BOA SORTE: STORIE DI EMIGRANTI ITALIANI IN BRASILE Boa sorte a te, Zélia!
a cura di Andrea Lilli
TESTO IN ITALIANO   (Texto em portugûes)

Febbraio 1890. Ventisei anni prima della nascita di Zelia a San Paolo, nonno Francesco Arnaldo Gattai e nonno Eugenio Da Col, ciascuno accompagnato da moglie e cinque figli, partono per il Brasile da Genova, sul piroscafo Città di Roma. Vogliono cambiare vita, cercarne una migliore in una terra nuova, che immaginano libera, generosa, fortunata.

L’America, dicevano, è il paradiso! Il Brasile, la terra della cuccagna! La terra dell’abbondanza, della ricchezza!

L’emigrazione italiana in Brasile inizia ad essere massiccia alla fine dell’800. Braccianti, operai, contadini poveri, pregiudicati, perseguitati politici, idealisti anarchici, ignari della fame di nuova manodopera da sfruttare, soprattutto dopo l’abolizione per legge della schiavitù, vengono attirati nelle grandi aziende che coltivano e lavorano le merci da esportazione più redditizie: caffè e canna da zucchero. Vengono offerti: biglietto sola andata per il viaggio transoceanico, e terreni da riscattare a condizioni appetibili anche per l’ultimo dei braccianti. L’illusione è di arricchirsi facilmente, diventare velocemente a propria volta imprenditori, possidenti terrieri, padroni almeno del proprio destino.

Cra cra cra
La figlia della vecchia strega…
Vai via, via
Vai via donna che mia figlia
Sposerà un gran signore
 
La prima colonia composta da famiglie italiane viene creata nel 1874 a Porto Real. Da allora a fine secolo, nei piroscafi aumenta esponenzialmente il carico di emigranti diretti in Brasile, provenienti soprattutto dalle regioni del Nord: Veneto, Friuli e Piemonte prime fra tutte. Quelle del Sud, Campania e Calabria anzitutto, invece saranno i maggiori serbatoi dell’emigrazione successiva, dal 1900 alla Prima Guerra mondiale. In tutto, nei cent’anni di emigrazione tra il 1870 e il 1970 in Brasile si conteranno 24 milioni di italiani. Oggi si stimano in non meno di 25, probabilmente 30 milioni gli italiani immigrati, o discendenti di immigrati, residenti in Brasile. Che comunque rappresenta lo Stato più popolato da italiani dopo l’Italia. Il Brasile, a differenza dell’Argentina o dell’Uruguay, si rivela meta preferita dai migranti definitivi, quelli che vogliono mettere radici stabili, ben distinti dagli “stagionali”.
 
 
C’e’? Cerca e troverai.
Non c’e’? Cerca e non troverai.
Amore pazzo dura poco.
 
Il nonno paterno viene dalla Toscana ed è spinto dal sogno di libertà dell’anarchico pisano Giovanni Rossi, ideatore della Colonia Cecilia (vedi numeri precedenti di Sarapegbe), che raggiunge nel Paraná.

Rosso di sera buon tempo si spera
Ma quando nel cielo si fa lana
Se non piove oggi pioverà questa settimana
 
Il nonno materno invece scappa dal Veneto e dalla povertà di segantino, tagliatore di legna, diretto a San Paolo. Le due famiglie attraversano l’oceano e raggiungono le loro destinazioni in un mese di patimenti pesantissimi. Ciascun nonno perde una figlia per le tremende condizioni di viaggio: le piccole Hiena e Carolina sono vittime ingiuste, il primo durissimo prezzo che le due famiglie pagano per seguire una speranza, per sopravvivere.
 
Chi non si vuol bagnare
Non esce con la pioggia
 
I genitori di Zelia, Ernesto Gattai e Angelina Da Col, non si conosceranno su quella nave, bensì a San Paolo nel 1904. Zélia nasce a San Paolo nel 1916, cento anni fa. Come tanti altri emigranti, i suoi genitori avevano, prima di incontrarsi, già tante cose in comune: sogni di libertà, fughe dalla miseria, speranze, dolori, famiglie numerose, terre e lingue straniere. Insieme al latte materno, è questo che nutre e fa crescere la piccola Zelia, insieme alle aspre bestemmie in dialetto toscano e alle dolci ninne nanne venete.
 
Anarchici, grazie a Dio é il perfetto e paradossale titolo/epitaffio che lei dedicherà ai suoi due ceppi di origine: libertario il toscano, cattolico il veneto.
 
Nanna nanna nanna, puppo nanna,
Puppolinetto bello nanna farà
… della mamma e anche del papà
Puppolinetto bello nanna farà
… la mamma che t’ha fatto si consuma…
Si consuma poco poco a poco,
Come la legna verde, vicino al fuoco.
 
Zélia adulta rinnova da protagonista quelle esperienze di formazione, dapprima col suo primo marito, e poi nel percorso più lungo e avventuroso a fianco di Jorge Amado, vivendo a sua volta la maternità (tre figli), la lotta politica, la paura, la prigione, l’esilio, la ristrettezza economica, la solidarietà collettiva, la speranza, la disillusione, la saggezza di una vita piena.
 
Se ti incontrassi per la strada da sola
Con quel celeste vestitino di raso
Un po’ scollato sotto la gola
Ti darei ancora un altro bacio
E vorrei abbracciarti brava ragazza
 
A sessant’anni, Zelia raccoglie pazientemente i propri ricordi e dà loro forma e sostanza pubblicando libri che  raccontano la sua vita, l’Italia dei parenti, il Brasile, la Bahia sua e di Jorge, la Bahia che nessuno ha cantato meglio di Amado, in racconti e romanzi che in realtà sono poemi. E la memoria di Zelia si radica nelle storie dei genitori e dei nonni, migranti poveri e coraggiosi come tanti italiani, i milioni di italiani che affrontarono l’oceano spinti dalla miseria e dal sogno di libertà rappresentato dal continente americano.
 
Tutta quella gente dette credito alle promesse che gli fecero, senza nemmeno lontanamente sospettare che stavano per essere portati in un paese dove la schiavitù era appena stata abolita e che loro, italiani di braccia forti, lavoratori di prima categoria, sarebbero andati a sostituire la manodopera schiava. 

Febbraio 1890. Il porto di Genova è l’imbarco più affollato di emigranti italiani diretti in Brasile, essendo allora per la maggior parte settentrionali, e veneti in particolare.
Santos, porto di San Paolo, è lo sbarco principale in terra brasiliana.
Ventisei anni dopo, a San Paolo, nasce Zelia. Zelia Gattai Amado.

Piano piano si va lontano
Forte forte si va alla morte
Chi muore il mondo lascia
Chi vive se la spassa
 
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I brani in corsivo sono di Zelia Gattai, tratti da:
Z. Gattai, Città di Roma, Rio de Janeiro, 2000;
A. R. Roscilli, Zélia de Euà, rodeada de estrelas, con CD audio, Salvador Bahia, 2006.


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Andrea Lilli. Bibliotecario-archivista e documentalista, lavora nella Sovraintendenza ai Beni Culturali del Comune di Roma.

 



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TEXTO EM PORTUGÛES   (Testo in italiano)

BOA SORTE: STORIE DI EMIGRANTI ITALIANI IN BRASILE
Boa sorte para você, Zélia!
a curadoria de Andrea Lilli
 


                                                                 
 
Fevereiro de 1890. Vinte e seis anos antes do nascimento de Zélia em São Paulo, o avô Francesco Arnaldo Gattai e o avô Eugenio Da Col, cada um acompanhado por sua esposa e cinco filhos, viajam de Génova, no navio Città di Roma, para o Brasil. Querem mudar sua vida, buscar o melhor em uma terra nova, que imaginam livre e generosa.
América, para eles, é o céu! Brasil, a terra da abundância! A terra da abundância, fartura, riqueza!
A emigração italiana para o Brasil começa a aumentar no final do seculo XIX.  Trabalhadores, operários, camponeses pobres, condenados, vítimas de perseguição política, anarquistas idealistas, sem conhecer absolutamente nada da condiçao de explorados que os esperava. Especialmente após a abolição oficial da escravidão, são chamados por grandes empresas que trabalham com as mercadorias a serem exportadas da forma mais lucrativas: café e cana de açucar. Se oferece passagem sò de ida e terras a ser colonizadas. Tudo da forma mais atrativa que pode existir para qualquer último dos trabalhadores. Se espalha a ilusão da riqueza, da possibilidade de se tornar rapidamente empreendedor, latifundiário, ou pelo menos, dono do seu próprio destino.
 
Cra cra cra
La fia della veccia strega
La fia della veccia strega nel Pastagnac
Vai via via,
Vai via, mona che la mia fia
va a sposar un gran signor
(dialeto veneto)
 
A primeira colônia composto por famílias italianas foi criada em 1874, em Porto Real. Desde então, no final do século, nos navios aumentou de forma exponencial o numero de imigrantes italianos no Brasil, principalmente os das regiões do norte: Veneto, Friuli e Piemonte em primeiro lugar. Desde 1900 até a I Guerra Mundial, porém, o maior numero sairà da Campania e Calabria, regiões do sul da Itália. Em cem anos de emigração, entre 1870 e 1970 no Brasil chegam 24 milhões de italianos. Hoje em dia estima-se não menos de 25, provavelmente, 30 milhões de descendentes de imigrantes italianos, residentes no Brasil. Aliàs, depois da Itália, o Brasil representa no mundo o lugar onde moram mais italianos. O Brasil, ao contrário da Argentina ou do Uruguai, revelou-se objetivo para  migrações definitivas, são aqueles que querem se enraizar, de forma estavel, bem diferente dos  migrantes temporários. 
 
Há? Procura e acharà
Não há? Procura e não acharà
Amor louco dura pouco
 
Seu avô paterno é da Toscana e é impulsionado pelo sonho de liberdade pelo anarquista pisano Giovanni Rossi, que chega nas terras do Paraná, e é idealizador da Colônia Cecília
 
Rosso di sera buon tempo si spera
Ma quando il cielo diventa lana
Se non pioverà oggi
Pioverà questa settimana
 
Seu avô materno foge da região do Venêto e do pobre trabalho de lenhador, com destino a São Paulo. As duas famílias atravessam o oceano e chegam depois de um mês de grande sofrimento. Cada avô perde uma filha pelas terriveis condições de viagem:  Hiena e Carolina são vítimas injustas, o primeiro durissimo preço que as duas famílias pagam para correr atrás de uma esperança, para sobreviver.
 
Quem não quer se molhar
Não sai com a chuva
 
Os pais de Zélia Gattai, Ernesto e Angelina Da Col não se conhecem naquele navio, mas em São Paulo, em 1904. Zélia nasceu em São Paulo em 1916, há cem anos. Como tantos outros imigrantes, seus pais, jà antes de se conhecer tiveram já muito em comum: sonhos de liberdade, fuga da pobreza, esperanças, dores, e muitas famílias também origem e dialetos. E' isso tudo, junto ao leite materno, que alimenta e nutre a criança Zélia, por um lado os duros palavrões em dialeto toscano e por outro as doces canções venetas de ninar
"Anarquistas, Graças a Deus" é o perfeito e paradoxal título / epitáfio com que ela homenagearà suas duas raizes: os libertários da Toscana, os católicos do Veneto.
 
Nanna nanna nanna, puppo nanna,
Puppolinetto bello nanna farà
… della mamma e anche del papà
Puppolinetto bello nanna farà
… la mamma che t’ha fatto si consuma…
Si consuma poco poco a poco,
Come la legna verde, vicino al fuoco.
 
Dorme, dorme, dorme, dorme nené
Nenenzinho lindo dormirà
---da mamãe e também do papai
Nenenzinho lindo dormirà
--Que a mamae que te fez se consuma...
Se consuma pouco, pouco a pouco
Como a lenha verde perto do fogo
 
Quando adulta, Zélia leva consigo e renova toda aquelas experiências de formação, antes com seu primeiro marido, e depois no caminho longo e aventureiro ao lado de Jorge Amado, experimentando também a gravidez (três filhos), a luta política, o medo, a prisão, o exílio, as dificuldades económicas, a solidariedade coletiva, a esperança, a desilusão, a sabedoria de uma vida plena.
 
Se eu te encontrasse pela rua sozinha
Com esse vestido de cetim celeste
Um pouco aberto alì no pescoço
Gostaria de dar-lhe mais um beijo
E gostaria de te abraçar menina linda

 
Aos sessenta anos de idade, Zélia recolhe pacientemente suas memórias e doa a elas forma e substância através da publicação de livros que contam sua vida, a Itália, os parentes, o Brasil, a Bahia sua e de Jorge, aquela Bahia que ninguém cantou melhor do que Amado, em contos e romances que são realmente poesia. E a memória de Zelia tem sua própria raiz nas histórias dos pais e avós, migrantes pobres e valentes como muitos italianos, os milhões de italianos que enfrentaram o oceano impulsionados pela miseria e o sonho de liberdade que o  continente americano representa.
 
Todas aquelas pessoas deram crédito às promessas ouvidas, sem sequer suspeitar que  estavam sendo levados para um país onde a escravidão tinha sido recém abolida e que eles, os italianos de braços fortes, trabalhadores da primeira categoria, eles iriam para substituir o trabalho escravo.
 
 
Fevereiro de 1890. O porto de Génova é o embarque mais lotado de imigrantes italianos diretos para o Brasil, sendo, na época, na maioria do norte, e particularmente, do Veneto.
Santos, porto de São Paulo, é o principal desembarque em solo brasileiro.
Vinte e seis anos depois, na cidade de São Paolo, nasce Zelia. Zélia Gattai Amado.
 
Piano piano si va lontano
Forte forte si va alla morte
Chi muore il mondo lascia
Chi vive se la spassa
 
Devagar devagar se vai longe
Correndo correndo se vai para a morte
Quem morre o mundo deixa
Quem vive faz a festa.
 
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As frases em itálico são de Zélia Gattai:
Z. Gattai, Città di Roma, (Rio de Janeiro, Record, 2000);
A. R. Roscilli, Zélia de Euá, rodeada de Estrelas, com CD áudio, (Salvador Bahia, Casa de Palavras, 2006).

Andrea Lilli. Bibliotecário, arquivista e documentalista, trabalha na Superintendência do Patrimônio Cultural, na Prefeitura de Roma