Franco Fontana: il "pioniere" della relazioni musicali Brasile / Italia
Giovanni Guaccero
TESTO IN ITALIANO   (Texto em português)

Se esistesse un “pantheon” dei personaggi che per primi hanno contribuito a diffondere la cultura brasiliana in Italia, e verso i quali – noi che come ragione di vita abbiamo la divulgazione della musica del Brasile – dovremmo essere tutti debitori, un posto di rilievo dovrebbe averlo sicuramente Franco Fontana, scomparso il mese scorso all’età di 91 anni. 

Al pari di personaggi come Giuseppe UngarettiSergio BardottiGianni AmicoSergio EndrigoOrnella VanoniGianni Minà, alcuni studiosi, traduttori, giornalisti e artisti, Fontana è stato di fondamentale importanza per aver fatto conoscere in Italia i principali esponenti della “música popular brasileira” (Antonio Carlos JobimVinicius de MoraesToquinhoBaden PowellChico BuarqueCaetano VelosoGilberto GilGal CostaMaria BethaniaElis ReginaJorge BenElza Soares e molti altri), presentati quasi tutti per la prima volta in Italia nell’ambito dei mitici “Lunedì del Sistina”, serie di concerti che, dal 1969 al 1979, hanno segnato la storia del rapporto tra Brasile e Italia e non solo. 

In qualche modo posso dire di aver “sfiorato” quei concerti: ricordo ancora da bambino la pubblicità su Il Messaggero del concerto del 1978 con Vinicius de Moraes, Antonio Carlos Jobim, Toquinho e Miúcha al quale non potei andare, tappa romana dell’eccezionale tour organizzato da Fontana in Europa con questi quattro grandi della MPB (ai quali all’Olympia di Parigi si aggiunse Baden Powell). E sempre nel 1978 la RAI trasmise in estate delle straordinarie trasmissioni, curate da Sergio Bardotti con la regia di Eros Macchi, dove le riprese dei concerti al Sistina, svoltisi tra ’75 e ’77, si alternavano a interviste agli stessi artisti e ad esperti del settore: così potei vedere in tv (registrando l’audio) i concerti di Chico Buarque e MPB4, Caetano Veloso e Gal Costa, Jorge Ben, Gilberto Gil, Maria Bethania.

Nel Radiocorriere TV del luglio ‘78 venivano annunciate queste trasmissioni (alcune andate in onda, altre no) delle quali si è persa purtroppo traccia, se non attraverso una testimonianza indiretta, avendo Gianni Minà inserito un brano del concerto di Chico Buarque nella sua trasmissione “Blitz” del 1982.
Molto del materiale di quel periodo si può rivedere collegandosi al sito della Fondazione Gianni Minàhttps://www.giannimina.it/fondazione 

In realtà l’attività organizzativa di Fontana è ripresa negli anni seguenti, a partire dello straordinario concerto di Baden Powell al Sistina del 1981 a cui potei assistere pochi mesi dopo la morte di Vinicius, passando per i vari concerti di Toquinho (incluso lo spettacolo di grande successo “Cantabrasil” del 1984), fino al concerto di Antonio Carlos Jobim che nel 1984 vidi al Teatro Olimpico, proseguendo poi con lo spettacolo “Oba oba” che girò il mondo.

Franco Fontana, nato a Napoli nel 1934, si trasferì a Genova lavorando come assicuratore, e stringendo amicizie con i giovani Paolo Villaggio e Fabrizio De André. Ma fu Vittorio Gassman nel 1966 a convincerlo a trasferirsi a Roma per iniziare la carriera di manager nel mondo dello spettacolo. Sempre Gassman lo propose come amministratore ad Anna Magnani, per la quale Fontana produsse lo spettacolo “La lupa” da Giovanni Verga, per la regia di Franco Zeffirelli, portato a Londra nel 1969. Fondamentale fu poi l’incontro con i commediografi Garinei e Giovannini, i quali, direttori artistici del Teatro Sistina di Roma, gli proposero di organizzare dei concerti il lunedì, giorno di riposo del teatro.

Così, il 27 ottobre del 1969 con il concerto di Miles Davis ebbero inizio i “Lunedì del Sistina”, che videro non solo la partecipazione degli artisti brasiliani, ma anche tanti grandi del jazz e della canzone internazionale, tra i quali Dizzy GillespieNina SimoneOscar PetersonElla FitzgeraldRay CharlesCount BasieStan GetzCharlie MingusThelonious MonkCharles AznavourGilbert BecaudJuliette GrecoMiriam MakebaMikis TheodorakisAmalia RodriguesJoan BaezRavi Shankar e molti altri.

Ma il Brasile, tra viaggi e amori, rimase sempre nel cuore di Fontana e così nel 1984 rilevò dal presentatore e impresario brasiliano di origini italiane Osvaldo Sargentelli il “marchio” Oba oba, prima nome di uno show da locale a Rio de Janeiro, poi, nelle mani di Fontana, vero e proprio spettacolo teatrale di rivista – non solo di “samba e mulatte”, ma esteso ad altri aspetti della cultura brasiliana – che girò tutto il mondo (Europa, Stati Uniti, Canada, Australia, Nuova Zelanda), diventando un grande successo internazionale.

Diversi sono i riconoscimenti che Fontana ha avuto in Italia, ma forse quello a cui ha tenuto di più è stato quello ricevuto dal Brasile nel 2004, quando fu insignito dell’Ordem do Mérito Cultural ricevendo – proprio dal Presidente Lula e dall’allora ministro della cultura Gilberto Gil – la Medaglia d’Oro per il rilevante contributo alla diffusione della Cultura Brasiliana nel mondo.
Negli ultimi anni Franco Fontana ha portato avanti una vita molto ritirata, ma un documento molto bello relativamente recente è l’intervista fatta da Pietro Scaramuzzo, pubblicata sul portale Nabocadopovo nel 2018 (https://www.youtube.com/watch?v=xOoCiJ44QVUhttps://youtu.be/S59zQZQSmT4), in cui Fontana racconta la sua vita e il suo straordinario percorso di impresario.

Emerge da lì il quadro di uomo appassionato che ha svolto un ruolo di “pioniere” nella relazione musicale tra Brasile e Italia, ruolo riconosciutogli dagli stessi artisti brasiliani, alcuni dei quali – come Caetano VelosoGal CostaMaria BethaniaGilberto Gil – furono portati per la prima volta in Italia quando qui erano ancora quasi totalmente sconosciuti. Nel racconto emerge anche il profondo rapporto umano che Fontana riusciva a creare con quei musicisti, accolti come amici qui in Italia, ricambiato da un sincero affetto, in particolare da JobimViniciusToquinhoChico Buarque, legando la sua presenza anche a momenti significativi della loro vita (ad esempio racconta Fontana che fu lui stesso a far conoscere a Vinicius la sua ultima moglie, Gilda Mattoso), in un epoca in cui il rapporto con gli artisti per un impresario era molto più diretto e confidenziale di quanto non lo sia oggi.

Siamo tutti grati a Franco Fontana per il contributo fondamentale che ha dato per un tipo di divulgazione della musica brasiliana in Italia che non fosse mediato solamente dalla diffusione di matrice statunitense: senza il lavoro e il coraggio di Fontana qui da noi non si sarebbero potute gettare le basi di una conoscenza approfondita della MPB come quella che c’è oggi, e sicuramente sarebbe stato molto più difficile svolgere il nostro ruolo di studiosi e divulgatori appassionati di quella straordinaria musica che ancora ci incanta.


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TEXTO EM PORTUGUÊS   (Testo in italiano)

Franco Fontana, pioneiro das relações musicais entre Brasil e Itália
por
Giovanni Guaccero


                                                           

                                                                 


 
Se existisse um panteão de figuras que contribuíram inicialmente para a difusão da cultura brasileira na Itália, e a quem nós — cuja razão de ser é a disseminação da música brasileira — deveríamos ser gratos, Franco Fontana, falecido no mês de março aos 91 anos de idade, certamente ocuparia um lugar de destaque.

Assim como figuras quais Giuseppe Ungaretti, Sergio Bardotti, Gianni Amico, Sergio Endrigo, Ornella Vanoni, Gianni Minà e diversos acadêmicos, tradutores, jornalistas e artistas, Fontana desempenhou um papel fundamental na apresentação dos principais expoentes da "música popular brasileira" (Antonio Carlos Jobim, Vinicius de Moraes, Toquinho, Baden Powell, Chico Buarque, Caetano Veloso, Gilberto Gil, Gal Costa, Maria Bethania, Elis Regina, Jorge Ben, Elza Soares e muitos outros) na Itália. Quase todos esses artistas foram apresentados pela primeira vez na Itália como parte das lendárias "Lunedì del Sistina", uma série de shows que, de 1969 a 1979, marcou a história da relação entre o Brasil e a Itália.
 
De certa forma, posso afirmar que eu "vivi” esses shows: ainda me lembro, quando era criança, no jornal italiano Il Messaggero, o
 anúncio para o show de 1978 com Vinicius de Moraes, Antonio Carlos Jobim, Toquinho e Miúcha, ao qual não pude assistir. Fazia parte da excepcional turnê européia de Fontana com esses quatro grandes nomes da MPB (que se juntaram a Baden Powell no Olympia, em Paris). E também em 1978, a nossa emissão publica Rai-Radiotelevisione italiana transmitiu, durante o verão, alguns programas extraordinários, com curadoria de Sergio Bardotti e direção de Eros Macchi. Neles, imagens dos shows no Teatro Sistina, realizados entre 1975 e 1977, se alternavam com entrevistas realizadas com os próprios artistas e com especialistas da área. Pude assim assistir na TV (gravando o áudio) os shows de Chico Buarque e MPB4, Caetano Veloso e Gal Costa, Jorge Ben, Gilberto Gil e Maria Bethania.

Esses programas foram anunciadas no  Radiocorriere TV[1] em julho de 1978. Infelizmente, todo o rastro delas se perdeu, exceto por testemunhos indiretos, como o de Gianni Minà, que incluiu um trecho do concerto de Chico Buarque em sua transmissão de 1982 com titulo "Blitz", agora disponível online.
Muito do material daquela época se pode assistir através do site da Fondazione Gianni Minà: https://www.giannimina.it/fondazione

Na realidade, Fontana retomou sua atividade organizacional nos anos seguintes, começando com o extraordinário concerto de Baden Powell no Teatro Sistina em 1981, ao qual assisti alguns meses após a morte de Vinicius, e continuando com os vários concertos de Toquinho (incluindo o grande sucesso "Cantabrasil" em 1984), até o concerto de Antonio Carlos Jobim que vi no Teatro Olímpico em 1984, e depois prosseguindo com o espetáculo "Oba Oba", que correu pelo mundo.

Franco Fontana nasceu em Nápoles em 1934. Mudou-se para a cidade de Gênova para trabalhar como corretor de seguros, e alì fez amizade com o ator Paolo Villaggio, o cantor e compositor Fabrizio De André. Mas foi o ator Vittorio Gassman quem o convenceu a se mudar para Roma em 1966 para iniciar sua carreira como empresário na área do entretenimento. O próprio Gassman o recomendou como administrador para Anna Magnani, para quem Fontana produziu o espetáculo  "La Lupa", de Giovanni Verga, dirigida por Franco Zeffirelli, que estreou em Londres em 1969. Um encontro com os dramaturgos Garinei e Giovannini também foi fundamental. Na qualidade de diretores artísticos do Teatro Sistina, em Roma, eles sugeriram a organização de concertos durante as segundas-feiras, dia de folga do teatro.

Assim, em 27 de outubro de 1969, as "Segundas-feiras do Sistina" estreiaram com um concerto de Miles Davis, que contou com a participação não somente de artistas brasileiros, como também de muitos grandes nomes do jazz e da música internacional, incluindo Dizzy Gillespie, Nina Simone, Oscar Peterson, Ella Fitzgerald, Ray Charles, Count Basie, Stan Getz, Charlie Mingus, Thelonious Monk, Charles Aznavour, Gilbert Bécaud, Juliette Gréco, Miriam Makeba, Mikis Theodorakis, Amália Rodrigues, Joan Baez, Ravi Shankar e muitos outros.

Mas o Brasil, através de viagens e casos de amor, sempre permaneceu no coração de Fontana, e assim, em 1984, ele assumiu a marca "Oba Oba" do apresentador e empresário brasileiro de origem italiana Osvaldo Sargentelli. Inicialmente o nome de um espetáculo local no Rio de Janeiro, posteriormente, nas mãos de Fontana, tornou-se uma revista teatral completa — não apenas "samba e mulatas", mas também abrangendo outros aspectos da cultura brasileira. O espetáculo percorreu o mundo (Europa, Estados Unidos, Canadá, Austrália e Nova Zelândia), tornando-se um enorme sucesso internacional.
 
Fontana recebeu inúmeros prêmios na Itália, mas talvez o que ele mais prezou foi aquele que recebeu do Brasil em 2004, quando foi condecorado com a Ordem do Mérito Cultural. Foi quando recebeu das mãos do presidente Lula e do Gilberto Gil, na época ministro da Cultura, a Medalha de Ouro por sua significativa contribuição para a difusão da cultura brasileira no mundo.
 
Nos últimos anos Franco Fontana levou uma vida bastante reclusa, mas um documento muito interessante e relativamente recente è uma entrevista de Pietro Scaramuzzo, publicada em 2018 no portal Nabocadopovo (https://www.youtube.com/watch?v=xOoCiJ44QVU, https://youtu.be/S59zQZQSmT4). Nela, Fontana relata sua vida e sua extraordinária trajetória como empresário.   

O que emerge é a imagem de um homem apaixonado que desempenhou um papel pioneiro na relação musical entre o Brasil e a Itália, um papel reconhecido pelos próprios artistas brasileiros, alguns dos quais — como Caetano Veloso, Gal Costa, Maria Bethânia, Gilberto Gil — foram trazidos para a Itália pela primeira vez quando ainda eram quase completamente desconhecidos por aqui. A história também destaca a profunda conexão humana que Fontana conseguiu forjar com esses músicos, a quem acolheu como amigos na Itália, retribuídos com sincero afeto, particularmente por Jobim, Vinicius, Toquinho e Chico Buarque. Ele também associou sua presença a momentos significativos na vida deles (por exemplo, Fontana conta que foi ele mesmo quem apresentou Vinicius à sua última esposa, Gilda Mattoso), numa época em que a relação de um empresário com os artistas era muito mais direta e confidencial do que é hoje.

Somos gratos todos ao Franco Fontana pela contribuição fundamental que ele deu à disseminação da música brasileira na Itália, uma contribuição que não foi mediada apenas por influências americanas. Sem o trabalho e a coragem de Fontana, as bases para uma compreensão profunda da música brasileira, como a que temos hoje em dia, não teriam sido possíveis tê-las aqui. Certamente teria sido muito mais difícil cumprir nosso papel como estudiosos e apaixonados divulgadores dessa música extraordinária que ainda nos encanta.



[1] Revista semanal produzida e publicada pela emissora nacional Rai-Radiotelevisione italiana. N.d.T.
 



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Traduzione in portoghese: A.R.R.