La città storica di Cachoeira nello stato brasiliano di Bahia si trasforma nella capitale del libro
Mira Silva
Gli scrittori Eduardo Beno e Laurentino Gomes insieme al mediatore Aurélio Shomer nella Flica 2013 Foto di Edgard Souza
TESTO IN ITALIANO   (Texto em portugûes)

Benedetto colui che semina
libri a piene mani
e aiuta il popolo a pensare!
Il libro che entra nell'anima
è come um germe - che fa la palma,
è come goccia - che fa il mare

PIù di un secolo fa il poeta baiano Castro Alves scrisse la poesia "Il Libro e l'America" e in quell'epoca già attirava l'attenzione del mondo sulla necessità di seminare libri, affinché il popolo potesse imparare a pensare. Ma in Brasile ancora oggi i libri giungono a pochi e la loro assenza causa una lacuna enorme nella vita di ogni brasiliano. Gli eventi letterari, come biennali e fiere di libri, sono realizzati con questo proposito: avvicinare la letteratura al pubblico e attrarre nuovi lettori.. Proprio per questo, tre anni fa fu creata la Flica - Festa Letteraria Internazionale di Cachoeira, nel Recôncavo baiano. La città, che nei secoli passati fu palco della lotta per l'indipendenza di Bahia, si trasforma in palco della letteratura. Dal 23 al 27 ottobre 2013 la città storica ha ricevuto nomi della letteratura nazionale e internazionale per dibattere i più svariati temi. Una mostra di recenti produzioni editoriali brasiliane sono passate nel Chiostro del Convento do Carmo, luogo dove avvengono i principali dibattiti della Festa.

Mira Silva conversa con la scrittrice Mabel Velloso. Foto di Edgard Souza


Durante i cinque giorni dell'evento letterario, organizzato dagli scrittori Aurélio Shommer e Emannuel Mirdad, il pubblico ha assistito a 12 dibattiti e ha ascoltato più di 20 scrittori come Laurentino Gomes, autore dei best sellers "1808", "1822" e "1889", Eduardo Bueno, autore di “Brasil: uma história”, Mário Magalhães responsabile della biografia del guerrigliero baiano Carlos Marighella. E poi gli scrittori internazionali: lo scozzese Ewan Morrison, l' americana Sylvia Day e il pensatore angolano Pepetela che ha condiviso il dibattito intitolato  “Ndongo, Ngola, Angola, Bahia” insieme a Makota Valdina, leader religiosa del Candomblé. Il tema di uno dei principali tavoli, in una città storica come questa, non poteva essere diverso: clienti, coronéis e la repubblica. E durante il dibattito, lo scrittore e giornalista Eduardo Bueno ha focalizzato proprio l'importanza di conoscere la storia. "Un popolo che non conosce la sua storia, è condannato a ripeterla" sentenzia. 

I poeti Elieser César e Karina Rainovits al dibattito "Qualquer um poeta"
presieduto dall'attore e presentatore Jackson Costa. Foto di Edgard Souza 

LA FLIQUINHA
Ma gli occhi della città non erano rivolti solamente al palco principale della festa, ma anche alla novità di questa terza edizione: la Fliquinha, uno spazio creato per piccoli nuovi lettori. Minuziosamente curato e disegnato dall'architetto Renata Mota, il luogo dava spazio alla mente creativa del piccolo gruppo che tutti i giorni arrivava in massa per partecipare alla programmazione. Ogni giorno i bambini erano trasportati nel mondo magico dei libri, dei raccontatori di storie, di cantori di rodas, oltre a seguire lezioni di pitture e giochi. "I bambini non hanno dimenticato i giochi, siamo noi che stiamo smettendo di insegnarglieli" dice la folclorista Nairzinha Spinelli, richiamando l'attenzione sulla scomparsa di giochi presenti nell'infanzia di varie generazioni, e che sono di somma importanza per lo sviluppo socioeducativo dei bambini.
 
Il cartoonista Antonio Cedraz parla con i bambini nella Fliquinha. Foto di Edgard Souza

Tra carrozzine, tavoli e sedie fatte di cartone, i bambini si mostravano pronti ad ascoltare storie, disegnare, giocare e prestare attenzione alle conversazioni degli autori di libri per bambini e c'era sempre qualcuno che alzava la mano per fare domande. "Come hai scoperto che sapevi scrivere storie?", "E' difficile essere scrittore?. "A quanti anni hai iniziato a scrivere", "Sai disegnare da sempre". La curiosità dei bambini lascia chiaro il piacere che provavano nel partecipare all'evento letterario.
Secondo Lilia Gramacho, curatrice della Fliquinha e scrittrice per bambini, la formazione dei lettori è uma sfida in um paese in cui i libri sono lontani dall'occupare uno spazio di desiderio. La Fliquinha cerca, quindi, di sovvertire quest'ordine di cose, aprendo spazio per avvicinare il giovane potenziale lettore ai suoi autori.

E completa dicendo che la letteratura deve essere, prima di tutto, un atto di piacere e non un obbligo. Durante i tre giorni di programmazione della Fliquinha, vari bambini hanno dato testimonianza di quanto abbiano bisogno di avere una chance per mostrare talento e amore per i libri. Varie volte la discussione è stata interrotta affinchè i presenti potessero ascoltare poesie di Cecilia Meireles o di Castro Alves, recitate da bambini della platea. L'ambiente li spingeva a questa manifestazione spontanea e senza prove. Come ha detto Monteiro Lobato, uno dei più importanti scrittori di letteratura per l'infanzia, "un Paese si crea con uomini e libri".

Eppure la Festa Letteraria di Cachoeira non si riduce solamente ai libri perchè il pubblico ascolta tutte le sere la migliore musica baiana e brasiliana. A cura di Sérgio Siqueira, direttore del Settore
"Creazione e Produzione" di Rede Bahia, sono saliti sul palco, nel centro di Cachoeira, nella Praça da Aclamação, personaggi come  Armandinho Macêdo, figlio di Osmar Macêdo, inventore del trio elétrico, Gege Nagô, gruppo di musica regionale di Cachoeira e un incontro tra vari artisti. Nel palco Varanda do Sesi, montato nel cortile della casa dell' IPAC (Instituto do Patrimônio Artístico e Cultural), si sono presentati artisti come Roberto Mendes, Alexandre Leão, Lazzo Matumbi, l'orchestra di Reggae e gruppi di samba de roda del Recôncavo, oltre a esposizioni artistiche e di poesia che si diffondevano in tutta la città. E' la celebrazione della letteratura, della musica e della poesia che divide armoniosamente lo spazio con le strade e le antiche case storiche di questa città che viene considerata Monumento Nazionale.

-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
 
Mira Silva. Giornalista. Specializzazione in Relazioni Pubbliche e Sceneggiature per Tv e video. Attualmente è regista di programmi televisivi a Salvador Bahia in Brasile

Traduzione in italiano di A.R.R.

© SARAPEGBE                                                             
E’ vietata la riproduzione, anche parziale, dei testi pubblicati nella rivista senza l’esplicita autorizzazione della Direzione
 
-------------------------------------------------------------------------------


TEXTO EM PORTUGÛES   (Testo in italiano)

A cidade histórica de Cachoeira na Bahia se transforma na capital do livro 
por
Mira Silva

OS ESCRITORES EDUARDO BUENO E LAURENTINO GOMES E O MEDIADOR AURÉLIO SHOMMER NA FLICA 2013. FOTO DI EDGARD SOUZA
 
Bendito o que semeia
Livros à mão cheia
E manda o povo pensar!
O livro, caindo n'alma
É germe – que faz a palma,
É chuva – que faz o mar!

Há mais de um século o poeta baiano Castro Alves escreveu o poema “O Livro e a América” e naquela época já chamava a atenção do mundo para a necessidade de semear livros para fazer o povo pensar. Mas até hoje, no Brasil o livro chega a poucos e a ausência dele causa uma lacuna enorme na vida de cada brasileiro. Os eventos literários, como bienais e feiras de livros são realizados com esse propósito, de levar a literatura para mais perto do público e atrair novos leitores.
A exemplo disso, que há três anos foi criada a Flica -Festa Literária Internacional de Cachoeira no Recôncavo Baiano. A cidade que foi palco da luta pela independência da Bahia se transforma em palco da literatura.  Este ano de 23 a 27 de outubro, a cidade histórica recebeu nomes da literatura nacional e internacional para debater os mais variados temas. Uma mostra das recentes produções editoriais brasileiras passaram pelo claustro do Convento do Carmo, local onde acontece os principais debates da Festa.  

A FOLCLORISTA NAIRZINHA SPINELLI CONVERSA COM AS CRIANÇAS NA FLIQUINHA EM CACHOEIRA NA BAHIA. FOTO DE EDGARD SOUZA

Durante os cinco dias do evento literário, que teve a curadoria geral dos escritores Aurélio Shommer e Emannuel Mirdad, o público conferiu 12 mesas e ouviu mais de mais de 20 escritores como Laurentino Gomes, autor dos best sellers “1808”, “1822” e “1889”, Eduardo Bueno, autor de “Brasil: uma história”, Mário Magalhães responsável pela biografia do guerrilheiro baiano Carlos Marighella e os internacionais: o escocês Ewan Morrison, a americana Sylvia Day e o pensador angolano Pepetela que dividiu a mesa intitulada Ndongo, Ngola, Angola, Bahia com Makota Valdina, líder religiosa do Candomblé.
Numa cidade histórica, o tema de uma das principais mesas não podia ser outro: Clientes, coronéis e a república. E durante o debate, o escritor e jornalista Eduardo Bueno ressaltou a importância de se conhecer a história. “Um povo que não conhece a sua história está condenado a repeti-la”, sentencia. 

A Fliquinha
Mas os olhos da cidade não estavam voltados para o palco principal da festa, e sim para a novidade desta terceira edição, a Fliquinha. Espaço criado para os novos leitores. Cuidadosamente pensado e desenhado pela arquiteta Renata Mota, o local dava vazão à mente criativa da turminha que todos os dias chegavam em massa para participar da programação.
Diariamente, as crianças eram levadas para o mundo mágico dos livros, da contação de histórias, das cantigas de rodas, além de oficinas de quadrinhos e das brincadeiras. “As crianças não esqueceram as brincadeiras, nós é que deixamos de ensiná-las”, diz a folclorista Nairzinha Spinelli, chamando a atenção para o desaparecimento das brincadeiras que estiveram presentes na infância de várias gerações e que são de suma importância para o desenvolvimento socioeducativo das crianças.

Entre carrinhos, mesas e cadeiras feitos de papelão, a criançada se mostrava pronta para ouvir as histórias, desenhar, brincar e prestar a atenção na conversa dos autores infantis e sempre tinha alguém que levantava a mão para fazer perguntas. “Como você descobriu que sabia escrever história”, “É difícil ser escritor?” “Com quantos anos você começou escrever”. “Você sempre soube desenhar”.  A curiosidade das crianças deixava claro o prazer por estar participando daquele evento literário.
Para a curadora da Fliquinha e escritora infantil, Lilia Gramacho, a formação de leitores é um desafio num país onde o livro está longe de ocupar um espaço de desejo. A Fliquinha, portanto, busca subverter essa ordem, abrindo o espaço para a aproximação de jovem potencial leitor com seus autores. E completa dizendo que a literatura deve ser, antes de tudo, um ato de prazer e não de obrigação.
A folclorista Nairzinha Pinelli autografa para o menino Gabriel. Foto di Edgard Souza

Durante os três dias de programação da Fliquinha, várias crianças deram testemunho do quanto só precisam de uma chance para mostrar os seus talentos e amor pelos livros, por várias vezes o bate-papo foi interrompido para os presentes prestarem a atenção na declamação de uma poesia de Cecília Meireles ou de Castro Alves feito pelas crianças que estavam na plateia. O ambiente lhes proporcionava a essa manifestação espontânea e sem ensaio. Como bem disse um dos mais importantes escritores de literatura infantil brasileira, Monteiro Lobato: um país se faz com homens e livros.

Contudo, a Festa Literária de Cachoeira não se resume apenas aos livros, durante o evento, o público confere todas as noites o melhor da música baiana e brasileira. Sob a curadoria de Sérgio Siqueira, gerente de criação e produção da Rede Bahia, subiram ao palco localizado no centro de Cachoeira, na Praça da Aclamação, nomes como Armandinho Macêdo, filho de Osmar Macêdo inventor do trio elétrico, o Gege Nagô, grupo de música regional de Cachoeira e um sarau musical composto por vários artistas.

Já no palco Varanda do Sesi, montado no quintal da casa do IPAC (Instituto do Patrimônio Artístico e Cultural), se apresentaram artistas como Roberto Mendes, Alexandre Leão, Lazzo Matumbi, a orquestra de Reggae e grupos de samba de roda do Recôncavo. Além de exposição de artes plásticas e poesia que se espalhavam pela da cidade. É a celebração da literatura, da música e da poesia dividindo harmonicamente o espaço com as ruas e casarões históricos da cidade que é considerada Monumento Nacional.


© SARAPEGBE
É proibida a reprodução, mesmo que parcial, dos textos publicados na revista sem a explícita autorização da Direção

 
Mira Silva. Jornalista. Pós-graduada em Relações Públicas e Roteiro para a TV e vídeo. Atualmente é diretora de programa de TV em Salvador Bahia., no Brasil