BOA SORTE: STORIE DI EMIGRANTI ITALIANI IN BRASILE. La Famiglia Mezzadri: tra la Colonia Cecilia e la Colonia Cantagalo nel Paranà. -Testo in italiano e in portoghese -
a cura di Andrea Lilli
La casa costruita da Libero Mezzadri nella Colonia Cantagalo Paranà-Brasile
TESTO IN ITALIANO   (Texto em portugûes)

Con mia grande sorpresa, sono stato invitato a scrivere la storia della mia famiglia in Brasile. Forse non sono la persona più adatta, perché non sono uno storico, tuttavia credo di poter comunque contribuire con alcuni racconti che ho ricevuto soprattutto oralmente.

Il mio bisnonno Carlo Mezzadri partì dall'Italia nell'ultimo decennio del XIX secolo. In Italia aveva partecipato all’esperimento anarchista ideato dal medico veterinario e agronomo Giovanni Rossi (1). Dopo la fine dell’esperimento italiano, Rossi venne in Brasile per fondare la colonia Cecilia, il suo nuovo esperimento anarco-socialista.

Il mio antenato Carlo si trovava ad affrontare la stessa situazione terribile sofferta da migliaia di contadini italiani. Certo, la completa mancanza di opportunità alimentava il sogno di una società più giusta ed egualitaria, in cui i propri figli non dovessero patire ogni sorta di privazioni. Le storie tramandate nella nostra famiglia testimoniano come in Italia la miseria delle famiglie fosse estrema, tanto che nei rigidi inverni del nord Italia i nostri antenati erano stati costretti a dividere le stalle con gli animali, per difendersi dal freddo.

Forse anche questo potrebbe spiegare il sentimento anticlericale alimentato da quegli immigrati, visto che in Italia vivevano come dipendenti di un vescovo locale. Di fronte a una tale situazione di miseria, la propaganda diffusa all’epoca, che subiva l'influenza del romanticismo, dipingeva un'America ricca, un Brasile abbondante e generoso di cibo e di opportunità di lavoro, fiumi di latte, un vero paradiso terrestre. Credo che non fu difficile incantare umili coloni con tale propaganda, soprattutto sullo sfondo di quegli ideali anarchici che predicavano una società libera dall'oppressione del capitale, egualitaria e giusta.

Mio bisnonno Carlo Mezzadri, sua moglie Domenica Ganazzoli e i loro figli Vittorio, Lavinia, Fermina, Anita e Libero Giusto arrivarono in Brasile per raggiungere la Colonia Cecilia, che nacque e si sviluppò vicino alla città di Palmeira, Stato di Paraná, nel sud del Brasile. Tuttavia, non parteciparono alla prima ondata delle famiglie colone, essendo giunti nella terra della Cecilia solo nell’anno 1895. In quel periodo il sogno della colonia era già svanito.

Rossi aveva appena abbandonato la colonia, e la comunità affrontava grandi difficoltà. Senza altra alternativa, e non potendo ritornare in Italia, i Mezzadri vissero alcuni anni nella Colonia Cecilia, condividendo il tanto lavoro e il poco pane.

In quell’epoca il Brasile era un Paese scosso dalla repubblica appena formata. Oltre alle foreste di pini, c’era l’ostacolo del pregiudizio di tante altre persone che erano giunte a colonizzare queste terre. E’ importante ricordare che la Cecilia era vicina alla Colonia Santa Barbara, fondata anni prima da immigrati polacchi, caratterizzati da una cultura religiosa profondamente radicata.

La prossimità con italiani anarchici e atei confinanti con le loro proprietà e che disprezzavano i concetti di una religione autoritaria, generò un forte attrito. Così forte era il pregiudizio, che agli anarchici morti nella Cecilia fu negata la sepoltura nel camposanto  della comunità di Santa Barbara, motivo per cui fu creato il "Cimitero dei Rinnegati."

La vita era molto difficile e, negli anni successivi, Carlo, sua moglie Domenica Ganazzoli ei loro figli vissero dei frutti della terra, sin quando nei primi anni del XX secolo, intorno all'anno 1903, Libero Giusto Mezzadri, il figlio più giovane del mio bisnonno Carlo, lasciò Cecilia diretto a San Paolo. Là imparò il mestiere di falegname, lavorando in cambio di vitto e alloggio, e nei fine settimana vendeva pedane in legno che costruiva col suo lavoro. In seguito lavorò anche nella costruzione della Igreja da Sé, la cattedrale della città di San Paolo.

Con i pochi soldi che guadagnò a San Paolo, tornò a Palmeira e acquistò terreni vicini alla Colonia Cecilia, più precisamente nella Colonia Cantagalo. Sul sito, inaugurò nel 1919 la sua abitazione e la sua attività economica, un mulino alimentato ad acqua e una segheria. Avendo raggiunto una posizione migliore, prese con sè suo padre Carlo, che visse i suoi ultimi giorni nella casa di Libero, il figlio più giovane.

Col passare degli anni, Libero mise in opera tutto il suo ingegno e spirito imprenditoriale, diversificando le sue attività economiche. Giunse a produrre e lavorare il lino. Riuscì pure a produrre energia elettrica attraverso lo sbarramento del piccolo fiume che attraversava la sua proprietà, fornendo energia per alimentare le sue macchine e regalando comfort alla sua famiglia in un’epoca in cui, anche in città, l'elettricità era una novità.

Tutta la sua produzione di cereali, legno e lino veniva trasportata dai battelli a vapore che passavano lungo il fiume Iguaçu, dal porto di União da Vitória fino alla città portuale di Porto Amazonas, vicino a Curitiba, capitale del Paraná.

Ampliò le sue proprietà, finché nella città di Lapa divenne proprietario di una vasta area di terreni rurali, dove i suoi figli svilupparono l’allevamento di bestiame. Morì nel 1964, padre di 7 figli e godendo di un’agiata situazione economica. I suoi figli, nipoti e pronipoti sparsi in tutto lo stato del Paraná, diventarono imprenditori, commercianti, medici, avvocati e alcuni anche politici, con il solo primogenito, Orlando, che rimase nella proprietà dei Cantagalo, dove morì nel 1992.

Attualmente la proprietà appartiene al nipote di Libero, figlio di Orlando e mio padre, l’avvocato Ari Rocha Mezzadri, che conserva il sito con le originali caratteristiche, fra cui il magazzino aperto nel 1919.
Il "Casale dei Mezzadri", come è noto, è un luogo soggetto a visite e studi, frequentato da tutti quelli che vogliono approfondire la storia degli anarchici e l'architettura degli immigrati, ed è stato oggetto di una monografia e di diversi articoli su periodici.

Nel corso degli anni, i Mezzadri si sono integrati nella comunità e paranaense e brasiliana. Orlando, figlio di Libero e nipote di Carlo, fu eletto consigliere comunale della città di Palmeira. Oltre ad Orlando, Acir Mezzadri, nipote di Libero e figlio di Aldino, fu eletto rappresentante dello stato del Paraná per due legislature, ed è stato anche deputato costituente nel 1989, con un gran numero di decreti approvati, battendosi fino ad oggi in cause di interesse sociale, essendo coordinatore generale del Forum Nazionale contro il pedaggio (Movimento che combatte l’imposizione dei pedaggi nelle strade brasiliane).

In particolare, è per me un grande onore discendere da uomini e donne che, anche di fronte a tante difficoltà, a tanta povertà, e soprattutto affrontando l’ignoto, hanno attraversato l'oceano in cerca dei propri ideali di libertà, giustizia e lavoro, sempre ispirati dall’onestà.
Vennero per “fare l’America”, e  l’hanno fatta davvero!
                                                                               
                                                                                          Carlos Eduardo Rocha Mezzadri


Carlos Eduardo Rocha Mezzadri, pronipote di Carlo e Domenica Mezzadri Ganazzoli, si è stabilito nella città di Palmeira ed è avvocato nello stato del Paraná. 
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(1)    L'11 novembre 1887, nel fienile del podere di Cittadella, l’agronomo anarchico Giovanni Rossi, insieme ai contadini che lavoravano nel podere, fondò l’Associazione Agricola Cooperativa di Cittadella in Comune di Stagno Lombardo, Cremona, per gestire i 120 ettari di campagna, oltre ad una ventina di case contadine, stalle e un piccolo asilo infantile, ceduti in affitto alla cooperativa dal proprietario, il filantropo mazziniano Giuseppe Mori. La colonia anarco-socialista di Cittadella durò tre anni, fino a novembre 1890.

(2)    Tra il 1890 e il 1894 si realizzò l'esperienza più importante della giovane storia del movimento  anarchico libertario brasiliano: l'ideazione, la nascita, lo sviluppo e poi il declino, nello Stato del Paranà, della comunità anarchica de La Cecilia. L'idea di costruire una comunità anarchica nacque ancora dalla tenacia e intraprendenza dell’italiano Giovanni Rossi.

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TEXTO EM PORTUGÛES   (Testo in italiano)

BOA SORTE: STORIE DI EMIGRANTI ITALIANI IN BRASILE,
com curadoria de Andrea Lilli

A HISTÓRIA DA FAMILIA MEZZADRI: ENTRE A COLÔNIA CECÍLIA E A COLÔNIA CANTAGALO NO PARANA'

di Carlos Eduardo Rocha Mezzadri 

Foi com grande surpresa que recebi o convite para escrever sobre a história de minha família aqui no Brasil. Talvez não seja a pessoa mais indicada, tão pouco a mais conhecedora da história, contudo, acredito poder contribuir com algumas informações as quais recebemos principalmente de maneira oral.

Meu tataravô Carlo deixou a Itália na última década do século XIX. Ainda na Itália participou da experiência anarquista idealizada pelo Veterinário Giovani Rossi. Após o malôgro da tentativa italiana de Rossi, o anarquista italiano veio para o Brasil a fim de fundar a Colônia Cecília, seu experimento social anarquista.

Meu antepassado Carlo enfrentava a mesma situação calamitosa de milhares de camponeses italianos. Certamente, a completa falta de oportunidades alimentou o sonho de uma sociedade mais justa e igualitária, na qual seus filhos não experimentassem toda a sorte de privações. As histórias contadas em nossa família dão conta de que na Itália a situação de miséria das famílias era extrema e que, no rigoroso inverno do norte da Itália, nossos antepassados eram obrigados a dividir estábulos com animais,  a fim de não sucumbirem ao frio.

Talvez, tal fato possa explicar o sentimento anti clerical alimentado pelos imigrantes, posto que, na Itália, viviam como empregados de um bispo da região.
Diante de tal quadro de misérias, a propaganda veiculada à época, a qual sofria influência do romantismo, pintava uma América rica, um Brasil farto de alimento e oportunidades de trabalho, rios de leite, um verdadeiro paraíso terrestre.

Acredito não ter sido difícil encantar colônos humildes com tal propaganda, principalmente tendo como pano de fundo os ideários anarquistas, que pregavam uma sociedade livre da opressão do capital, iguliatária e justa.

Carlo, sua esposa Domenica Ganazzoli e seus filhos Victorio, Lavignia, Fermina, Anita e Líbero Giusto vieram para o Brasil tendo como destino a Colônia Cecília, que desenvolveu-se no interior da Cidade de Palmeira, no Estado do Paraná, Sul do Brasil. Contudo, não participaram da primeira leva de famílias, tendo chegado às terras da Cecília apenas no ano de 1895. À esta época o sonho da Cecília já havia malogrado. Rossi já havia abandonado a Colônia e a coletividade enfrentava grandes dificuldades.

Sem opção, sem condições de retornar à Itália, “os Mezzadri” viveram alguns anos na Colônia Cecília, compartilhando o trabalho e dividindo o pouco pão. Encontraram um Brasil tumultuado pela recém criada república. Além da selva de araucárias, encontraram também o preconceito dos outros povos que para cá vieram colonizar estas terras. Importante mencionar que a Cecília era vizinha da colônia Santa Bárbara, fundada anos antes por imigrantes poloneses, os quais carregavam uma cultura religiosa extremamente arraigada.

A vizinhança com italianos anarquistas e ateus, que desprezavam os conceitos de uma religião autoritária certamente gerou atritos, confinando os anarquistas aos seus domínios. De tão forte o preconceito, aos anarquistas mortos na Cecília foi negado o sepultamento no cemitério da comunidade de Santa Bárbara, motivo de terem criado o “Cemitério dos Renegados”.

A vida continuou difícil e, nos anos seguintes, Carlo, sua esposa Domênica  Ganazzoli e seus filhos viveram do cultivo da terra, sendo que no início do século XX, por volta do ano de 1903, Líbero Giusto Mezzadri, filho mais novo de Carlo, meu bisavô, deixou a Cecília rumo a São Paulo. Lá, aprendeu o ofício de carpinteiro, trabalhava em troca da moradia e alimentação e, aos fins de semana, vendia peões de madeira, que construía em seu trabalho. Posteriormente trabalhou também na construção da Igreja da Sé, na Cidade de São Paulo.

Com o pouco dinheiro que ganhou em São Paulo, voltou à Palmeira e adquiriu terras próximas à Colônia Cecília, mais especificamente na Colônia de Cantagalo. No local, inaugurou no ano de 1919 sua casa e seu comércio, seu moinho movido à água e sua serraria. Possuidor de melhores condições, abrigou seu pai Carlo, que já viúvo terminou seus dias na casa de Lìbero, seu filho mais novo.

Com o passar dos anos Líbero deus asas a toda sua engenhosidade e empreendedorismo, diversificando suas atividades econômicas. Chegou a produzir e pré industrializar o linho. Chegou também a produzir energia elétrica, através do represamento do pequeno rio que atravessava sua propriedade, proporcionando energia para movimentar suas máquinas e proporcionar conforto à sua família, numa época em que, até nas cidades, energia elétrica era novidade.

Toda sua produção de cereais, madeiras e linho era exportada pelos vapores que trafegavam pelo Rio Iguaçu, desde o porto de União da Vitória até o porto da Cidade de Porto Amazonas, próximo à Curitiba, Capital do Paraná. Ampliou suas propriedades, sendo que na Cidade da Lapa tornou-se proprietário de extensa área de terras rurais, na qual seus filhos desenvolveram a pecuária de corte.

Faleceu no ano de 1964, pai de 7 filhos e possuidor de confortável situação econômica.  Seus filhos, netos e bisnetos espalharam-se pelo estado do Paraná, tornando-se empresários, comerciantes, médicos, advogados e até alguns políticos, sendo que apenas seu primogênito, Orlando, permaneceu na propriedade de Cantagalo, onde faleceu no ano de 1992. Atualmente, a propriedade pertence ao neto de Líbero, meu pai e filho de Orlando, o advogado Ari Rocha Mezzadri, que conserva o local com as características originais, inclusive o armazém inaugurado em 1919.

O “Casarão dos Mezzadri”, como é conhecido, é local de visitação e estudos de todos aqueles que buscam conhecer melhor a história dos anarquistas e a arquitetura dos imigrantes, tendo sido motivo de monografia e diversas matérias jornalísticas.

Com o passar dos anos, os “Mezzadri” integraram-se à Comunidade Paranaense e Brasileira. Orlando, filho de Líbero e neto de Carlo, elegeu-se vereador na Cidade de Palmeira. Além de Orlando, Acir Mezzadri, neto de Líbero e filho de Aldino, elegeu-se deputado estadual, no Paraná, por duas legislaturas, tendo sido inclusive deputado constituinte no ano de 1989, com grande número de emendas aprovadas, atuando até hoje em causas de interesse social, sendo coordenador geral do Fórum Nacional contra o Pedágio. (Movimento que combate a criação de pedágios nas estradas brasileiras).

Particularmente, é uma honra muito grande descender de homens e mulheres que mesmo diante de tantas dificuldades, miséria e, principalmente do desconhecido, atravessaram o oceano em busca de seus ideais de liberdade, de justiça e de trabalho, sempre comprometidos com a honestidade.
Vieram para “fazer a América”, de fato, fizeram-na!
                                                                                                 Carlos Eudardo Rocha Mezzadri
 
 
Carlos Eduardo Rocha Mezzadri é advogado no Estado do Paraná, estabelecido na Cidade de Palmeira, trineto de Carlo Mezzadri e Domenica Ganazzoli.
 

Andrea Lilli. Bibliotecario-archivista e documentalista, lavora nella Sovraintendenza ai Beni Culturali del Comune di Roma.