Intervista a Lenine – "Chão" caldo del Nordest brasiliano IN ESCLUSIVA
Lidia Pena
Foto di Daryan Dornelles
TESTO IN ITALIANO   (Texto em portugûes)

Il Nordest brasiliano è una riserva di deliziosi frutti che si diffondono nell' abbondante albero culturale del paese. Da lì sono venuti gli scrittori Jorge Amado e Ariano Suassuna, il compositore Dorival Caymmi e il poeta João Cabral de Mello Neto, per citare solo quattro dei grandi esempi di arte verde-oro. E da lì proviene anche Lenine, cantautore, produttore, discografico e arrangiatore, che ha celebrato i suoi 30 anni di carriera nel 2013. Occupa il seggio 38 dell'Academia de Letras do Pernambuco e fa parte del primo scaglione della musica popolare brasiliana .

Oswaldo Lenine Macedo Pimentel, conosciuto semplicemente come Lenine, ha inciso dieci album musicali ottenendo cinque Grammy Awards Latino, due premi dalla Associazione Paulista dei Critici d'Arte-APCA, nove premi della musica brasiliana. Ha partecipato ai più importanti festival musicali del mondo, come a Roskilde in, Danimarca e a Montreal, in Canada. Con un'agenda sempre fitta, attua su vari fronti, mantiene il sorriso e la cordialità insieme ad un corpo magro e un modo alternativo di essere, che non mostra i suoi 55 anni.

Alla fine degli anni '70 giunse a Rio de Janeiro e nel bagaglio portò il raffinato gusto musicale proveniente da canzoni napoletane, musica tedesca, musica folk russa, Glenn Miller, Tchaikovsky, Chopin, Gil Evans e, più tardi, Hermeto Pascoal e i tropicalisti, che ascoltava in casa la domenica. Sua madre, cattolica praticante, alla domenica, portava a messa lui e i fratelli mentre il padre, un vecchio comunista, faceva di Marx una lettura obbligatoria. Da qui la scelta del nome artistico del compositore.
La capitale del Pernambuco e la Città Meravigliosa si eguagliano nell'incontro di mare e sole, buona musica e allegria del carnevale . Così non fu troppo difficile per il ragazzo nordestino adatttarsi alla vita carioca e iniziò a sedurre la sua nuova città.

Viveva con amici  compositori e iniziò a fare samba per uno dei blocchi del carnevale di strada più alla moda, nella zona sud della città, il "Suvaco di Cristo", Jardim Botânico. E che samba! Furono anni di sfilate al suono di parole divertenti di Lenine, accanto a partner come Lula Queiroga, Mu Chebabi e Bráulio Tavares, che univano amore e critiche sociali. 

Le collaborazioni di samba ai blocchi carnevaleschi si mantennero nel circuito alternativo, fino a quando si rivelarono come grandi successi della MPB. Così quel rocker adolescente che a 17 anni, ancora a Recife, iniziava le sue prime composizioni, rimase nel passato. Nel 1983, insieme a Lula Queiroga, Lenine lanciò "Baque Solto", il loro primo LP. Con Mu Chebabi e Caxa Aragão compose, tra le altre, una delle sue canzoni più amate dai fans: "Hoje eu quero sair sò", che fa parte di  "O dia em que faremos contato"/1977, il suo primo album da solista e Prêmio Sharp Revelação. "A Ponte", un altro pezzo dello stesso album vinse il Prêmio Sharp de Melhor Canção.
 
Nel 1993, fu lanciato "Olho de Peixe", considerato il più importante disco dell'artista. Accompagnato dal percussionista Marcos Suzano, si presentò al mondo. "Na pressão"/1999 vendette oltre 40 milioni di copie nella sola Francia e fu considerato il o miglior album di musica popolare brasiliana. Qui si incontra il bel “Paciência”, di Lenin e Dudu Falcão. Nuovi premi si succedettero come il "Falange Canibal/2002 - Grammy Latino di Migliore Album Pop Contemporaneo Brasiliano -, "Acoustic MTV"/2006 e "Labiata"/2008 la cui musica "Martelo Bigorna" meritò il Grammy Latino per la migliore canzone brasiliana.

Nel 2004 Lenine rese ancor più bella Parigi, nell'ambito del progetto "Carte Blanche", nella Cité de la Musique. Secondo brasiliano a essere invitato, prima di lui solo Caetano Veloso, si presentò accanto alla cantante cubana Yusa e al percussionista argentino Ramiro Muscotto . Il CD / DVD "Lenine Incité" vinse il Grammy Latino di migliore Cd di Musica contemporanea e il pezzo "Ninguém faz Idéia", sua e di Ivan Santos, vinse il Grammy come Migliore Canzone. Il lavoro vinse ancora quattro premi di Musica Brasiliana (migliore CD, musica, cantante per votazione popolare).
 
Lenine conta partecipazioni in lavori di altri consacrati artisti, come Maria Betânia, Elba Ramalho e Carlos Malta. Si dice: "La reciproca è quella vera" e la stessa Betânia, Milton Nascimento e Gilberto Gil, per esempio, già hanno registrato le sue canzoni. Elba fu, inoltre, la prima cantante di successo nazionale a registrare la composizione (con Bráulio Tavares ) "Roda do Tempo" che si trova nell'album "Labiata" .
Ora è la volta di "Chão”, registrato nel 2011, considerato dalla critica un "pezzo di vera audacia " del palco Sunset e ha rappresentato uno dei più innovativi spettacoli dell'ultimo Festival "Rock in Rio" ,  a settembre 2013. E' anche il nome di uno dei brani, un'altra bella collaborazione con Lula Queiroga. Lenine prosegue il suo cammino nel 2014 con tournée in Brasile e nel mondo. 

Dal lancio del tour ha percorso oltre 70 città dal sud all'estremo nord del Brasile, così come Germania, Argentina, Cile, Francia, Italia, Olanda, Portogallo e Uruguay. Nel 2013 - per celebrare 30 anni di carriera - sono stati realizzati 30 diversi progetti speciali, tra riedizioni di spettacoli classici come "Olho de Peixe" e "Baque Solto", spettacoli al lato della Martin Fondse Orchestra (Olanda), Orquestra Sinfônica Brasileira, la serie di shows “Inusitado - Projeto Cantautores”, nella Cidade das Artes, a Rio de Janeiro, e uma spedizione al leggendario Monte Roraima,  portando così “Chão” all'estremo nord del Brasile.
                                                                 
                                                                  Foto di Daryan Dornelles

Ricco di sperimentazioni sonore, “Chão” ha rotto paradigmi e ha dimostrato che il popolare e l'intellettuale possono produrre una combinazione perfetta, riempiendo teatri e piazze pubbliche, formando e rinnovando platee di tutti i gusti, colori e lingue. Qui c'è una nota: Lenine identifica nel pubblico italiano la stessa " emozione a fior di pelle", la stessa " passionalità " che si trova in Brasile . "Siamo tutti latini e questa stessa base ci avvicina, fa sì che i miei testi siano bem compresi", afferma.

Portare “Chão”sul palco rappresenta per l'artista qualcosa in più che suonare semplicemente le canzoni dell'album. L' idea è quella di creare nello spazio un ambiente con suoni, come il canto del canarino belga, battezzato Federico VI, il suono assordante delle cicale nell'estate di Urca, il bucolico quartiere dove vive a Rio de Janeiro, l'agonia dell'abbattimento di un albero con una motosega. Una evidente scelta estetica racchiude dieci nuovi brani, immersi nella delicata intimità di rumori e suono.

Lo spettacolo vede alla parte della produzione e alla chitarra Bruno Giorgi, figlio dell'artista, il quale compone e produce anche il gruppo "Casuarina" che appartiene al fratello maggiore, João Cavalcanti
(un grande successo per le notti carioca). Un altro rinomato produttore del decimo album di carriera è il chitarrista JR Tolstoj , insieme allo stesso Lenine. "In principio esisteva  solo la parola e il mio significato personale di "chão": questa parola indica tutto ciò che mi sostiene. Base, quasi onomatopeia dell'andare - che suona nasale, riverbera in tutto il corpo. E' personale, passionale e intrasferibile "- Lenine spiega come nacque l'ispirazione per il nome del disco e quindi il nome del suo  tour.
 
Senza mai prendere le distanze dalle sue radici, ogni anno partecipa al carnevale di Recife, per cantare e suonare. Alla festa ufficiale di apertura di quest'anno, nel mese di febbraio, era allo show con il repertorio di Antonio Nobrega (violinista e artista folk di Pernambuco), omaggiato nel Carnevale  nel 2014. Il 1° marzo, nel Marco Zero, il principale spazio culturale della città, ha presentato il suo spettacolo speciale di carnevale, dedicato alla memoria del sanfonista Dominguinhos .
In famiglia gli accordi proseguono estremamente armoniosi. Lenine è sposato da 35 anni con la produttrice di TV Anna Barroso ed è padre di Bernardo (19 anni ) e Bruno ( 25 anni ) e Giovanni ( 33 anni). Anche l'ultimo figlio è entrato nel circuito musicale ed há um proprio gruppo. La musica e  il talento sono segni evidenti del clan.

Musica e sostenibilità soltanto in una nota
Sempre vicino alle buone cause, Lenine si trova da marzo nelle strade, per realizzare incontri con le comunità, gestori e tecnici di dodici progetti socio-ambientali sparsi in Brasile. "L'arte è un potente strumento di approssimazione potente per una società più giusta, mi piace credere che la mia musica va oltre il semplicemente cantare", dice l'artista, che è anche un botanico autodidatta, collezionista di orchidee (o "orquidoido" , come preferisce definirsi), e appoggia um gruppo che si occupa di preservazione  ambientale.
Gli "Incontri Socioambientali con Lenine", patrocinati dalla compagnia petrolifera statale brasiliana Petrobras, percorrono le cinque regioni del paese, a partire dal progetto "Foresta sostenibile" a Bahia. Le prossime tappe saranno: "Comunità Produzione e reddito" in Maranhão, “Caranguejo Uçá”, Rio de Janeiro, “Pé de Pincha”, Amazonas, “Orquestra Jovem de Contagem”, Minas Gerais, “Pesca Solidária”, Ceará, “Meros”, Espírito Santo, “Tênis e Cidadania”, Rio Grande do Sul, “Mantas do Brasil”, São Paulo; “Cerrado Vivo”, Goiás, “Bichos do Pantanal”, Mato Grosso, “Gestão Indígena”, Acre.
Sono due giorni di attività in ogni luogo. Nella prima fase il cantante conosce la storia dei vari progetti nella regione, così come i suoi rappresentanti e partner locali. Il secondo giorno avviene una festa con le comunità in un concerto gratuito dove Lenin presenta il suo repertorio, in formato voce e chitarra. "E' una possibilità di conoscere la canzone in sé e senza sotterfugi, nella forma in cui è stata concepita", dice.
 
La prima spedizione socioambientale di Lenine ha dei precedenti. Il compositore è collaboratore di gruppi come il Witness (accanto al musicista e attivista dei diritti umani Peter Gabriel ), Rain Forest Alliance , SOS Mata Atlântica , WWF - World Wide Fund for Nature , Porgetto Albatroz Brasil, Brasile, Orquestra Sinfônica Heliópolis, campagna "Ser Diferente é Normal", dell'Istituto  Metasocial (in appoggio ai portatori della Síndrome di Down), e il Tamar - Progetto di protezione alle tartarughe marine.

La musica per il sociale
Sta nel suo sangue la lotta per una vita migliore per tutti. Lenine dice che le persone sono la sua più grande motivazione e cita il rapporto con il direttore presidente del Movimento Pró-Criança della a Arcidiocesi di Olinda e Recife: “Con Sebastião Campello, per esempio, sono già 20 anni di ammirazione e di collaborazione. Ho fatto parte del Movimento Pró-Criança, e oggi essi sono omaggiati dall'ONU e dal governo brasiliano, tra le istituzioni nazionali che maggiormente contribuiscono per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo del millennio ". Di recente ha partecipato alle celebrazioni per i 40 anni del Coordinamento Ecumenico di Servizio a Salvador, capitale dello stato di Bahia. Il CESE sostiene progetti di organizzazioni di base in tutto il paese e ha contribuito a migliorare le vite di circa 9,5 milioni di persone.
Fin dalle sue prime composizioni musicali sono presenti questioni sociali e ambientali. In "Na Pressão " c'è “Relampiano” (Cadê neném? Tá vendendo drops no sinal pra alguém) e “Rua da Passagem” (Todo mundo tem direito a vida / Todo mundo tem direito igual). E solo nel disco "Olho de Peixe" ci sono tre riferimenti all'ambiente: "O último por do sol" (A onda ainda quebra na praia / Espumas se misturam com o vento), "Miragem do porto" e "A gandaia das ondas".

Il lavoro non si ferma
Coinvolto con la musica fino all'ultima ciocca dei lunghi capelli, Lenine ha lavorato anche in produzioni di CD e DVD di altri musicisti: "Segundo" di Maria Rita; "De uns tempos pra cà" di  Chico  César;  " Lonji", di Tcheka (cantante e compositore di Capo Verde); e " Ponto Enredo" di Pedro Luis e la Parede. Ha lavorato in televisione con registi, come Guel Arraes e Jorge Furtado, nella direzione musicale di "Caramuru, l'invenzione del Brasile", miniserie in onda da Globo TV, che ha trasformato in un lungometraggio. Ha partecipato anche alla direzione musicale di "Cambaio" di  João Falcão e Adriana Falcão, basato su canzoni di Chico Buarque e Edu Lobo. Sempre per la stessa TV ha firmato successi nelle colonne sonore di telenovele che hanno avuto grande ascolto. "Sítio do Picapau Amarelo" (per bambini), "América", "O Clone" e "Caminho das Índias" (la cui musica "Martelo Bigorna" è giunta al Grammy).  
Gli chiedo qual è il più grande piacere nella sua vita professionale e la risposta non sorprende: "Il più grande piacere nasce da una bella sfida! Amo il carnevale, il samba. L'incarico di scrivere canzoni per personaggi nei film e in televisione sono come indossare la vita di qualcun altro per creare e, come compositore, sarò sempre un cronista di quello che vedo e quello che sto vivendo e
sentendo "

Si è immerso in interessanti sfide musicali insieme ad orchestre quali la " Sinfônica de Heliópolis", che riunisce musicisti provenienti da comunità umile e residenti alla periferia di San Paolo; o l' "Orquestra Jovem das Gerais”, con sede a Contagem in Minas Gerais, il cui progetto mira ad unire l'apprendimento musicale e cittadinanza, dando la priorità a residenti di aree più svantaggiate. "Questi sono nuovi cammini affinché la musica adempia sempre più il suo ruolo nello sviluppo umano e trasformazione sociale ", e Lenine applaude.
 
Un ponte nel cammino del 2014
Uno dei punti di riferimento del rapporto storico tra Brasile e Olanda è il ponte Maurizio di Nassau, a Recife, una replica perfetta del ponte sul fiume Amstel di Amsterdam. Nel 1630 gli olandesi arrivarono in Brasile dal Pernambuco e il principe di Nassau fu inviato per governare le terre conquistate. Questo è stato lo spunto per la creazione dello spettacolo "The Bridge" ( Il Ponte ) , che riunisce Lenine e l'orchestra del maestro olandese Martin Fondse, uno dei progetti speciali che celebrano 30 anni di carriera.

Entrambi nati su un'isola, Lenine e Martin Fondse attraversano un ponte transatlantico che " non è per andare e tornare, il ponte è per attraversare, camminare sull'acqua del momento", come dice la canzone di Lenine e Lula Queiroga che ispirò il concetto dello spettacolo, eletto come uno dei migliori concerti della storia del Music Meeting Festival, realizzato in Olanda.
Il tour di successo che è già ha toccato Germania, Olanda, Portogallo e diverse città del Brasile, sarà a New York il 19 luglio prossimo, nel Summer Stage Festival di Central Park. Sempre quest'anno, verranno definitite ulteriori date dentro e fuori il Brasile..
 
L'inquieto Lenine segue il corso della sua vita così, con molta coscienza. E' possibile definire ciò in uma frase o un sentimento?
"Amo quello che faccio e faccio solo quello che mi piace. Sono una persona felice! "
Non vi è alcun dubbio, grazie a tutti gli dei!


Traduzione dal portoghese di A.R.R.


© Copyright  SARAPEGBE                                                             
E’ vietata la riproduzione, anche parziale, dei testi pubblicati nella rivista senza l’esplicita autorizzazione della Direzione


-------------------------------------------------------------------------------


TEXTO EM PORTUGÛES   (Testo in italiano)

Exclusivo: Entrevista com Lenine – Chão quente do Nordeste
por
Lidia Pena


                                                                         
                                                                          Foto di Daryan Dornelles

O Nordeste brasileiro é um celeiro de deliciosos frutos que se espalham na farta árvore cultural do país. De lá saíram os escritores Jorge Amado e Ariano Suassuna, o compositor Dorival Caymmi e o poeta João Cabral de Mello Neto, para citar apenas quatro dos grandes exemplos das artes verde-amarelas. E da região veio também Lenine, compositor, cantor, produtor musical e arranjador, que completou 30 anos de carreira em 2013. Ele ocupa a cadeira 38 da Academia Pernambucana de Letras e integra o primeiro escalão da Música Popular Brasileira.
Oswaldo Lenine Macedo Pimentel, conhecido simplesmente por Lenine no Brasil e no mundo, assina dez elogiados álbuns musicais e já abocanhou cinco prêmios Grammy Latino; dois prêmios da Associação Paulista de  Críticos de Arte – APCA e nove prêmios de Música Brasileira. Participou dos maiores festivais de música do mundo, como o de Roskilde, na Dinamarca e o de Montreal, no Canadá. Com agenda sempre cheia, ele atua em várias frentes, mantém o sorriso e a simpatia somados ao corpo magro e o jeito alternativo de ser, que não indicam os 55 anos de vida.
A aterrissagem no Rio de Janeiro se deu no final dos anos 1970, e na bagagem ele trazia o refinado gosto musical apoiado em canções napolitanas, música alemã, música folclórica russa, Glenn Miller, Tchaikovsky, Chopin, Gil Evans e, mais tarde, Hermeto Pascoal e os tropicalistas que escutava aos domingos em sua casa.A casa onde a mãe, católica praticante,  levava ele e os irmãos à missa enquanto o pai, um velho comunista fazia de Marx l eitura obrigatória. Daí a escolha do nome do compositor.

A capital de Pernambuco e a Cidade Maravilhosa se igualam no encontro de sol e mar, boa música e na alegria do carnaval. Assim, não foi muito difícil para o rapaz nordestino se adaptar à vida carioca, como tampouco demorou a seduzir a sua nova cidade. Morando com amigos compositores, começou a fazer sambas para um dos mais badalados blocos do carnaval de rua da Zona Sul da cidade, o “Suvaco do Cristo”, no Jardim Botânico. E que sambas! Foram anos seguidos de desfile ao som das letras divertidas de Lenine, ao lado de parceiros como Lula Queiroga, Mu Chebabi e Bráulio Tavares, que misturavam amor e críticas sociais na maior sintonia.

A parceria dos sambas de blocos já se mantinha num circuito alternativo até estourar em grandes sucessos da MPB. Ficava para trás o adolescente roqueiro que aos 17 anos, ainda em Recife, arriscara as primeiras composições. Em 1983, com Lula Queiroga, Lenine dividiu “Baque Solto”,  seu primeiro LP. Com Mu Chebabi, e também Caxa Aragão, compôs, entre outras, uma de suas músicas mais cantadas pelos fãs: “Hoje eu quero sair só”, faixa de “O dia em que faremos contato”/1997, seu primeiro álbum solo e Prêmio Sharp Revelação. No mesmo álbum, outra faixa, de Lenine e Queiroga, “A ponte”, mereceu o Prêmio Sharp de Melhor Canção.

Antes disso, em 1993, foi lançado "Olho de Peixe", considerado pelo artista seu disco mais importante. Na companhia do percussionista Marcos Suzano, ele foi apresentado ao mundo. Depois, Na pressão/1999 vendeu mais de 40 mil cópias só na França e foi considerado o Melhor Álbum de Música Popular Brasileira. Nele se encontra a bela “Paciência”, de Lenine e Dudu Falcão. Novos sucessos foram acontecendo como "Falange Canibal"/2002 – Grammy Latino de Melhor Álbum Pop Contemporâneo Brasileiro -, "Acústico MTV"/2006 e "Labiata"/2008, cuja música Martelo Bigorna  mereceu o Grammy Latino de Melhor Canção Brasileira.
 
Em 2004, Lenine fez bonito em Paris, no projeto”Carte Blanche”, na Cité de La Musique. Segundo brasileiro a ser convidado, antes dele somente Caetano Veloso, deu as cartas ao lado da artista cubana Yusa e do percussionista argentino Ramiro Muscotto. O CD/DVD Lenine Incité ganhou o Grammy Latino de Melhor CD de Música Contemporânea e a música Ninguém faz Idéia”, de sua autoria e Ivan Santos, levou o Grammy de Melhor Canção. O trabalho ainda mereceu quatro prêmios de Música Brasileira (melhores CD, música, cantor e cantor por voto popular).
 
Lenine tem participações em trabalhos de outros artistas consagrados como Maria Betânia, Carlos Malta e Elba Ramalho. A recíproca é verdadeira e a própria Betânia, Milton Nascimento e Gilberto Gil, por exemplo, já gravaram suas músicas. Elba foi inclusive a primeira cantora de sucesso nacional a gravar uma composição sua (com Bráulio Tavares), “Roda do Tempo”, que está no álbum Labiata.
 
Agora é a vez de “Chão”, gravado em 2011, considerado pela crítica a "porção de verdadeira ousadia" do palco Sunset, e um dos espetáculos mais inovadores do último Rock in Rio, realizado em setembro de 2013. É também o nome de uma das faixas, outra bonita parceria com Lula Queiroga. Lenine segue sua trilha em 2014 para mais uma rodada de apresentações, pelo Brasil e pelo mundo, do seu último trabalho. 
 
Desde o lançamento da turnê, mais de 70 cidades foram percorridas do Sul ao extremo Norte do Brasil, além de Alemanha, Argentina, Chile, França, Itália, Holanda, Portugal e Uruguai. Em 2013 -  em comemoração aos 30 anos de carreira – realizaram-se 30 projetos especiais diferentes, entre reedições de shows clássicos como “Olho de Peixe” e “Baque Solto”, espetáculos ao lado da Martin Fondse Orchestra (Holanda), Orquestra Sinfônica Brasileira, a série de shows “Inusitado - Projeto Cantautores”, na Cidade das Artes, no Rio de Janeiro, e uma expedição ao lendário Monte Roraima,  levando “Chão” ao Extremo Norte do Brasil.
 
                                                                         
                                                                          Foto di Daryan Dornelles
Regado a experimentações sonoras, “Chão” quebrou paradigmas e provou que o popular e o conceitual podem render uma combinação perfeita, lotando teatros e praças públicas, formando e renovando plateias de todos os gostos, cores e idiomas. Aqui cabe uma observação: Lenine identifica no público italiano a mesma “emoção à flor da pele”, a mesma “passionalidade” que encontra nos brasileiros. “Somos todos latinos e essa mesma base nos aproxima e faz com que minhas letras sejam mais compreendidas”, acredita.
 
Para o artista, levar “Chãoao palco é mais do que simplesmente tocar as canções do álbum. A ideia é ambientar o espaço com os sons como o canto do canário belga, batizado Frederico VI, o ruído ensurdecedor das cigarras no verão da Urca, o bucólico bairro em que mora no Rio de Janeiro, a agoniada derrubada de uma árvore por uma motosserra, entre outros. Uma evidente opção estética embala dez músicas inéditas, imersas na delicada intimidade de ruídos sem edição.
 
 O espetáculo traz na produção e na guitarra Bruno Giorgi, filho do meio do artista, que também compõe e produz o grupo Casuarina do irmão mais velho, João Cavalcanti (um grande sucesso nas noites cariocas). Outro produtor conceituado do décimo álbum de carreira é o guitarrista JR Tostoi e o próprio Lenine. “No início, havia apenas a palavra e meu principal significado de chão: tudo aquilo que me sustenta. Chão, quase onomatopeia do andar – que soa nasal, reverbera no corpo todo. É pessoal, passional e intransferível” – explica Lenine como surgiu a inspiração para o nome do disco e, consequentemente, da turnê.
 
Sem jamais se distanciar das raízes, todos os anos participa do carnaval do Recife cantando e brincando. Na abertura oficial da festa deste ano, em fevereiro, esteve no show com repertório de Antônio Nóbrega (violinista e artista popular pernambucano), homenageado na folia em 2014. No dia 1º de março, também no Marco Zero, o principal espaço cultural da cidade, apresentou seu show especial de carnaval, que celebrou o saudoso sanfoneiro Dominguinhos.
 
Em família os acordes prosseguem extremamente harmoniosos. Lenine é casado há 35 anos com a produtora de TV, Anna Barroso e pai de Bernardo (19), além de Bruno (25) e João (33). O caçula também já entrou no circuito e tem uma banda. A música e o talento são marcas evidentes do clã.
 

Música e sustentabilidade numa só nota
Sempre alinhado às boas causas, Lenine está desde março na estrada para encontros com comunidades, gestores e técnicos de doze projetos socioambientais espalhados no Brasil. "A arte é um instrumento de aproximação poderoso por uma sociedade mais justa, gosto de acreditar que a minha música vai além do que meramente canto", afirma o artista, que também é botânico autodidata, colecionador de orquídeas (ou "orquidoido", como prefere definir) e apoiador engajado de grupos de preservação ambiental.
Os “Encontros Socioambientais com Lenine”, patrocinados pela estatal brasileira Petrobras, percorrem as cinco regiões do país, começando pelo projeto “Floresta Sustentável” na Bahia. As próximas paradas serão: “Comunidade Produção e Renda” no Maranhão, “Caranguejo Uçá”, Rio de Janeiro, “Pé de Pincha”, Amazonas, “Orquestra Jovem de Contagem”, Minas Gerais, “Pesca Solidária”, Ceará, “Meros”, Espírito Santo, “Tênis e Cidadania”, Rio Grande do Sul, “Mantas do Brasil”, São Paulo; “Cerrado Vivo”, Goiás, “Bichos do Pantanal”, Mato Grosso, “Gestão Indígena”, Acre.
São dois dias de ações em cada destino. No primeiro, o cantor conhece a história dos vários projetos da região, assim como seus representantes e parceiros locais. O segundo dia é de celebração com as comunidades em um show gratuito onde Lenine revisita seu repertório de maneira intimista, no formato voz e violão“É a oportunidade de conhecer a canção despida e sem subterfúgios, da maneira como foi concebida”, avalia.
A primeira expedição socioambiental de Lenine tem precedentes. O compositor é colaborador de grupos como o Witness (ao lado do músico e defensor dos direitos humanos Peter Gabriel), Rain Forest Alliance, SOS Mata Atlântica, WWF - World Wide Fund for Nature, Projeto Albatroz Brasil, Orquestra Sinfônica Heliópolis, campanha "Ser Diferente é Normal", do Instituto Metasocial (em apoio aos portadores da Síndrome de Down), e o Tamar - Projeto de proteção às tartarugas marinhas.

A música pelo social
A luta por uma vida melhor para todos está mesmo no sangue. Lenine diz que as pessoas são a sua maior motivação e cita a relação com o diretor presidente do Movimento Pró-Criança da Arquidiocese de Olinda e Recife: “Com o Sebastião Campello, por exemplo, já são 20 anos de admiração e parceria. Eu fiz parte do Movimento Pró-Criança, e hoje eles são homenageados pela ONU e pelo Governo Brasileiro entre as instituições nacionais que mais vêm contribuindo para os objetivos de desenvolvimento do milênio”. Recentemente participou também das comemorações pelos 40 anos da Coordenadoria Ecumênica de Serviço, em Salvador, capital da Bahia. O Cese apoia projetos de organizações populares em todo o país e já contribuiu para melhorar a vida de aproximadamente 9,5 milhões de pessoas.
Desde as primeiras composições, as questões sociais e ambientais estão presentes. Em Na Pressão tem “Relampiano” (Cadê neném? Tá vendendo drops no sinal pra alguém) e “Rua da Passagem” (Todo mundo tem direito a vida / Todo mundo tem direito igual). E só no disco "Olho de Peixe" há três referências ao ambiente: "O último por do sol" (A onda ainda quebra na praia / Espumas se misturam com o vento), "Miragem do porto" e "A gandaia das ondas".
 
O trabalho não pára
Envolvido com música até o último fio dos longos cabelos, Lenine atuou na produção dos CDs /DVDs  de outros músicos: "Segundo", de Maria Rita; "De uns tempos pra cá", de Chico César; "Lonji", de Tcheka (cantor e compositor do Cabo Verde); e "Ponto Enredo", de Pedro Luis e a Parede. Trabalhou em televisão com os diretores  Guel Arraes e Jorge Furtado na direção musical de "Caramuru, a invenção do Brasil", minissérie exibida pela TV Globo que virou um longa-metragem. Participou também da direção do musical "Cambaio", de João Falcão e Adriana Falcão, baseado em canções de Chico Buarque e Edu Lobo. Ainda na mesma emissora, assinou sucessos em trilhas sonoras de novelas que explodiram em audiência. Sítio do Picapau Amarelo (infantil), América, O Clone e Caminho das Índias (cuja música Martelo Bigorna fez jus ao Grammy) são alguns exemplos.
Perguntado de onde vem o maior prazer em sua vida profissional, a resposta não surpreende. “O grande prazer vem de um bom desafio! Adoro carnaval, samba. Encomendas de canções para personagens em filmes e em televisão são como vestir a vida de outra pessoa para criar e, como compositor, serei sempre um cronista do que vejo e do que estou vivendo e sentindo”.
Um gostoso desafio tem sido a apresentação com orquestras como a “Sinfônica de Heliópolis, que reúne músicos da comunidade humilde residente na periferia de São Paulo. Ou a “Orquestra Jovem das Gerais”, com sede na cidade de Contagem, em Minas Gerais, cujo projeto visa unir aprendizado musical e cidadania também priorizando os moradores das áreas mais carentes. “São novos caminhos para que a música cumpra cada vez mais seu papel de formação humana e de transformação social”, aplaude Lenine.
 
Uma ponte no caminho de 2014
Um dos marcos da relação histórica entre Brasil e Holanda é a ponte Maurício de Nassau, em Recife, uma réplica perfeita da ponte sobre o rio Amstel, em Amsterdã. (Em 1630 os holandeses entraram no Brasil por Pernambuco e o príncipe Nassau foi enviado para governar as terras conquistadas). Esta foi a deixa para a criação do show “The Bridge” (A Ponte), que reúne Lenine e a orquestra do maestro holandês Martin Fondse, um dos projetos especiais que celebraram os 30 anos de carreira.
Ambos nascidos em uma ilha, Lenine e Martin Fondse atravessam uma ponte transatlântica, que “não é para ir nem pra voltar, a ponte é somente pra atravessar, caminhar sobre as águas desse momento”, como diz a canção, de Lenine e Lula Queiroga, que inspirou o conceito do show, eleito um dos melhores concertos da história do Music Meeting Festival, realizado na Holanda.
A turnê vitoriosa que já passou pela Alemanha, Holanda, Portugal e várias cidades brasileiras estará em Nova York, no dia 19 de julho próximo, no Summer Stage Festival, no Central Park. Outras apresentações dentro e fora do Brasil ainda serão definidas este ano.
 
É assim com muito fôlego e consciência que o inquieto Lenine segue a vida. Seria possível defini-lo numa frase ou sentimento?  “Gosto muito do que faço e só faço o que gosto. Sou uma pessoa feliz!”
Não há como duvidar. Graças a todos os deuses!
 

 
© Copyright  SARAPEGBE
É proibida a reprodução, mesmo que parcial, dos textos publicados na revista sem a explícita autorização da Direção.

Lidia Pena. Jornalista, carioca, trabalhou nos jornais Correio da Manhã, Última Hora e Tribuna da Imprensa; Rio Gráfica e Editora e Revista Senhor. Como assessora de imprensa, atuou em diversas campanhas políticas do Partido dos Trabalhadores (PT). Foi assessora de imprensa de quatro mandatos do vereador/deputado Chico Alencar. Assessorou a presidência do Instituto de Arquitetos do Brasil - IAB/RJ e a do Banco Nacional de Desenvolvimento Econômico e Social - BNDES. Autora do texto sobre o Círio de Nazaré (a maior festa religiosa do Brasil realizada anualmente em Belém do Pará) na “Enciclopédia da Brasilidade”, organizada pelo professor e economista Carlos Lessa, então presidente do Banco. Foi gerente de Comunicação da Real Grandeza - Fundação de Previdência e Assistência Social de Furnas Centrais Elétricas e Eletronuclear. Participou, em 2011, da equipe que elaborou o texto do livro sobre os 40 anos da Petros - Fundação Petrobras de Seguridade Social. Atualmente trabalha como redatora freelancer.