SPECIALE VEVE' CALASANS. Per ricordare un grande amico e artista TESTO IN ITALIANO E PORTOGHESE
Roberto Sant'Ana
Vevè Calasans Foto di Mauricio Almeida
Testo in italiano Texto em portugues

Ieri sono andato a dormire tardi. Ho rilasciato un’intervista alla PUC di São Paulo (Pontificia Università Cattolica n.d.t) parlando di  un’epoca molto ricca della mia vita, nella città in cui abitavo: Salvador. Era l’epoca in cui Caetano Veloso ancora non era conosciuto. E per descrivere quell’epoca ho dovuto parlare di alcuni amici e colleghi come Gal Costa, Maria Bethania, Djalma Correa, Perna Frões, Gilberto Gil e Tom Zé. Ho rivissuto buoni e incredibili ricordi. Legati pure a coloro che già se ne sono andati come Fernando Lona, Lindemberg Cardoso e Alcivando Luz. Non dimenticherò mai il grande Maestro João Augusto Azevedo, Olga Maimone e Othon Bastos. E il Teatro Vila Velha pieno di creatori e creazioni.
Mi sveglio oggi, sabato 28 aprile, e ricevo una notizia che mi attraversa come un pugnale (lingua de tatu) usato dalla banda di Lampião.
Sanguinerò fino alla mia partenza, a causa della perdita di oggi. Ho appena perso un amico. Più di 40 anni di ammirazione, condivisione, fratellanza, litigi, riappacificazioni, viaggi. E tutto ciò era cucito dalla magia della musica. Se n’è andato nel piano superiore un talento, un carattere, lasciando questa povera Bahia ancora più povera.
Se n’è andato lasciandoci, al 45° minuto del secondo tempo, una bimba di un anno di età di nome Sophia, una principessina. Oltre ad una nostalgia insopportabile.
Non ci saranno più quelle chiacchierate nella veranda di Itapoan senza orario fissato per terminarle. Non riderò più in modo scandaloso con le sue battute. Non mangerò più le cose che cucinava. Specie i piatti inventati a Rio de Janeiro nei periodi di ristrettezza – “SEMI DI POLLO”. Questa ricetta non l’ha lasciata a nessuno. Se l’è portata con sé.
Convoco gli amici sinceri e veri di VEVE’ CALASANS affinché perpetuino nel tempo la sua immagine e le sue canzoni. Sfido gli interpreti di questa terra a ricordarsi sempre della varietà di canzoni composte, create, elaborate da questo grande artista.
Amico Vevé, ti posso solo dire che il poco tempo che rimarrò ancora qui ti conserverò nei migliori luoghi del mio ricordo. Ricorderò sempre i 7 anni durante i quali abbiamo condiviso l’appartamento di São Conrado a Rio de Janeiro. E tutte le volte che andrò a Rio e passerò a São Conrado farò un gesto di saluto a quella casa.
Vai in pace, e che gli amici illuminati ti conducano in questo nuovo piano. Salutaci Dona Darci, il Maggiore e Zeco.  
CIAO FRATELLO MIO!
 
 
Texto em portugues Testo in italiano
Ontem fui dormir tarde. Passei um bom tempo dando uma entrevista para a PUC de São Paulo sobre uma época muita rica na minha vida e na cidade que eu morava - Salvador. Era a época de Caetano Veloso ainda sem a fama. E prá falar desta época do Caetano tive que falar de alguns amigos e parceiros como Gal, Bethânia, Djalma Correa, Perna Fróes, Gilberto Gil e Tom Zé. Revivi boas e inusitadas lembrancas. Até mesmo daqueles que já se foram como Fernando Lona, Lindemberg Cardoso e Alcivando Luz. Jamais esqueceria do grande Mestre João Augusto Azevedo, Olga Maimone e Othon Bastos. Daquele Teatro Vila Velha prenho de criadores e criacões.
Acordo hoje, dia 28/04, e recebo uma notícia que penetra mais fundo que um punhal lingua de tatu usado pelo bando de Lampião.
Sangrarei até a minha partida com a perda hoje sofrida. Acabo de perder um amigo com mais de 40 anos de admiracão, companheirismo, fraternidade, brigas, pazes, viagens e tudo isso sendo costurado pela magia da música.
Viajou para o andar de cima de que tanto falo mais um talento, mais um caráter,
deixando esta pobre Bahia mais pobre ainda.
Ele se foi mas deixou-nos, aos 45 minutos do segundo tempo, sua filha de 1 ano
chamada Sophia, uma princesa. Além de uma saudade insuportável.
Não terei mais aquele papo na varanda de Itapoan sem hora marcada para acabar. Não darei mais aquelas risadas escandalosas com suas tiradas. Não comerei mais da sua cozinha. Especialmente os pratos inventados no Rio de Janeiro no período da dureza - "SEMENTE DE FRANGO". Essa receita ele não passou prá ninguém. Levou com ele.
Convoco os verdadeiros amigos de VEVÉ CALASANS para perpetuarem a sua imagem e as suas cancões. Desafio os intérpretes desta terra a relembrarem sempre do cancioneiro composto, criado, elaborado por este grande artista.
Amigo Vevé, só posso dizer que o pouco tempo que aqui ficarei o guardarei nos melhores lugares da minha lembranca. Recordarei sempre os 7 anos que dividimos o apartamento de São Conrado no Rio de Janeiro. E toda vez que for ao Rio e passar por São Conrado farei um gesto de adeus para aquele apartamento.
Siga em paz e que os amigos iluminados te conduzam neste novo plano. Mande lembrancas para D. Darci, para o Major e pro Zeco.
ADEUS MEU IRMÃO!
 
Roberto Sant’Ana. E’ nato a Irarà (Bahia) il 19 aprile 1943. Irarà si trova nella regione della caatinga ove si produce tabacco, farina, prodotti caprini e sisal. Dista 128 km dalla capitale. E’ nato in una famiglia divisa politicamente. I suoi genitori erano democratici e tutta la famiglia militava nel vecchio Partito Comunista Brasiliano. Nel 1964, nel golpe militare di destra, vennero imprigionati vari membri della famiglia. Cominciò a fare teatro nel Centro Popolare di Cultura dell’Unione nazionale degli Studenti. Poi frequentò la Scuola di Teatro dell’Università Federale di Bahia. Si laureò in interpretazione, direzione e illuminazione. Il golpe arrivò proprio mentre frequentava il corso di Storia del Teatro e, con la dittatura, venne espulso dall’Università. Si era esattamente nell’epoca di transizione musicale in Brasile: infatti iniziava la Bossa Nova e João Gilberto, baiano anche lui, richiamava l’attenzione di tutto il Brasile. E con questa nuova leva arrivarono Nara Leão, Tom Jobim, Vinicius de Moraaes, Carlos Lyra, Aloisio de Oliveira, Os Cariocas, Sérgio Ricardo, Johnny Alf, Roberto Menescal, Ronaldo Boscoli e altri. A quell’epoca Roberto si unisce ad un gruppo di musicisti insieme al cugino Tom Zé. Formò un gruppo dal nome “Nós por Exemplo” con la partecipazione di Maria Bethania, Gal Costa, Gilberto Gil, Caetano Veloso, Djalma Correa, Fernando Lona, Alcivando Luz, Perna Froes, il cineasta Orlando Senna, l’artista plastico Emanoel Araujo, l’attrice Maria Muniz e il poeta Carlos Falque. Stava per debuttare il nuovo Teatro Vila Velha dove Sant’Ana era attore. La piéce non era ancora pronta e il direttore João Augusto Azevedo gli propose di inaugurare il teatro con uno show di questo gruppo. Così Sant'Ana si mise al lavoro. Venne scritta la sceneggiatura, diresse lo spettacolo e si occupò anche della direzione delle luci. Così debuttarono sul palco del nuovo teatro Vila Velha. Subito dopo Nara Leão si ammalò e indicò Maria Bethania per sostituirla nello show del teatro di Arena “Opinião” insieme a João do Vale e Zé Keti. Il primo era rappresentante della musica del nordest del paese e il secondo rappresentante del samba delle favelas di Rio de Janeiro. Nel 1969 giunse alla Polygram come produttore di dischi e lanciò Alcione, Emílio Santiago, Quinteto Violado, Fafà de Belém, Kleiton e Kledir e tanti altri. Fu direttore dell’etichetta Philips per 12 anni. Produsse dischi importanti per la cultura poetico/musicale brasiliana. Basta ricordare due doppi album: quello del poeta Vinicius de Moraes, Carlos Drummond de Andrade e Mario Quintana. Roberto Sant’Ana oggi si dedica alla scrittura di sceneggiatura di cinema documentale, spettacoli e progetti di sviluppo culturale dell’interno del Brasile. Attualmente vive a Salvador.