Molti ricordano che durante l’infanzia i genitori, a volte, ci dicevano: “Non dire bugie, altrimenti ti crescerà il naso e diventerà come quello di Pinocchio”. Anche questo è un modo di educare ai sani principi e avviene attraverso il personaggio di una delle favole più famose di tutti i tempi: “Pinocchio” di Carlo Collodi.
Nell’anno 2026 ricorre il bicentenario della nascita di colui che è uno dei più grandi scrittori italiani: Carlo Lorenzini, in arte Carlo Collodi. Nato a Firenze il 24 novembre 1926 da una famiglia poverissima, fu impiegato della Prefettura e giornalista teatrale e umoristico. In gioventù aveva letto l’Odissea, Gli uccelli di Aristofane, I viaggi di Gulliver, insomma quei libri con l’aiuto dei quali quali è possibile scrivere qualsiasi racconto fantasioso.
Il suo primo libro “I misteri di Firenze” del 1857 è una penosa imitazione dei “Misteri di Parigi” di Sue, ma con i livri seguenti “Giannettino” e “Minuzzolo” troviamo le anticipazioni di quella che sarà la sua opera più geniale e cioè “Pinocchio” che si colloca tra i tre romanzi più importanti dell’800 dopo “I Promessi sposi” e “Le operette morali”.
Fu pubblicato a puntate sul “Giornale dei bambini” dal 7 luglio al 27 ottobre 1881. Collodi intendeva comporre una antifiaba. “C’era una volta….”un re” diranno i miei piccoli lettori, “no ragazzi avete sbagliato. C’era una volta un pezzo di legno”…. Tutto il regno delle fiabe è stato capovolto: il luogo dove si svolge la storia non è un castello, ma la Toscana agricola gremita di vecchi bizzosi e carabinieri che cacciano gli innocenti in prigione.
Il protagonista non è un re, ma un pezzo di legno, non è il principe buono, ma un burattino-ragazzo disobbediente, un ragazzaccio, ma anche ingenuo e credulone, tenero alla ricerca spasmodica di un affetto materno che insegue nella fata turchina. Il burattino vive mille peripezie che lo vedono bugiardo col naso che cresce a dismisura, credulone e pigro, amante solo del godimento dei giochi e del guadagno facile, credulone fino a diventare un vero somaro nel Paese dei Balocchi.
Diventerà finalmente un essere umano, un ragazzino in carne ed ossa quando sta per perdere anche il padre Geppetto e, finalmente, riconoscerà che la vita reale è fatta di impegni e non solo di divertimenti, l’impegno, la scuola, e i valori che cercavano di infondergli il padre Geppetto e la madre Fata. Quando Pinocchio diventerà un ragazzo, la fata scomparirà, non diventerà la madre terrena, e qui terminerà la fiaba, la fantasia per ritornare alla realtà: il lavoro, la scuola e…”un burattino morto con le gambe incrocicchiate e ripiegate a mezzo”.

Questa fiaba ha educato e continua a educare molte generazioni e ne riconoscono gli insegnamenti migliaia di bambini italiani e non solo. Infatti Pinocchio è diventato universale, è stato tradotto in tante lingue e rappresentato in molti paesi, anche se non sempre in altri Paesi (vedi la favola rappresentata dalla Disney come cartone animato), si è sottolineato il suo scopo educativo.
I valori artistici ed umani, e soprattutto il suo amatissimo protagonista Pinocchio, rendono quest’opera uno strumento straordinariamente efficace per sensibilizzare bambini e adulti ai temi più diversi, suscitando entusiasmo e atteggiamento positivo verso le proposte educative e ricreative di qualità.

Pinocchio e la Fata di Emilio Gadda- Fondazione Collodi
Nella ridente Collodi, borgo medievale risalente al XII secolo, oggi frazione di Pescia, a metà strada tra Lucca e Pistoia, in Toscana, è possibile visitare la Fondazione Nazionale Carlo Collodi, un ente non profit, riconosciuto con Decreto del Presidente della Repubblica n. 1313 del 18 luglio 1962, che si dedica a promuovere la cultura dei bambini e per i bambini, partendo proprio dal capolavoro letterario Le Avventure di Pinocchio.
L'idea di celebrare a Collodi il famoso burattino venne al prof. Rolando Anzilotti e al Comitato per il Monumento a Pinocchio che fecero appello al mondo dell’arte. Ottantaquattro scultori risposero, presentando i loro bozzetti al concorso nazionale bandito per la realizzazione del monumento: nel 1956 la vittoria andò a Emilio Greco per Pinocchio e la Fata e a Venturino Venturi per la Piazzetta dei Mosaici (arch. Renato Baldi e Lionello De Luigi).
La Fondazione Nazionale Collodi ha scelto di continuare a lavorare nel campo della cultura e del turismo culturale: è possibile visitare il Parco di Pinocchio, un prezioso esempio di creazione collettiva di artisti di grande personalità, un luogo in cui si ha la sensazione di ripercorrere una fiaba vivente e stando a contatto con l'arte e la natura.
Si può anche visitare il MIP-Museo Interattivo di Pinocchio, collocato all’inizio del percorso del Parco di Pinocchio. Nel Museo si ripercorrono i luoghi salienti delle Avventure (la bottega di Geppetto, il bosco vicino al quale viveva la Fata turchina, il Campo dei Miracoli, la pancia del pescecane) attraverso la multimedialità, l’interattività e il gioco, che trasportano i bambini in un ambiente fantastico e divertente.
E poi si può visitare la Casa delle Farfalle e lo storico Giardino Garzoni, un monumento verde unico in Europa, nato all’epoca dei giardini delle Ville Lucchesi, nel quale si trovano ispirazioni nate da giardini come quello della Reggia di Caserta o di Wihlelmshohe a Kassel. Inoltre, a Villa Arcangeli è conservata la Biblioteca Collodiana.
Dal 1990 la Fondazione Collodi è inserita ininterrottamente nella Tabella delle Istituzioni Culturali d’interesse Nazionale istituita dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali. La Fondazione è inserita anche nella Tabella delle Istituzioni Culturali di rilievo regionale della Regione Toscana.
Per festeggiare degnamente lo scrittore di piccini e grandi, il Ministero della Cultura ha istituito il Comitato Nazionale per le celebrazioni del bicentenario della nascita di Carlo Collodi, su proposta della Fondazione Nazionale Carlo Collodi. Percià, mostre, seminari, conferenze, concorsi scolastici ecc. animeranno l’anno 2026 e si protrarranno fino al 2027.
PER VISITARE IL PARCO DI PINOCCHIO : http://www.pinocchio.it
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Bicentenário de Carlo Collodi, autor de "As aventuras de Pinóquio"
por
Antonella Rita Roscilli
Muitos se lembram de que, na infância, os pais às vezes nos diziam: "Não minta, ou seu nariz vai crescer como o do Pinóquio". Essa também é uma forma de incutir bons princípios, e isso acontece por meio do personagem de um dos contos mais famosos de todos os tempos: "Pinóquio", de Carlo Collodi.
O ano de 2026 marca o bicentenário do nascimento de um dos maiores escritores italianos: Carlo Lorenzini, também conhecido como Carlo Collodi. Nascido em Florença em 24 de novembro de 1926, em uma família muito pobre, foi funcionário da prefeitura e jornalista de teatro e humor. Havia lido a Odisseia, As Aves, de Aristófanes, As Viagens de Gulliver — ou seja, aquelas obras com a ajuda das quais pode depois ser escrito qualquer conto imaginativo.
Seu primeiro livro, "Os Mistérios de Florença", de 1857, é uma lamentável imitação de "Os Mistérios de Paris", de Sue, mas seus livros subsequentes, "Giannettino" e "Minuzzolo", prenunciam o que se tornaria sua obra mais brilhante: "Pinóquio", que figura entre os três romances mais importantes do século XIX, depois de "I Promessi sposi"de Alessandro Manzoni e "Le operette morali" de Giacomo Leopardi.
Foi publicado em fascículos no "Giornale dei bambini" de 7 de julho a 27 de outubro de 1881. Collodi pretendia compor um conto de fadas anti-fantasma. "Era uma vez..." um rei", dirão meus jovens leitores, "não, crianças, vocês estão enganados." Era uma vez um pedaço de madeira... O reino dos contos de fadas foi virado de cabeça para baixo: o lugar onde a história se passa não é um castelo, mas a zona rural da Toscana, repleta de velhos caprichosos e policiais que jogam inocentes na prisão.
O protagonista não é um rei, mas um pedaço de madeira; não é o bom príncipe, mas um boneco desobediente, um menino travesso, mas também ingênuo e crédulo, terno em sua busca frenética por um afeto materno que ele persegue na Fada Azul. O marionete vive mil aventuras que o transformam em um mentiroso com um nariz desproporcional, crédulo e preguiçoso, amando apenas a diversão dos jogos e dinheiro fácil, crédulo a ponto de se tornar um verdadeiro animal, um verdadeiro animal, um burro na Terra dos Brinquedos.
Ele finalmente se tornará um ser humano, um menino de verdade, quando estiver prestes a perder seu pai, Gepeto, e, finalmente, reconhecerá que a vida real é feita de compromissos e não apenas de diversão, compromissos, escola e os valores que seu pai, Gepeto, e sua mãe, o Fada, tentaram incutir nele. Quando Pinóquio crescer, a Fada desaparecerá; ela não será mais sua mãe terrena, e aqui o conto de fadas terminará, a fantasia retornando à realidade: trabalho, escola e... "um marionete morto com as pernas cruzadas e dobradas ao meio".
Este conto de fadas educou e continua educando muitas gerações, e seus ensinamentos são reconhecidos por milhares de crianças na Itália e em outros países. De fato, Pinóquio tornou-se universal, traduzido para muitos idiomas e representado em muitos países, embora nem sempre em outros países (vejam, por exemplo, o conto adaptado pela Disney como desenho animado), seu propósito educativo tenha sido enfatizado.
Os valores artísticos e humanos, e acima de tudo seu amado protagonista, Pinóquio, fazem desta obra uma ferramenta extraordinariamente eficaz para conscientizar crianças e adultos sobre uma ampla gama de tópicos, inspirando entusiasmo e uma atitude positiva em relação a atividades educativas e recreativas de qualidade.

Pinocchio e la Fata di Emilio Gadda. Fondazione Collodi. Italia
Na encantadora Collodi, uma vila medieval que remonta ao século XII, agora um distrito da cidade de Pescia, a meio caminho entre Lucca e Pistoia, na Toscana, se pode visitar a Fundação Nacional Collodi, uma organização sem fins lucrativos, reconhecida pelo Decreto Presidencial nº 1313 de 18 de julho de 1962, que se dedica à promoção da cultura por e para crianças, a começar pela obra-prima literária As Aventuras de Pinóquio.
A ideia de celebrar o famoso marionete em Collodi partiu do Professor Rolando Anzilotti e do Comitê para o Monumento a Pinóquio, que fizeram um apelo ao mundo da arte. Oitenta e quatro escultores responderam, submetendo seus esboços ao concurso nacional anunciado para o monumento. Em 1956, os vencedores foram Emilio Greco, com Pinóquio e a Fada, e Venturino Venturi, com a Piazzetta dei Mosaici (arquitetos Renato Baldi e Lionello De Luigi).
A Fundação Nacional Collodi optou por continuar seu trabalho na área da cultura e do turismo cultural: hoje é possível visitar o Parque Pinóquio, um precioso exemplo da criação coletiva de artistas de grande personalidade, um lugar onde você se sente como se estivesse revivendo um conto de fadas, imerso na arte e na natureza.
Também se pode visitar o Museu Interativo MIP-Pinóquio, localizado no início da trilha do Parque Pinóquio. O museu recria os principais locais das Aventuras (a oficina de Gepeto, a floresta perto da qual morava a Fada Azul, o Campo dos Milagres, a Barriga do Tubarão) por meio de multimídia, interatividade e jogos, transportando as crianças para um ambiente fantástico e divertido.
E depois se pode visitar a Casa do As borboletas e o histórico Jardim Garzoni, um monumento verde único na Europa, que remonta à época dos jardins das Vilas de Lucca, e inspiram-se em jardins como o Palácio Real de Caserta e Wilhelmshöhe em Kassel. A Villa Arcangeli abriga a Biblioteca Collodi.
Desde 1990, a Fundação Collodi está incluída na lista de Instituições Culturais de Interesse Nacional, estabelecida pelo Ministério do Patrimônio e Atividades Culturais. A Fundação também está incluída na lista de Instituições Culturais de Importância Regional da Região da Toscana.
Para homenagear o escritor de crianças e adultos, o Ministério da Cultura criou o Comitê Nacional para as comemorações do bicentenário do nascimento de Carlo Collodi, por sugestão da Fundação Nacional Carlo Collodi. Assim, exposições, seminários, conferências, concursos escolares e outras atividades animarão este ano de 2026 e continuarão até 2027.
Traduzione in portoghese: A.R.R.
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