La Casa do Rio Vermelho a Salvador Bahia
Antonella Rita Roscilli
TESTO IN ITALIANO   (Texto em portugĂ»es)

La residenza dove vissero per circa quarant'anni Zélia Gattai e Jorge Amado, nel quartiere di Rio Vermelho, in via Alagoinhas n. 33,  a Salvador, stato di Bahia, era conosciuta con il nome "Casa do Rio Vermelho" o "Casa de Jorge Amado e Zélia Gattai". Da circa due anni è aperta al pubblico nella veste di Memoriale. Il Museo è stato progettato dall'architetto e scenografo brasiliano Gringo Cardia, con l'aiuto di Paulo Miguez, Vice-Rettore della Universidade Federal da Bahia. Conserva molti oggetti personali, ricordi di amici come Pablo Neruda, Pablo Picasso, Calasans Neto, Glauber Rocha, Lina Bo Bardi ecc. e conta su una vasta collezione d'arte, accumulata nel corso degli anni, durante i loro viaggi in giro per il mondo.

                                                             
                                                                            
La casa è come un labirinto da scoprire», dice Gringo Cardia. Non c'è alcun percorso predefinito: il Museo porta i visitatori ad avventurarsi nelle stanze della casa, senza barriere, con accesso alla camera da letto, la cucina, il bellissimo giardino, la stanza in cui Jorge scriveva ecc.
Gringo Cardia ha incluso video e narrazioni in quasi tutte le camere, contribuendo a illuminare in vari aspetti la vita e l'opera della coppia. 

Il restauro ha lasciato la casa come era. Oltre a video ed effetti audio, contiene abiti, mobili, utensili, oltre a un negozio di souvenir e un bar-caffè ove si raccontano le storie di Jorge e Zélia. Il giardino sembra una piccola foresta con alberi maestosi, molti dei quali vennero piantati da loro nel corso degli anni ed ospita al suo ingresso una scultura di Exú, Orixà protettore. Sotto la panchina, dove loro amavano sedersi per conversare, sono sepolte le ceneri di Jorge Amado e Zélia Gattai. L'antica piscina è stata trasformata in "Lago dei Rospi", un animale che piaceva molto a Jorge Amado e che è presente nella casa in vari materiali e grandezze.

Con un arredamento originale in ogni stanza, questa casa dispone di 15 ambienti. La sala da pranzo era anche lo studio di Amado e molti romanzi li ha scritti alla macchina da scrivere manuale "Royal" che i visitatori possono vedere sul tavolo. Questo era il grande sogno di Zelia Gattai: fare in modo che "i suoi lettori potessero ammirare il luogo dove viveva Amado, potessero conoscere da vicino l'essere umano e lo scrittore, là dove nascevano opere che furono pubblicate in più di 50 paesi".
                                                                             
Oltre a questi spazi, il pubblico può anche visitare il piccolo "laboratorio magico" ove Zélia Gattai sviluppava i negativi delle sue foto, che si trovano al completo nella Fondazione Jorge Amado, nel quartiere storico del Pelourinho. Si può anche accedere a documenti importanti e lettere scambiate da Jorge Amado con personalità nazionali ed internazionali. Nella "Sala de Leitura" si può assistere a video in cui famosi attori interpretano stralci tratti dalle opere di Amado. "A Roda da Conversa", invece, si trova nel cortile della casa e richiama l'attenzione per video e conversazioni di gente famosa, amici e familiari.

                                                                 
 "Seguimmo la costruzione della casa che i nostri genitori hanno scelto per vivere. E' stata la casa dove ricevevamo i nostri amici, ognuno aveva il suo angolo carino, fresco, arieggiato. Ho passato la parte migliore della mia vita in questa casa", dice Paloma Amado. Secondo João Jorge Amado Neto, nipote dei due scrittori, la nonna diceva sempre che avrebbe voluto che la casa diventasse un Memoriale.

In Brasile, nel corso di una intervista a Zélia Gattai (che ha formato il capitolo "Mi ricordo ... Passeggiando inella memoria" della mia opera letteraria "Zélia de Euà Rodeada de Estrelas " - ed. Casa de Palavras, 2006), un giorno, mostrando dei pezzi d'arte, mi fece vedere una scultura che si trovava nel salotto. Con un grande sorriso, mi disse che era stata creata appositamente dall'amico Oscar Niemeyer per il Memoriale e lei la teneva pazientemente da parte. Aspettava che si aprisse il Memoriale per portarla a Rio Vermelho. 
                                                                      
Nel 2008, per un articolo commissionato da un quotidiano italiano, mi ritrovai a Rio de Janeiro per intervistare il celebre architetto brasiliano Oscar Niemeyer, in occasione del compimento dei 100 anni di età. Ricordandomi di questa sua bella scultura, gli chiesi di parlarmi un po dell'amicizia con la celebre coppia. Niemeyer mi rispose con queste parole: "Jorge Amado è stato un amico straordinario.Sono indimenticabili gli incontri che ho avuto con questo grande scrittore e sua moglie Zélia Gattai. Non ricordo come ci fossimo conosciuti, ma come è dolce ricordare le nostre conversazioni interminabili, la loro cordialità, la loro allegria".

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Antonella Rita Roscilli,. Brasilianista, giornalista, scrittrice e traduttrice. Da oltre venti anni si dedica alla divulgazione in Europa della cultura latino americana, soprattutto cultura e attualità del Brasile e Paesi dell’Africa di lingua portoghese, con articoli pubblicati nella stampa e nel modo accademico internazionale, oltre a convegni e conferenze. Laureata in Italia in Lingua e Letteratura Brasiliana, è in Brasile Mestra em Cultura e Sociedade, membro corrispondente della Academia de Letras da Bahia, e dell'Istituto Storico Geografico (GHB). Ideatrice nell'area documentaristica. E' biografa della memorialista brasiliana Zélia Gattai Amado, su cui ha pubblicato le opere Zélia de Euá Rodeada de Estrelas (ed. Casa de Palavras, 2006), Da palavra à imagem em “Anarquistas, graças a Deus” (ed. Edufba/Fapesb, 2011). Ha curato in Italia la post-fazione dell’edizione di Un cappello di viaggio (ed. Sperling &Kupfer).



 
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TEXTO EM PORTUGĂ›ES   (Testo in italiano)

A Casa do Rio Vermelho a Salvador Bahia 
por 
Antonella Rita Roscilli
                                   
                 
                                                                           
                                                               

A residência  de rua Alagoinhas n. 33, onde vivia o casal Zélia Gattai e Jorge Amado, no bairro do Rio Vermelho (Salvador Bahia) era mais conhecida por "Casa do Rio Vermelho" ou "Casa de Jorge Amado e Zélia Gattai". Há dois anos a casa reabriu as portas como Memorial, para que todos, brasileiros e estrangeiros, fãs dos escritores, possam agora visitar o lugar. 
 
O Museu foi projetado pelo arquiteto e cenógrafo Gringo Cardia, com auxílio na curadoria do vice-reitor da Ufba Paulo Miguez, em homenagem a um dos maiores nomes da cultura brasileira. O acervo è dividido entre objetos pessoais do casal de escritores e lembranças de amigos queridos como Pablo Neruda, Pablo Picasso, Calasans Neto, Glauber Rocha, Lina Bo Bardi ecc. Além disso, conta com um vasto acervo de arte, amealhado ao longo de décadas viajando ao redor do mundo.

“A casa é um labirinto para todo mundo descobrir”, diz Gringo Cardia. Sem percurso pré-definido, o Museu leva o visitante a se embrenhar pelos cômodos da casa dos Amado sem barreiras, com acesso ao quarto do casal, a cozinha, o belíssimo jardim, a sala onde Jorge escrevia etc.
Gringo Cardia incluiu filmes, projeções e narrações em quase todos os cômodos, ajudando a iluminar a vida e o trabalho do casal em suas diversas facetas.

A restauração deixou a casa do jeito que era  e o local è enriquecido com efeitos de som, fotografias, roupas, além dos moveis e utensílios, uma loja de souvenir e um café , que contam histórias de Jorge e Zélia. O jardim com a mini floresta que eles plantaram e na entrada, Exu, o Orixá protetor. Embaixo do banquinho onde costumavam sentar e conversar, estão depositadas as cinzas do casal. A antiga piscina foi transformada em "Lagoa dos Sapos", sapos que Jorge Amado adorava e que se encontram de qualquer material e tamanho na casa e no jardim.
                                                                 
 
Com decoração original em todos os cômodos, a casa possui 15 ambientes. A sala de refeições era também a área de trabalho. Alguns clássicos da nossa literatura foram escritos na máquina para escrever manual "Royal" que hoje em dia o público pode admirar na mesa. Este era o grande sonho de Zélia Gattai, para que os leitores pudessem admirar o lugar onde Jorge Amado vivia e escrevia, "para conhecer o ser humano e o escritor no lugar onde nasciam as obras que se tornaram famosas no mundo inteiro, publicadas em mais de 50 países".
 
Além desses espaços, os visitantes podem visitar o pequeno "laboratório mágico" de Zélia Gattai em que ela revelava as fotos que costumava tirar, e que se encontram, em forma completa, no acervo da Fundação Casa de Jorge Amado, no bairro histórico do Pelourinho. Os visitantes da Casa do Rio Vermelho podem também acessar a documentos e importantes cartas trocadas por Jorge Amado com personalidades nacionais e internacionais. Na “Sala de Leitura” os visitantes podem assistir aos vídeos de atores interpretando trechos das obras do escritor. A “Roda de Conversa”, que fica no quintal da casa, chama a atenção por exibir depoimentos de famosos, amigos e familiares.

                                                               
Os dois filhos de Jorge e Zélia, Paloma e João, guardam boas lembranças daquele tempo. "Acompanhamos a construção da casa que os meus pais adotaram como deles. Era a casa onde recebíamos os nossos amigos, cada um tinha o seu canto bonito, fresco, arejado. O melhor da minha vida eu passei nessa casa ", conta Paloma Amado. João Jorge lembra que a mãe sempre teve o sonho de transformar a Casa do Rio Vermelho em um memorial. “Ela custou a querer sair da casa, o que só aconteceu depois que teve um problema de saúde. A partir daí decidimos transformar o imóvel em um memorial. Passou muito tempo. Nossos filhos tomaram a frente e apresentamos um projeto em 2012". 

De acordo também com João Jorge Amado, neto dos escritores baianos, a avó sempre dizia que queria que o local se tornasse um Memorial. No Brasil, durante a realização de uma reportagem na casa de Zélia Gattai (que formou o capitulo "Me recordo...Passeando na memória" da minha obra literária "Zélia de Euà Rodeada de estrelas" - ed. Casa de Palavras, 2006), entre as peças, um dia, ela me mostrou uma escultura. Com um grande sorriso me contou que foi propositalmente realizada pelo amigo Oscar Niemeyer para o futuro Memorial e que ela guardava aquela peça com cuidado, esperando que se abrisse o Memorial, para levá-la no Rio Vermelho.                                                             

Em 2008 devia realizar uma reportagem para um jornal italiano e viajei para o Rio de Janeiro para entrevistar o famoso arquiteto brasileiro Oscar Niemeyer, na ocasião do aniversario dos 100 anos. Lembrando desta bela escultura, pedi para que ele falasse um pouco da sua amizade com o famoso casal. Niemeyer falou estas palavras: "Jorge Amado foi um amigo extraordinário. São inesqueciveis os encontros que tive com este grande escritor e com a esposa dele Zélia Gattai. Não me lembro bem como os conheci, mas como è doce lembrar das nossas intermináveis conversas, da simpatia deles, da alegria deles".




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Antonella Rita Roscilli. Brasilianista, jornalista, escritora, pesquisadora e tradutora. Há mais de vinte anos vem se dedicando à divulgação na Europa da cultura latino americana, particularmente da cultura do Brasil e dos Países da África de idioma português, com matérias publicadas na imprensa e no mundo acadêmico, além de palestras. Formada na Itália em Lingua e Literatura Brasileira, è no Brasil Mestre em Cultura e Sociedade, Membro correspondente da Academia de Letras da Bahia e do Instituto Geográfico Histórico (IGHB). Traduziu para o italiano artigos, contos e obras de autores quais Carlos Nejar, Sérgio Paulo Rouanet, Zélia Gattai, Aleilton Fonseca, Florisvaldo Mattos. Biografa da memorialista brasileira Zélia Gattai, publicou sobre ela as obras literárias: Zélia de Euá Rodeada de Estrelas (ed. Casa de Palavras, 2006), Da palavra à imagem em “Anarquistas, graças a Deus” (ed. Edufba/Fapesb, 2011), Zélia Gattai e a Imigração Italiana no Brasil entre séc XIX e XX"(ed. Edufba-2016). Escreveu o posfacio da edição italiana de Um chapéu para viagem, (Un cappello di viaggio, ed. Sperling & Kupfer).