Il Convegno sulla Colonia Cecilia
Milton Lopes
TESTO IN ITALIANO   (Texto em portugĂ»es)

Il 12 aprile 2014 si è svolta nel Museo del sitio Minguinho, nella zona rurale di Palmeira (Paranà-Brasile), il II Simposio sulla Colonia Cecilia che ha riunito più di 50 ricercatori  interessati al tema, provenienti da diversi stati del paese. Il primo evento si era tenuto nel 2012, coordinato da Arnoldo Monteiro Bach, professore, ricercatore, scrittore, radialista e proprietario del Museu Sitio Minguinho. Il prossimo Simposio è previsto nel 2016. Il Núcleo de Pesquisa Marques da Costa (NPMC) ha partecipato all'organizzazione di questo convegno che ha avuto l'appoggio del Museu Campos Gerais, dell' Instituto Histórico e Geográfico de Palmeira, della Universidade Estadual de Ponta Grossa atraverso la Pró-Reitoria de Assuntos Culturais, del Comune di Palmeira e della Academia de Letras dos Campos Gerais.

La Colonia Cecilia fu un esperimento di comunità libertaria che ebbe come ideatore e organizzatore l'agronomo, veterinario e italiano militante socialista-anarchico Giovanni Rossi (1856-1943). Rossi era andato in Brasile nel 1890, dopo alcuni tentativi per intraprendere il progetto di una colonia socialista libertaria in Italia. L'esperienza in Paraná si concluse nel 1894, dopo l'invasione dell'area da parte delle truppe governative. Rossi visse alcuni anni nel sud del paese, collaborando alla nascita del sindacalismo rivoluzionario, e favorì la creazione delle prime cooperative rurali per guidare gli agricoltori nell'uso di nuove tecniche agricole. I coloni della Colonia Cecelia si dispersero costituendo una grande parte dei primi movimenti operai in Brasile.

La dinamica dell'evento è stato abbastanza diversificata e hanno partecipato cinque membri della NPMC che, all'arrivo a Palmeira il giorno 11 aprile, sono stati condotti alla cosidetta "Casa Branca da Serra", situata fuori la città. Alla fine del secolo XIX era la casa del medico Franco Grillo,grande collaboratore di Giovanni Rossi e della Colonia Cecilia. Conserva ancora le stesse caratteristiche architettoniche dell'epoca: lì si rifugiò Rossi nel 1894, quando venne perseguitato dal governo dopo la sconfitta della Rivoluzione Federalista. La casa conserva alcune tracce di quel periodo, come le piastrelle e il camino in ferro che il dottor Grillo avrebbe portato smontato dall' Italia. Quest'ultimo è ancora in perfetto stato di funzionamento.

I membri del NPMC, insieme al prof. Arnoldo Bach e Mario Wieczorek, amministratore della fattoria dove viene prodotto il migliore formaggio di Palmeira, hanno concluso il pomeriggio con uno spuntino nella sala principale della casa. Lo stesso luogo dove alla fine del XIX secolo, il dottor Grillo e Giovanni Rossi si riunivano per chiacchierare, riscaldati dal camino. Poi Arnoldo Bach, autore del libro Colônia Cecília, un'ampia ricerca sul tema (edizione dell'autore, Ponta Grossa, 2011, 1062 pagine), scritto a partire  principalmente dalle interviste fatte ai discendenti dei "ceciliani", ha invitato i membri di NPMC a Radio Ipiranga, nel centro di Palmeira. Qui sono stati intervistati sul convegno, Giovanni Rossi e la Colonia Cecilia. Quindi hanno visitato la casa nella piazza Mal. Floriano,  353 dove all'epocasi trovava la calzoleria di Pietro Colli, poi sostituita dalla sartoria di Aldino Agottani.

Ambedue furono ceciliani e Arnoldo Bach ha raccontato che proprio lì nel 1902 avvenne la fondazione della Lega Internazionale dei Lavoratori di Palmeira. Vi si tenevano riunioni operaie, oltre a conservare materiale di propaganda politica. Il giorno successivo il convegno è iniziato nelle prime ore della mattina ed è stato aperto dall'intervento del giornalista Milton Lopes, coordinatore del NPMC e autore del testo sul passaggio di Giovanni Rossi a Rio de Janeiro, pubblicato in" Emecé # 27", Bollettino della NPMC. Milton ha parlato di una delle grandi eredità della Colonia Cecilia, e cioè il movimento anarchico del Paraná, sorto soprattutto a partire dalla presenza dei coloni della Cecilia, i quali organizzarono i primi sindacati nello stato, parallelamente all'esistenza di quella esperienza comunitaria. E il suo excursus storico è giunto fino agli anni '30 del secolo scorso, abbracciando il periodo classico della storia dell'anarchia in Brasile.
 
Nella mattinata, sempre guidati da Arnoldo Bach, i partecipanti hanno visitato i luoghi ove si sviluppò la storia della Colonia Ceciali, la regione di Santa Barbara, la sua chiesa, costruita dagli anarchici nel 1920; il "cimitero dei rinnegati " , che ospita le tombe degli anarchici , non potendo essere sepolti nei cimiteri gestiti dalla Chiesa cattolica;  la casa costruita da Andrea "Pimpão" Agottani , fratello di Aldino Agottani , l' ultima residenza creata da un Ceciliano e ancora esistente; il Memoriale della Colonia Cecilia, ancora in fase di preparazione, su un terreno donato dal Comune di Palmeira dalla famiglia Agottani. I visitatori hanno osservato anche i confini della vecchia colonia, che si estendeva su 200 ettari, ma purtroppo non hanno potuto entrare nel luogo ove abitavano quegli anarchici perché il suo attuale proprietario - ironicamente, un discendente di ceciliani - non vuole visitatori .

Tornando al Museu Sitio Minguinho, dopo un "pranzo Ceciliano" a base di insalata, pollo, spaghetti e polenta , i partecipanti hanno assistito all'inaugurazione di una bella replica in scala della Colonia , esposta all'interno del primo Memoriale della Colonia Cecilia, una costruzione dedicata alla mostra permanente di oggetti relativi alla esperienza libertaria, come fotografie di ceciliani,  manifesti e articoli di giornale , nonché una riproduzione dell'antica cucina della Casa do Amor, lo spazio collettivo degli anarchici . Qui c'è uno dei pochi oggetti originali della Colonia Cecilia , una catena di ferro che partendo dal soffitto serviva a sospendere sul fuoco il pentolone ne quale i ceciliani cucinavano per tutti.
  
E' seguita un intervento di Alexandre Samis, professore del Colégio Pedro II di  Rio de Janeiro , su La Colonia Cecilia in Brasile. Samis ha cercato di collocare la figura di Giovanni Rossi nel contesto del movimento anarchico internazionale e del Brasile alla fine del XIX secolo, quando è arrivato in Brasile. Ha mostrato, inoltre, come l'eredità della colonia non si limita solo a questioni come il libero amore o una esperienza agricola comunitaria, ma si allarga a molte questioni sociali. Ha legato l'esistenza della Cecilia all'evoluzione del  movimento anarchico e sindacalista in Brasile .
 
Quindi ha preso la parola il prof. Arnoldo Bach.  Il suo intervento, per il quale si è avvalso di risorse audiovisive, si è basato interamente su stralci di testi sulla colonia e testimonianze da parte dei partecipanti e dei loro discendenti. All'inizio ha invitato tutti a cantare in italiano l'inno della Colonia: il Canto della Foresta:"... E tu borghese, ne Paghi il filo; Tutto precipita, re, patria, dio; e l'Anarchia forte e gloriosa, e vittoriosa trionferà ..."

L' ultimo intervento è stato realizzato da Elisabetta Johansen, professoressa del Dipartimento di Storia della Università Statale di Ponta Grossa e Direttrice  Tecnica del Museu Campos Gerais. La prof.a Elisabetta ha parlato della Biblioteca intitolata a  Cândido de Mello Neto, autore di O Anarquismo Experimental de Giovanni Rossi , con due edizioni già  esaurite. Gli archivi di Cândido de Mello Neto vertono sull'anarchismo e integralismo e sono a cura della UEPG. La prof.a Johansen ha quindi messo a disposizione dei presenti un catalogo contenente le voci del patrimonio, che si possono richiedere in spedizione digitalizzata.  

L'evento si è concluso con un giro di domande dei partecipanti, ognuno dei quali ha ricevuto un certificato del convegno. Infine, il prof. Arnoldo Bach ha letto la poesia Colônia Cecília di  Julinho Terra :

Que Mistérios tem Cecília ?
O vento vadio
Corta o azul
Corta o frio
daquele macio lugar
O vento espalha sementes
Como adubo
Adubo-idéia-de-gente
Nas terras do Paraná.
Que mistérios tem Cecília
Que deixa em vigília
Os “hôme” da “capitá” ?
 
A semente plantada
Tem gosto de folia
Cheiro de balada
E a cor da teimosia
A semente colhida
Será o que deveria
Mesmo ainda adormecida
Um mundo em ANARQUIA
 
Há mistérios
Nos mistérios de Cecília.
 
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Gli integranti del Núcleo de Pesquisa Marques da Costa ringraziano il prof.  Arnoldo Bach, i suoi familiari e collaboratori per l'attenzione e l'appoggio che hanno ricevuto durante l'evento e si augurano che continui ad essere sempre più conosciuto, per riscattare la memoria degli anarchici della Colonia Cecilia, pionieri del movimento in Brasile.
 
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Milton Lopes, nato a Rio de Janeiro il 21 gennaio 1951, è giornalista ed ha esercitato la professione per più di trent'anni. Ricercatore e studioso del movimento operaio e anarchico, attualmente è coordinatore del Núcleo de Pesquisa Marques da Costa, che preserva e diffonde la storia e la memoria del movimento a Rio de Janeiro e in Brasile. Nel 2003 ha partecipato alla fondazione della Federação Anarquista do Rio de Janeiro (FARJ). E' anche uno degli organizzatori della Biblioteca Social Fábio Luz,   fondata nel 2001 nel quartiere di Vila Isabel, Zona nord di Rio de Janeiro. Ha pubblicato due libri: Crônica dos Primeiros Anarquistas no Rio de Janeiro"(2004)  e "A Luta Social em Vila  Isabel" (2012).


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TEXTO EM PORTUGĂ›ES   (Testo in italiano)

II SIMPÓSIO SOBRE A COLÔNIA CECÍLIA 
por
Milton Lopes


                                                                       

No dia 12 de abril de 2014 foi realizado no Museu Sítio Minguinho, na zona rural do município de Palmeira, Estado do Paraná, o II Simpósio sobre a Colônia Cecília que reuniu mais de 50 pesquisadores e interessados pelo assunto, vindos de diversos estados do país. O primeiro destes eventos ocorreu em 2012, também coordenado pelo professor, pesquisador, escritor, radialista e proprietário do Museu Sítio Minguinho, Arnoldo Monteiro Bach, prevendo-se que outro aconteça em 2016. O Núcleo de Pesquisa Marques da Costa (NPMC) participou da organização da atividade, que também teve o apoio do Museu Campos Gerais, do Instituto Histórico e Geográfico de Palmeira, da Universidade Estadual de Ponta Grossa através da Pró-Reitoria de Assuntos Culturais, da Prefeitura Municipal de Palmeiras e da Academia de Letras dos Campos Gerais.

A Colônia Cecília foi uma experiência de comunidade libertária que teve como idealizador e organizador o agrônomo, veterinário e militante anarquista italiano Giovanni Rossi (1856-1943). Rossi se dirigiu ao Brasil em 1890, após algumas tentativas de realizar o projeto de uma colônia socialista libertária na Itália. A experiência no Paraná terminou em 1894, depois da invasão de seu espaço por tropas do governo. Rossi viveu mais alguns anos no sul do país, colaborando com o nascimento do sindicalismo revolucionário e da imprensa anarquista, assim como incentivando a criação das primeiras cooperativas rurais e orientando os agricultores sobre o uso de novas técnicas agronômicas. Os colonos da Cecília dispersaram-se, constituindo uma grande parcela do início dos movimentos operário e anarquista no Brasil.

A dinâmica do evento foi bastante movimentada, dela participando cinco integrantes do NPMC que, ao chegarem a Palmeira no dia 11, foram levados à chamada “Casa Branca da Serra”, situada fora da cidade, que no final do século XIX era a moradia do médico Franco Grillo, grande colaborador de Giovanni Rossi e da Colônia Cecília e que, ainda hoje, conserva as mesmas características arquitetônicas daquela época. Ali, Rossi refugiou-se em 1894 ao ser perseguido pelo governo após a derrota da Revolução Federalista. A casa conserva alguns vestígios daquele período, como a lareira de ferro e azulejos pintados que o Dr. Grillo teria trazido desmontada da Itália e que se encontra em perfeito funcionamento. Os integrantes do NPMC, juntamente com Arnoldo Bach e o administrador da fazenda (onde é fabricado o ótimo queijo Palmeira), Mário Wieczorek, terminaram a tarde com um lanche na sala principal da casa, no mesmo local onde no final do século XIX o Dr. Grillo e Giovanni Rossi conversavam aquecidos pela lareira.

Ainda na véspera, Arnoldo Bach, autor do livro Colônia Cecília, vasto levantamento sobre o assunto (edição do autor, Ponta Grossa, 2011, 1062 páginas) escrito basicamente a partir de depoimentos de descendentes de cecilianos, convidou os integrantes do NPMC para uma entrevista na Rádio Ipiranga, cujos estúdios se localizam no centro de Palmeira. Ali, durante uma conversa descontraída, transmitida ao meio-dia do dia seguinte, já no transcurso do evento, responderam a várias perguntas sobre o evento, anarquismo, Giovanni Rossi e a Colônia Cecília. A seguir, ainda em companhia do Prof. Arnoldo, visitaram a casa situada à Praça Mal. Floriano 353, onde funcionou a sapataria de Pietro Colli, e depois, por muitos anos, a Alfaiataria Internacional de Aldino Agottani, ambos antigos cecilianos, revelando o Prof. Arnoldo que ali foi fundada em 1902 a Liga Internacional dos Trabalhadores de Palmeira, onde ocorriam reuniões operárias e era guardado material de propaganda anarquista.

O início do evento, no dia seguinte, ocorreu cedo, às 7 horas, no Museu Sítio Minguinho, com a recepção aos participantes. A primeira palestra coube ao jornalista Milton Lopes, coordenador do NPMC e autor do texto sobre as passagens de Giovanni Rossi pelo Rio de Janeiro, publicado no Emecê # 27, boletim do NPMC, ali distribuído. Milton falou sobre um dos grandes legados da Colônia Cecília, que foi o movimento anarquista do Paraná, surgido basicamente a partir da presença de colonos da Cecília, organizando os primeiros sindicatos revolucionários no Estado, não só durante, mas paralelamente à existência daquela experiência comunitária. Sua exposição alcançou até os anos 1930, abarcando, portanto, o período clássico da história do anarquismo no Brasil.

Logo a seguir, ainda pela manhã, os participantes do evento foram levados, tendo como guia o Prof. Arnoldo Bach, a visitar locais onde se desenvolveu a história da Colônia Cecília, tais como o povoado de Santa Bárbara e sua igreja, construída pelos anarquistas nos anos 1920 em meio a muita polêmica interna sobre a validade desta obra; o “cemitério dos renegados”, onde eram sepultados os anarquistas, impedidos de fazê-lo nos cemitérios administrados pela Igreja Católica; a casa construída por Andrea “Pimpão” Agottani, irmão de Aldino Agottani, a última residência feita por um ceciliano ainda existente; e o Memorial da Colônia Cecília, ainda em fase de acabamento, em terreno doado à Prefeitura de Palmeira pela família Agottani. Chegaram os visitantes a passar pelos limites da antiga gleba de 200 hectares ocupada pela colônia, mas infelizmente não puderam visitar o antigo local de moradia dos anarquistas, pois seu atual proprietário – ironicamente um descendente de cecilianos - proíbe visitantes.

Retornando ao Museu Sítio Minguinho, os participantes deleitaram-se com um “almoço ceciliano” a base de salada, frango, spaghetti e polenta. Após a refeição, os visitantes assistiram à inauguração pelo Prof. Arnoldo Bach de uma linda maquete-réplica da Colônia, exposta no interior do primeiro Memorial da Colônia Cecília, uma construção dedicada à exposição de objetos relativos à experiência libertária, tais como fotografias de cecilianos, cartazes e matérias jornalísticas, bem como uma reprodução da antiga cozinha da Casa do Amor, o espaço coletivo dos anarquistas. Nesta, há um dos poucos objetos originais da Colônia Cecília, uma corrente de ferro que sustentava o caldeirão que fazia a comida dos cecilianos.

Seguiu-se palestra de Alexandre Samis, professor do Colégio Pedro II no Rio de Janeiro, sobre A Colônia Cecília no Brasil, em que este procurou situar a figura de Giovanni Rossi no contexto do movimento anarquista internacional e do Brasil ao final do século XIX quando de sua vinda para o Brasil, mostrando como o legado da Colônia não se limitava apenas a questões como as concernentes ao amor livre ou a uma experiência agrícola comunitária, mas apresentava um espectro bastante amplo no que diz respeito às questões sociais, ligando a existência da Cecília à evolução do movimento anarquista e sindicalista revolucionário no Brasil.

O prof. Arnoldo Bach falou a seguir, pronunciando uma palestra sobre a Colônia com bastante uso de recursos audio-visuais, e que foi inteiramente baseada em trechos de textos sobre a Colônia e de depoimentos de seus participantes e de seus descendentes. No início de sua intervenção, o palestrante levou os presentes a cantarem, em italiano, o hino da Colônia Cecília, Il Canto della Floresta: “...E tu borghese, ne paghi il fio; tutto precipita, re, patria, dio; e l´Anarchia forte e gloriosa, e vitoriosa trionferà!...”.

A última apresentação do evento ficou a cargo de Elizabeth Johansen, professora do Departamento de História da Universidade Estadual de Ponta Grossa e Diretora Técnica do Museu Campos Gerais. A Profa. Elizabeth falou a respeito do acervo de Cândido de Mello Neto, autor do livro O Anarquismo Experimental de Giovanni Rossi, com duas edições já esgotadas. Versando sobre anarquismo e integralismo, os arquivos de Cândido de Mello Neto se encontram sob os cuidados da UEPG, colocando a professora Johansen à disposição dos presentes catálogo dos itens ali existentes, que declarou estarem disponíveis para serem encaminhados digitalizados a quem os requerer.
Uma sessão de perguntas encerrou o evento, que entregou certificados a seus participantes, tendo sido lida por Arnoldo Bach a poesia Colônia Cecília, do companheiro Julinho Terra:
 
Que Mistérios tem Cecília ?
 
O vento vadio
Corta o azul
Corta o frio
daquele macio lugar
O vento espalha sementes
Como adubo
Adubo-idéia-de-gente
Nas terras do Paraná.
Que mistérios tem Cecília
Que deixa em vigília
Os “hôme” da “capitá” ?
 
A semente plantada
Tem gosto de folia
Cheiro de balada
E a cor da teimosia
A semente colhida
Será o que deveria
Mesmo ainda adormecida
Um mundo em ANARQUIA
 
Há mistérios
Nos mistérios de Cecília.
 
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Os integrantes do Núcleo de Pesquisa Marques da Costa agradecem ao Prof. Arnoldo Bach, seus familiares e colaboradores toda a atenção e apoio que receberam durante o evento, fazendo votos para que este adquira uma extensão e exposição cada vez mais amplas, visando ao resgate da memória dos anarquistas da Cecília, pioneiros do movimento no Brasil.

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Milton Lopes, nascido no Rio de Janeiro a 21 de janeiro de 1951 é jornalista, tendo exercido a profissão por mais de três décadas. Pesquisador e estudioso do movimento operário e anarquista, atualmente é coordenador do Núcleo de Pesquisa Marques da Costa, que procura preservar e difundir a história e a memória do movimento  no Rio de Janeiro e no Brasil. Em  2003 participou da fundação da Federação Anarquista do Rio de Janeiro (FARJ). É um dos organizadores da Biblioteca Social Fábio Luz, fundada em 2001 no bairro de Vila Isabel, Zona Norte do Rio de Janeiro. Publicou dois livros : "Crônica dos Primeiros Anarquistas no Rio de Janeiro"(2004)  e "A Luta Social em Vila  Isabel" (2012).