metáforas, uma linguagem alta, permitindo assim que o leitor penetre na vida de uma cidade através do olhar e das experiências de um homem que reflete sobre a cidade através da mulher que ele ama. Um tributo à arte e ao amor, portanto, em que o passado e o presente, o mito e a literatura, as artes plásticas e a história, se entrelaçam e viajam através do tempo e do espaço, para nos oferecer, além de uma história de amor, a imagem de uma cidade fascinante. Estae è o primeiro romance que Teolinda escreve com a voz de um homem.

Em algumas entrevistas, ele declarou: "É uma história de amor que tem um final feliz em um mundo tão complicado, mas também é uma história de amor para Lisboa, que foi um desafio para mim. Tentei olhar para ela com um olhar maravilhoso, como se fosse pela primeira vez, tentando ler ao mesmo tempo as várias camadas de tempos que se sobrepõem, porque Lisboa tem uma história fabulosa: tive que voltar às raízes da Europa para contar isso ".

Teolinda Gersão (1940) é uma das mais famosas escritoras portuguesas de sua geração. Estreou com "O Silêncio" há trinta anos. Morou na Alemanha, no Brasil, na cidade de São Paulo e em Moçambique, na cidade de Maputo. Recebeu o Grande Prêmio de Romance e Novela da Associação Portuguesa de Escritores para a novela "A Casa da Cabeça de Cavalo" em 1995 e, entre outros, o Grande Prémio de Conto Camilo Castelo Branco per Big Brother isn’t Wathcing You e altre storie (titolo originale: Histórias de Ver e Andar), nel 2002. "A cidade de Ulisses" foi publicada também em inglês com o título "City of Ulysses". Suas obras são traduzidas para o inglês, alemão, francês, tcheco, arabe etc. e são publicadas no Brasil e nos Estados Unidos onde alguns dos seus contos viraram best-sellers e com adaptações no teatro e no radio.
 
 
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Antonella Rita Roscilli. Jornalista, brasilianista, escritora e tradutora. Há mais de vinte anos dedica-se à divulgação na Europa da cultura e atualidade do Brasil, Portugal, África lusofona e países de língua portuguesa, com artigos publicados na imprensa internacional, além de conferências. Formada na Itália em Língua e Literatura Brasileira na Universidade La Sapienza, é Mestra em Cultura e Sociedade na Universidade Ufba, no Brasil, onde  é membro correspondente da Academia de Letras da Bahia (ALB) e do Instituto Geográfico Histórico (IGHB). E' a biografa da memorialista brasileira de origem italianas Zélia Gattai, esposa de Jorge Amado. Sobre ela tem publicado no Brasil várias obras. Idealizadora na área de documentarios, se ocupa di intercultura e história da emigração italiana.