La scrittrice brasiliana Carolina Maria de Jesus nel centenario della nascita
Antonella Rita Roscilli
TESTO IN ITALIANO   (Texto em portugĂ»es)

Carolina Maria de Jesus (1914-1977) è uno dei nomi importanti della letteratura brasiliana e quest'anno ricorre  il suo centenario. Una donna brasiliana, discendente afro, povera, che scoprí un dono che esisteva dentro di sé: l'amore per la scrittura, la penna e la carta. In una società fortemente disuguale e che allontana poveri, afro-discendenti e indigeni, Carolina trovò una forma di lotta per sollevare la sua voce, la voce di una donna nera forte e dignitosa, per dare voce a chi non ha voce, per dare voce agli esclusi della societá. Le sue opere sono state tradotte in varie lingue, per es. tedesco, spagnolo, francese, giapponese e italiano.
 
Lo  scrittore italiano Alberto Moravia, che nel 1963 ha curato la prefazione della versione italiana dell´ opera "Quarto de despejo" scrisse che Carolina offriva un contributo fondamentale alla soluzione dei problemi razziali che la realtà brasiliana stessa stava preparando, basandosi su un riscatto che passava attraverso la cultura". "Carolina de Jesus ha un'anima religiosa, ma la religione del nostro tempo, cioè la religione della cultura" (MORAVIA, 1963, p. 356).

                                                                     
 
Carolina inizió a scrivere quando era raccoglitrice di spazzatura,  quando trovó dei quaderni. Scrisse  libri e diari che rivelano l'importanza della testimonianza come mezzo di denuncia di disuguaglianza sociale e pregiudizio razziale. Dimostró un grande senso di  lucidità scrivendo in prima persona mentre viveva  la  condizione difficilissima della favelada, nelle baraccopoli: "Dico che la favela é la discarica di una città. Noi, i poveri, siamo come legna vecchia".  Frasi come questa sono state scoperte alla fine degli anni '50 nei diari della scrittrice.
 
Nacque il 14 marzo 1914 a Sacramento, nello stato brasiliano di Minas Gerais e in quella cittá trascorse l´infanzia e l'adolescenza. Di famiglia povera, con altri sette fratelli, inizio´ a lavorare molto presto. I suoi genitori probabilmente migrarono da Desemboque a Sacramento quando l'economia passava dall'estrazione dell'oro all'agricoltura. Apprese a leggere e a scrivere in una scuola spiritista, che svolgeva attività per i bambini poveri della città.
 
Carolina frequentó la scuola solamente per due anni. Tutta la sua formazione formale si basa su questo breve periodo di studio. Si trasferì nella città di San Paolo nel 1947, quando sorgevano le prime le prime favelas.  Abitante della favela del Canindé, nella zona nord di São paulo, lavorava come raccoglitrice di spazzatura e fu lí che incontrando carta non usata, inizió a registrare la vita quotidiana della comunitá in quaderni che incontrava nella spazzatura.
Nel 1958, il giornalista Audálio Dantas conobbe Carolina de Jesus mentre realizzava un reportage sulla inaugurazione di un parco nel Canindé, ed emerse in lui l´interesse di leggere i suoi scritti, i suoi 35 quaderni di annotazioni in forma di diario. Poi pubblicó il suo reportage nel giornale "Folha da Noite". Nel 1959, lavorando nella rivista "O Cruzeiro," il giornalista pubblicó altri stralci scritti da Caroline. Successivamente, gli operatori del settore in grado di soddisfare tali relazioni e ha dato origine al libro "Quarto de despejo: diario de uma favelada", pubblicato nel 1960.
 
Dopo la prima, seguirono altre tre edizioni, con un totale di 100.000 copie vendute, la traduzione in 13 lingue e la vendita in più di 40 paesi. Il libro denunciava la realtá di Canindé, favela di San Paolo, all'inizio della "modernizzazione" della città e il costante emergere di periferie. Realtà cruente e perverse, fino ad allora poco conosciute anche all´ estero. 
 
Questa Letteratura-documento, attraverso una narrazione femminile in contestazione, cosí come venne conosciuta e definita dal giornalismo di denuncia degli anni 1950-60, é considerata un´ opera attuale in quanto la tematica mostra problemi ancora esistenti in Brasile. Dopo aver pubblicato quest´ opera, nel 1960 Carolina si trasferí in una casa che riuscí a comprare nel quartiere di Santana dove continuó a scrivere diari annotando ció che gli accadeva lí. Questi diari vennero poi pubblicati con il titolo "Casa de Alvenaria: Diário de uma ex-favelada" nel 1961.
 
Nel 1963 pubblica "Pezzi di fame", il suo unico romanzo, che aveva poco ripercussioni e "Proverbios" nel 1965. A causa del continuo disaccordo con i suoi editori, nonché per difficoltà nell´ essere accettata e adattarsi alla vita nel quartiere borghese, si trasferí nel quartiere Parelheiros, São Paulo, nel 1969. Qui venne praticamente dimenticata dal mercato editoriale, nonostante alcuni tentativi di tornare alla scena letteraria.
 
Con i suoi discorsi Carolina non compiaceva l´elite finanziaria e politica del tempo, perció finì per cadere nel dimenticatoio e visse in modo molto umile fino agli ultimi momenti di vita. Fu madre di tre figli e morì il 13 febbraio 1977, all'età di 62 anni. Alcune sue opere vennero pubblicate dopo la sua morte, opere scritte tra il 1963 e il 1977, delle quali la piú significativa é "Diário de Bitita"che contiene le sue memorie di infanzia e gioventú. Il libro venne pubblicato prima in Francia e poi in Brasile.
 
Carolina era anche una cantante di samba. "Quarto de Despejo" ha ispirato diverse espressioni artistiche come la parole del samba "Sala del Despejo" di B. Lobo; Il testo nel libro "Eu te arrespondo Carolina" di Herculano Neves; come l'adattamento teatrale di Edy Lima, il film "Awakening of a Dream" (ancora inedito in Brasile) realizzato dalla televisione tedesca, con la stessa Carolina de Jesus come protagonista. E infine il programma "Caso Verdade" della Rede Globo de Televisão nel 1983.
 
Il suo nome fa parte della letteratura brasiliana, della letteratura femminile e della letteratura delle donne nere brasiliane. Oggi viene studiata in varie parti del mondo. Carolina Maria de Jesus è un riferimento importante per gli studi culturali e letterari ed è un grande esempio femminile di resistenza e intelligenza.
 
 
BIBLIOGRAFIA
 
OBRAS DE CAROLINA DE JESUS

 
Memórias e diários
Quarto de despejo. Diário de uma favelada. São Paulo: Livraria Francisco Alves (Editora Paulo de Azevedo Ltda), 1960, 182p.
Casa de Alvenaria. Diário de uma ex-favelada. Rio de Janeiro: Livraria Francisco Alves (Editora Paulo de Azevedo Ltda), 1961, 183p.
Diário de Bitita. Rio de Janeiro: Nova Fronteira, 1986, 203p. [Publicado primeiro na França, sob o título: Journal de Bitita. (Tradução Régine Valbert). Paris: A. M. Métailié, 1982].
Meu estranho diário. (Organização José Carlos Sebe Bom Meihy e Robert M. Levine). São Paulo: Xamã, 1996, 314p.
 
Romance
Pedaços da fome. [apresentação Eduardo de Oliveira]. São Paulo: Editora Áquila, 1963, 217p.
 
Aforismos
Provérbios. São Paulo: Luzes - Gráfica Editôra Ltda, 1965, 61p.
 
Poesia
Antologia Pessoal.(Organização José Carlos Sebe Bom Meihy). Rio de Janeiro: Editora UFRJ, 1996, 235p.

Outros textos
Minha vida. In: MEIHY, José Carlos Sebe Bom; LEVINE, Robert M. Cinderela negra: a
saga de Carolina Maria de Jesus. Rio de Janeiro: UFRJ, 1994, p. 172-189.
As crianças da favela. Revista do Magistério. São Paulo, n. 24: 8, dez. 1960, p. 18-19.
Sócrates africano. (conto). in: São Paulo: Revista Escrita (editada Wladyr Náder), nº 11, 1976, p 5 -6.;
e in: MEIHY, José Carlos Sebe Bom; LEVINE, Robert M. Cinderela negra: a saga de Carolina Maria de Jesus. Rio de Janeiro: UFRJ, 1994, p.190-196.
Diário de viaje: Argentina, Uruguai, Chile. [Apêndice]. In: JESUS, Carolina Maria de. Casa de ladrillos. Buenos Aires: Editorial Abraxas, 1963, p. 128-191.
 
Inéditos
Obrigado Senhor vigário (peça de teatro). O escravo (romance).
 
Composições/Música
LP Quarto de despejo – Carolina Maria de Jesus, cantando suas canções.
 
Antologias
Literatura e afro descendência no Brasil: antologia crítica. (Organização de Eduardo de Assis Duarte).. [vol. 1, Precursores]. Belo Horizonte: Editora UFMG, 2011.
Onde estaes felicidade?  Organizado por Maria Nilda de Carvalho Motta (Dinha) e Raffaella Fernandez. São Paulo: Editora Me Pario 2014
 
Bibliografia completa disponbile in http://www.elfikurten.com.br/2014/05/carolina-maria-de-jesus.html. FENSKE, Elfi Kürten (pesquisa, seleção e organização). Carolina Maria de Jesus - a voz dos não têm a palavra. Templo Cultural Delfos, maio/2014. (acessado em 13/03/2014).
 
Breve Bibliografia italiana a cura di A.R.R.
Quarto de despejo / con prefazione di Alberto Moravia. Milano : Bompiani, c1962  (in italiano)

Casa de alvenaria.  ed Milano: Bompiani, 1963

Moravia, Alberto. Il diario di Carolina: prefazione a Quarto de despejo di Carolina Maria de Jesus.
In L’uomo come fine ed altri saggi. Milano: ed. Bompiani, 1963, p. 351-356. LINKS

http://www.lamacchinasognante.com/dal-ripostiglio-di-san-paolo-il-mondo-delle-favelas-attraverso-la-scrittura-di-carolina-de-jesus/
 
 
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TEXTO EM PORTUGĂ›ES   (Testo in italiano)

O Centenário do nascimento de Carolina de Jesus
por
Antonella Rita Roscilli


                                                                     

Carolina Maria de Jesus (1914-1977) è uma das mais importantes escritoras do Brasil e neste ano se comemora o centenário dela. Uma mulher brasileira, afro descendente, pobre, e que descobriu um dom que existia dentro de si: o amor pela escrita, pela caneta e papel. E uma ferramenta: contra uma sociedade desigual, afastante, querendo invisibilizar os  pobres, afro descendentes e indigenas, Carolina encontrou uma forma de luta para levantar sua voz, a voz de mulher negra, forte e digna, para dar voz aos que não tinham voz. Suas obras foram traduzidas em vários idiomas, por ex. alemão, espanhol, francês, japones e italiano.
 
O grande escritor italiano Alberto Moravia, que em 1963 prefaciou a versão italiana da obra dela "Quarto de despejo",  achava que Carolina estava oferecendo uma contribuição fundamental para a solução dos problemas raciais que a própria realidade brasileira ia preparando, baseada em um resgate que passava através da cultura: "Carolina possui uma alma religiosa, mas da religão do nosso tempo, ou seja a religião da cultura" (MORAVIA, 1963, p. 356).

                                                                   
 
Carolina escreveu relatos e diários revelando, através de sua escrita, a importância do testemunho, como ferramenta para denunciar a desigualdade social e o preconceito racial. Demonstrava uma grande lucidez critica, escrevia em primeira pessoa no entanto que vivia a pesada condição de favelada: “Eu denomino que a favela é o quarto de despejo de uma cidade. Nós, os pobres, somos os trastes velhos.” Relatos como este foram descobertos no final da década de 1950 nos diários da escritora.

Nasceu em 14 de março de 1914 em Sacramento -MG, cidade onde viveu sua infância e adolescência.
De família pobre, composta por mais sete irmãos, ela começou a trabalhar muito cedo. Seus pais, provavelmente, migraram do Desemboque para Sacramento, quando houve mudança da economia da extração de ouro para as atividades agropecuárias. Conseguiu se alfabetizar em um colégio espírita, que levava a frente um trabalho para as crianças pobres da cidade. 
 
Carolina conseguiu se escolarizar só dois anos. Toda sua educação formal está baseada nesta breve época de estudos. Mudou-se para a capital paulista em 1947, momento em que surgiam as primeiras favelas na cidade. Moradora da favela do Canindé,na  zona norte de São Paulo, ela trabalhava como catadora de lixo e foi aí que, encontrando papeis, começou a registrar o cotidiano da comunidade em cadernos que encontrava no lixo.

Em 1958, o jornalista Audálio Dantas, numa reportagem sobre a inauguração de um playground no Canindé, conheceu Carolina e surgiu nele o interesse de ler seus relatos, seus 35 cadernos de anotações em forma de diário. Depois publicou uma reportagem na "Folha da Noite". Em 1959, trabalhando na revista "O Cruzeiro", o jornalista divulgou trechos dos relatos escritos pela autora e, posteriormente, empenhou-se na publicação que reuniu esses relatos e que deram origem ao livro "Quarto de Despejo: Diário de uma Favelada", publicado em 1960. 
 
Após o lançamento, seguiram-se três edições, com um total de 100 mil exemplares vendidos, tradução para 13 idiomas e vendas em mais de 40 países. Essa obra resgata e denúncia a realidade da favela do Canindé, em São Paulo, no início da "modernização" da cidade e do surgimento constante das periferias. Realidade cruel e perversa, até então pouco conhecida. Essa literatura documentária, pela narrativa feminina, em contestação, tal como foi conhecida e nomeada pelo jornalismo de denúncia dos anos 1950-60, é considerada uma obra atual, pois a temática mostra problemas existentes até hoje nas grandes cidades do Brasil.

Após ter publicado esta obra, Carolina mudou-se para uma casa que conseguiu comprar no bairro de Santana onde continuava mantendo o diário com registros do que lhe acontecia ali, depois editados em "Casa de Alvenaria: Diário de uma ex-favelada", em 1961. 
 
Em 1963, publicou "Pedaços da Fome", seu único romance, que teve pouca repercussão e "Proverbios" que saiu em 1965. Em função dos contínuos desentendimentos com seus editores, bem como das dificuldades enfrentadas para manter-se em evidência e adaptar-se à vida no bairro de classe média, mudou-se para um sítio no bairro de Parelheiros, São Paulo, em 1969, onde foi praticamente esquecida pelo mercado editorial, apesar de algumas tentativas de voltar à cena literária.

Por não agradar a elite financeira e política da época com seus discursos, Carolina acabou caindo no ostracismo e viveu de forma bem humilde até os momentos finais de sua vida. Foi mãe de três filhos e faleceu em 13 de Fevereiro de 1977, com 62 anos. Após sua morte, foram editadas obras escritas entre 1963 a 1977, das quais a mais significativa é "Diário de Bitita", com suas memórias de infância e juventude, inicialmente lançado na França.

Carolina foi também cantora sambista. "Quarto de Despejo" inspirou diversas expressões artísticas como a letra do samba "Quarto de Despejo" de B. Lobo; o texto em debate no livro "Eu te arrespondo Carolina" de Herculano Neves; como a adaptação teatral de Edy Lima; como o filme realizada pela Televisão Alemã, utilizando a própria Carolina de Jesus como protagonista do filme "Despertar de um sonho" (ainda inédito no Brasil); e, finalmente, a adaptação para a série "Caso Verdade" da Rede Globo de Televisão em 1983.
 
Algumas obras dela sairam postumas, incluindo Poesia. Seu nome faz parte da literatura brasileira, da vertente da literatura feminina e particularmente da literatura das Mulheres Negras. Hoje em dia vem sendo estudada em varias partes do mundo. A obra de Carolina Maria de Jesus é um referencial importante para os estudos culturais e literários, è um grande exemplo de resistência, inteligência e capacidade. 


BIBLIOGRAFIA
 
OBRAS DE CAROLINA DE JESUS

 
Memórias e diários
Quarto de despejo. Diário de uma favelada. São Paulo: Livraria Francisco Alves (Editora Paulo de Azevedo Ltda), 1960, 182p.
Casa de Alvenaria. Diário de uma ex-favelada. Rio de Janeiro: Livraria Francisco Alves (Editora Paulo de Azevedo Ltda), 1961, 183p.
Diário de Bitita. Rio de Janeiro: Nova Fronteira, 1986, 203p. [Publicado primeiro na França, sob o título: Journal de Bitita. (Tradução Régine Valbert). Paris: A. M. Métailié, 1982].
Meu estranho diário. (Organização José Carlos Sebe Bom Meihy e Robert M. Levine). São Paulo: Xamã, 1996, 314p.
 
Romance
Pedaços da fome. [apresentação Eduardo de Oliveira]. São Paulo: Editora Áquila, 1963, 217p.
 
Aforismos
Provérbios. São Paulo: Luzes - Gráfica Editôra Ltda, 1965, 61p.
 
Poesia
Antologia Pessoal.(Organização José Carlos Sebe Bom Meihy). Rio de Janeiro: Editora UFRJ, 1996, 235p.

Outros textos
Minha vida. In: MEIHY, José Carlos Sebe Bom; LEVINE, Robert M. Cinderela negra: a
saga de Carolina Maria de Jesus. Rio de Janeiro: UFRJ, 1994, p. 172-189.
As crianças da favela. Revista do Magistério. São Paulo, n. 24: 8, dez. 1960, p. 18-19.
Sócrates africano. (conto). in: São Paulo: Revista Escrita (editada Wladyr Náder), nº 11, 1976, p 5 -6.;
e in: MEIHY, José Carlos Sebe Bom; LEVINE, Robert M. Cinderela negra: a saga de Carolina Maria de Jesus. Rio de Janeiro: UFRJ, 1994, p.190-196.
Diário de viaje: Argentina, Uruguai, Chile. [Apêndice]. In: JESUS, Carolina Maria de. Casa de ladrillos. Buenos Aires: Editorial Abraxas, 1963, p. 128-191.
 
Inéditos
Obrigado Senhor vigário (peça de teatro). O escravo (romance).
 
Composições/Música
LP Quarto de despejo – Carolina Maria de Jesus, cantando suas canções.
 
Antologias
Literatura e afro descendência no Brasil: antologia crítica. (Organização de Eduardo de Assis Duarte).. [vol. 1, Precursores]. Belo Horizonte: Editora UFMG, 2011.
Onde estaes felicidade?  Organizado por Maria Nilda de Carvalho Motta (Dinha) e Raffaella Fernandez. São Paulo: Editora Me Pario 2014
 
Bibliografia completa disponbile in http://www.elfikurten.com.br/2014/05/carolina-maria-de-jesus.html. FENSKE, Elfi Kürten (pesquisa, seleção e organização). Carolina Maria de Jesus - a voz dos não têm a palavra. Templo Cultural Delfos, maio/2014. (acessado em 13/03/2014).
 
Breve Bibliografia italiana a cura di A.R.R.
Quarto de despejo / con prefazione di Alberto Moravia. Milano : Bompiani, c1962  (in italiano)

Casa de alvenaria.  ed Milano: Bompiani, 1963

Moravia, Alberto. Il diario di Carolina: prefazione a Quarto de despejo di Carolina Maria de Jesus.
In L’uomo come fine ed altri saggi. Milano: ed. Bompiani, 1963, p. 351-356. LINKS 

http://www.lamacchinasognante.com/dal-ripostiglio-di-san-paolo-il-mondo-delle-favelas-attraverso-la-scrittura-di-carolina-de-jesus/
 
 
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Antonella Rita Roscilli, brasilianista, giornalista, scrittrice e traduttrice. Da oltre venti anni si dedica alla divulgazione in Europa della cultura latino americana, soprattutto cultura e attualità del Brasile e Paesi dell’Africa di lingua portoghese, con articoli pubblicati nella stampa e nel modo accademico internazionale, oltre a convegni e conferenze. Laureata in Italia in Lingua e Letteratura Brasiliana, è in Brasile Mestra em Cultura e Sociedade, Membro corrispondente per l´Italia della Academia de Letras da Bahia, e dell'IGHB. Ideatrice nell'area documentaristica. E' biografa della memorialista brasiliana Zélia Gattai Amado, su cui ha pubblicato le opere Zélia de Euá Rodeada de Estrelas (ed. Casa de Palavras, 2006), Da palavra à imagem em “Anarquistas, graças a Deus” (ed. Edufba/Fapesb, 2011). Ha curato in Italia la post-fazione dell’edizione di Un cappello di viaggio (ed. Sperling &Kupfer).