Maria Bethânia: 50 anni di carriera in mostra a Rio de Janeiro
Lidia Pena
TESTO IN ITALIANO   (Texto em portugûes)


                                                                                                                                                                       News Sarapegbe 10 luglio 2015
"Gente mia, famiglia mia, siate benvenuti! Entrate nella mia casa". La mostra in onore di Maria Bethânia, inaugurata il 2 luglio 2015 nel Paço Imperial, grande edificio del XVIII secolo, nel centro di Rio  de Janeiro, accoglie il visitatore in ogni sala con queste due frasi in forma di canzone, cantate dalla iyarobà Simone de Ogum. Ripete il saluto di Mãe Menininha quando accoglieva i visitatori nel terreito di Gantois, a Salvador Bahia.  

Un semplice dettaglio che dà l'esatta dimensione della cura e l'affetto con cui è stata preparata la celebrazione dei 50 anni di carriera della famosa artista baiana (sorella di Caetano Veloso), a Rio de Janeiro, città dove ha scelto di vivere. "Maria de todos nós", è il titolo della mostra progettata da Ana Basbaum,  produttrice e amica di lunga data di Bethânia. E' stata spinta da amici e ammiratori dell'artista, come lei stessa afferma nel testo scritto in una delle numerose pareti decorate con dichiarazioni alla omaggiata:"Non per esporre un elenco di elogi, ma tutto ciò è semplicemente l'eco e l'ispirazione che scaturiscono dal suo  lavoro artistico."

E così, insieme al suo stile semplice e sofisticato, ritroviamo Bethânia in ogni oggetto, fotografia, grafica, testi, poesie, e oggetti personali della collezione della famiglia Teles Velloso. Il tributo riflette tutto il fascino della famosa artista ed è stato preparato in segreto negli ultimi due anni dalla direttrice Bia Lessa e da Ana Basbaum. Non è difficile immaginare l' emozione della regina della Musica Popular Brasileira (MPB) davanti a tanti dei suoi punti di riferimento così armoniosamente raggruppati.

Si parte dalla riproduzione del camerino che usa da anni, con lo specchio sempre nello stesso posto, addirittura sul tavolo il suo spray nasale Rinosoro. i fiori e la sedia su cui si sedeva la cara sorella Nicinha, morta nel 2011. Accanto, troviamo un video con le immagini di Bethânia mentre prega nel camerino. Sono state girate durante il tour "Tempo, tempo, tempo, tempo", nel 2005, e si alternano a una processione di Santo Amaro da Purificação, terra della famiglia Velloso. E' emozionante, perchè sembra quasi che i tamburi e palloncini bianchi della "romaria" (N.d.T. novena) precedano la sua entrata sul palco.
 
Nel cammino della mostra passiamo da emozione a emozione mentre assaporiamo il piacere di conoscere di più Maria Bethânia.Troviamo i suoi quaderni all'interno dei quali si incontrano testi di Mario de Andrade che parlano del Brasile, e una preghiera a Santa Barbara. Oppure ci si imbatte in una foto di Mariza Alvarez Lima, nella quale, sia il volto di Bethânia che i suoi folti capelli sono ricoperti di paillettes sul tessuto stampato. Un bellissimo effetto generato da un gruppo di donne ricamatrici, supervisionate dallo scenografo Gringo Cardia, della Escola Spectaculu Arte e Tecnologia.

Un altro effetto che sorprende è la stanza trasformata in foresta dal verde dei manifesti che ricoprono lda cima a fondo le pareti. Oltre ai cinguettii degli uccelli, mescolati al canto delle cicale, si sente in sottofondo la voce di Bethânia che recita una bella preghiera alla natura scritta da un'altra sorella, la professoressa, compositrice e cordelista Mabel Velloso. Ecco una frase: "Madonna,  Madre di Gesù, prego per tutto ciò che è tuo. Maria dei campi di canna da zucchere, delle acque limpide, dei pescatori, di tutti i fiori e le spine. Maria di ogni notte, Maria di ogni giorno."

Non a caso il compianto direttore Fauzi Arap, del quale leggiamo un testo dal titolo "La pietra filosofale", dice che Bethânia è più di una cantante o attrice. "E' unica nella sua verità spontanea e integra". Arap parla con estrema proprietà perché la diresse nel 1971 nel mitico concerto "Rosa dos Ventos". Il ricordo è emozionante per chi ha visto la magia di Bethânia su quel palco.

50 anni di professione e di un lungo percorso. I 1.402 pezzi della mostra distribuiti in tredici diversi ambienti riflettono la religiosità, la natura, la poesia, l'arte popolare e la passione per Santo Amaro da Purificação.
Nella sala dedicata a Santo Amaro, luogo di nascita di Bethânia, 22.000 sacchetti di acqua appesi formano un "cielo di acqua", la presenza di pioggia fertile sulla testa. Oggetti in argilla, ceramica, tessuto, legno, tegole e le fibre di banano, firmati da alcuni artigiani brasiliani, costituiscono il quadro variegato. C'è l'immagine di Padre Cicero e degli  Orixás (N.d.T. Divinità della religione del Candomblé). E si aggiungono inedite opere realizzate appositamente per la mostra, come una poltrona che imita la casa di un joão-de-barro, dei fratelli Campana o i 50 dipinti di diversi Carcarás di Roberto Tavares.
 
Per non parlare del bel quadro su tela con l'immagine di Bethânia ad opera di Carlos Bracher o del giaguaro scolpito dall'amazzonense José Alcântara, regali che lei ha ricevuto da artisti per qualche tempo. Oppure le sculture lignee fatte dalla stessa  Bethania e per la prima volta presentate al pubblico. 

La sua devozione al poeta portoghese Fernando Pessoa è presente in molti testi sulle pareti o nelle poesie che si incontrano sui tappeti e gli striscioni sparsi in tutto il Paço Imperial. Alcuni si trovano fuori, sul pavimento o appesi alle finestre della grande casa coloniale. Oltre a Pessoa, sulle pareti o sul pavimento, tra gli altri, ci sono la scrittrice conterranea Inês Pedrosa e autori brasiliani come Manuel Bandeira, Clarice Lispector, Padre Antonio Vieira, Nélida Pinon, Renato Teixeira, Zélia Duncan e non poteva mancare il fratello Caetano.

                                                                     
                                                                    Dona Canô e Mabel Velloso

La festa si conclude con molte delle famose ricette di Dona Canô, che ha dimostrato di non averle mai dimenticate. Si possono fotografare e copiare daí manifesti appesi nella sala in cui la la matriarca dei Velloso, in una foto, mostra un raro momento: i suoi capelli sciolti e lunghi, come quelli della figlia, insieme ad un caldo sorriso. Accanto a lei, una bella immagine di Nossa Senhora da Purificação, ceduta da don Marcos Belisário, della Chiesa di São Conrado, quartiere carioca nel quale Maria Bethânia risiede da oltre trent'anni. La stessa fede la accompagna e protegge la vita, sia che si trovi a Santo Amaro o a Rio de Janeiro.

La mostra si protrarrà fino al 13 settembre, con ingresso gratuito e una programmazione parallela, sempre di domenica, con films e serate in cui si potranno ascoltare musicisti come Jorge Mautner, Pedro Sá, Egberto Gismonti e Moreno Veloso, nipote della omaggiata. E' una mostra imperdibile! Lunga Vita alla Regina!

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TEXTO EM PORTUGÛES   (Testo in italiano)

Vida longa à rainha! Maria Bethânia
por
Lidia Pena

                                                                   

                                                                                                                                                                       News Sarapegbe 10 luglio 2015
“Meu povo, minha família sejam bem vindos! Entrem na minha casa.” Dependendo da sala em que você começar a ver, no Paço Imperial, do Rio de Janeiro, a exposição em homenagem a Maria Bethânia, inaugurada no dia 2 de julho de 2015, ouvirá essas duas frases em forma de cantiga. Entoada pela iyarobá Simone de Ogum, ela repete a saudação de Mãe Menininha ao receber os visitantes na casa do Gantois, na Bahia.

Um detalhe singelo que dá a exata dimensão do cuidado e do carinho com que foi preparada essa comemoração aos 50 anos de carreira da famosa cantora baiana no Rio de Janeiro, cidade que ela escolheu para viver. “Maria de todos nós”, título da mostra, foi pensada pela produtora executiva e velha amiga de Bethânia, Ana Basbaum, impulsionada por amigos e admiradores da artista, como ela mesma diz no texto escrito em uma das muitas paredes ornadas com declarações à homenageada. “Sem visar o elogio, mas os ecos e a inspiração que brotam a partir de seu trabalho”.

E é assim que a gente tropeça em Bethânia, e seu estilo simples e sofisticado ao mesmo tempo, a cada objeto, fotografia, obra de arte, textos e poemas, além de itens pessoais do acervo da família Teles Velloso. O roteiro da homenagem preparada em sigilo há dois anos pela diretora Bia Lessa e por Ana Basbaum reflete todo o charme da cantora. Não fica difícil imaginar a emoção da rainha da MPB diante de suas grandes referências tão harmoniosamente agrupadas.

A começar pela reprodução do camarim que ela usa há anos com o espelho no mesmo lugar, o frasco de remédio para o nariz, Rinosoro, sobre a mesinha, as flores e a cadeira na qual a querida irmã Nicinha (morta em 2011) sempre se sentava. Ao lado, um vídeo com imagens de Bethânia rezando no camarim, feitas na turnê  Tempo, tempo, tempo, tempo, em 2005, se alternam com as de uma procissão em Santo Amaro da Purificação, terra da família Velloso. É de arrepiar, pois parece que os tambores e os balões brancos da romaria antecedem sua entrada no palco.

De emoção em emoção segue-se desfrutando o prazer de saber mais de Bethânia em sua intimidade. Encontra seus cadernos exibindo tanto um texto de Mário de Andrade falando do Brasil como uma oração a Santa Bárbara. Ou se depara com uma foto de Mariza Alvarez Lima, onde o rosto de Bethânia com seu cabelão estão cobertos de paetê sobre tecido impresso. Um efeito lindo gerado por um grupo de mulheres aderecistas, supervisionadas pelo cenógrafo Gringo Cardia, da Escola Spectaculu Arte e Tecnologia.
Outro efeito que surpreende está na sala transformada em floresta pelo verde dos cartazes que recobrem as paredes de cima a baixo. Sob os pios de pássaros misturados ao canto das cigarras, ouve-se, ao fundo,  na voz de Bethânia, uma belíssima oração à natureza, de autoria da outra irmã - educadora, compositora e cordelista - Mabel Velloso. Diz um trecho: “Nossa Senhora mãe de Jesus, rogo por tudo que tudo é seu. Maria dos canaviais, das águas claras, dos pescadores, de todas as flores e espinhos. Maria de cada noite, Maria de todo dia.”

Não por acaso, o saudoso diretor Fauzi Arap afirma em uma das paredes, sob o título “A pedra filosofal”,  que Bethânia é mais que uma cantora ou atriz. “É única em sua verdade espontânea e íntegra. Ela é uma reserva de retidão a despeito dela mesmo”. Ele fala com extrema propriedade, pois foi quem a dirigiu, em 1971, no antológico show Rosa dos Ventos. Para quem viu a magia de Bethânia naquele palco, a lembrança emociona.
Em 50 anos de profissão são muitos os caminhos. As 1402 peças da mostra distribuídas em treze ambientes distintos espelham a religiosidade, a natureza, a poesia, a arte popular e a paixão por Santo Amaro da Purificação.

Na sala dedicada a Santo Amaro, terra natal de Bethânia, 22 mil saquinhos de água pendurados no texto formam um "céu de água", a presença da chuva pairando sobre as cabeças.
Objetos em argila, cerâmica, tecido, madeira, azulejos e fibras de bananeira, assinados por diversos artesãos brasileiros, compõem o variado painel. Tem imagem do Padre Cícero e de orixás. E a eles se somam obras inéditas, feitas especialmente para a exposição, como uma poltrona imitando a casa de  um joão-de-barro, dos Irmãos Campana ou as 50 pinturas de carcarás diferentes, de Roberto Tavares.

Sem falar no bonito retrato com a imagem de Bethânia em tela de Carlos Bracher ou da  onça talhada pelo amazonense José Alcântara, presentes que ela recebeu dos artistas plásticos há algum tempo. E ainda os entalhes em madeira feitos pela própria Bethânia e revelados ao público com exclusividade. Todos os espaços da mostra têm o teto coberto por saquinhos de água, uma idéia bastante original para falar de um elemento essencial na obra da artista.

A conhecida devoção ao poeta português Fernando Pessoa se faz presente nos muitos textos dele registrados nas paredes ou nas poesias encontradas nos tapetes e nos banners espalhados por todo o Paço Imperial. Alguns do lado de fora, no chão mesmo, ou pendurados nas janelas do imenso casarão em estilo colonial, construído no século XVIII, no centro do Rio. Acompanham Pessoa, nas paredes ou no chão, entre outros, a escritora conterrânea Inês Pedrosa e os autores brasileiros Manuel Bandeira, Clarice Lispector, Padre Antonio Vieira, Nélida Piñon, Renato Teixeira, Zélia Duncan e, como não poderia faltar, o mano Caetano.

                                                                     
                                                                    Dona Canô e Mabel Veloso

A festa se completa com quitutes e muitas das famosas receitas de Dona Canô, quem provou jamais esqueceu, podem ser fotografadas ou copiadas dos cartazes pendurados na sala, onde uma foto da matriarca dos Velloso, em raro momento, exibe os seus cabelos longos, como os da filha, e seu aconchegante sorriso. Perto dela, uma bela imagem de Nossa Senhora da Purificação, cedida pelo Padre Marcos Belisário, da Igreja de São Conrado, bairro em que Bethânia reside há mais de trinta anos. A mesma fé a acompanha e protege na vida, seja em Santo Amaro ou no Rio de Janeiro.

A exposição vai até o dia 13 de setembro, com entrada gratuita e uma programação paralela, sempre aos domingos, com filmes e saraus onde poderão ser curtidos músicos como Jorge Mautner, Pedro Sá, Egberto Gismonti e o sobrinho da grande homenageada, Moreno Veloso. Imperdível! 


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Traduzione di A.R.R.
Lidia Pena. Jornalista, carioca, trabalhou nos jornais Correio da Manhã, Última Hora e Tribuna da Imprensa; Rio Gráfica e Editora e Revista Senhor. Como assessora de imprensa, atuou em diversas campanhas políticas do Partido dos Trabalhadores (PT). Foi assessora de imprensa de quatro mandatos do vereador/deputado Chico Alencar. Assessorou a presidência do Instituto de Arquitetos do Brasil - IAB/RJ e a do Banco Nacional de Desenvolvimento Econômico e Social - BNDES. Autora do texto sobre o Círio de Nazaré (a maior festa religiosa do Brasil realizada anualmente em Belém do Pará) na “Enciclopédia da Brasilidade”, organizada pelo professor e economista Carlos Lessa, então presidente do Banco. Foi gerente de Comunicação da Real Grandeza - Fundação de Previdência e Assistência Social de Furnas Centrais Elétricas e Eletronuclear. Participou, em 2011, da equipe que elaborou o texto do livro sobre os 40 anos da Petros - Fundação Petrobras de Seguridade Social. Atualmente trabalha como redatora freelancer. E' uma das autoras do livro "Contos e Crônicas de Carnaval" (Ed. Myrrha), lançado no Espaço Telezoom, Rio de Janeiro, em 2014.