40 anni della Fundação Casa de Jorge Amado a Salvador Bahia
Antonella Rita Roscilli
TESTO IN ITALIANO   (Texto em português)



NovitàSarapegbe, 2 luglio 2026
Il 2 luglio di quarant’ anni fa nasceva a Salvador, capitale dello stato brasiliano di Bahia, la Fundação Casa de Jorge Amado, con lo scopo di preservare il patrimonio dello scrittore brasiliano più conosciuto al mondo e quello della sua compagna di vita, la memorialista e scrittrice Zélia Gattai Amado.  Infatti, proprio il 2 luglio 1986, data che ricorda l’indipendenza di Bahia (2 luglio 1823) e il compleanno di Zélia Gattai Amado, venne firmato a Brasilia l’Atto di Costituzione della Fondazione. 


La sede si trova in una grande casa azzurra di 4 piani (un locale del sec. XIX individuato da João Jorge Amado) e si affaccia sul Largo del Pelourinho, nel centro storico della città, proclamato dall'UNESCO patrimonio dell'umanità. Non poteva avere altro indirizzo se non quest'angolo del mondo, universo dei personaggi nati dalla magistrale penna di Amado, che ha dedicato la vita a una scrittura legata alla realtà della sua Terra. 


La storia della Fondazione iniziò nel 1982 quando Amado completò 70 anni di età e 50 di letteratura. Alcune istituzioni all’estero facevano pressioni perché l’autore donasse il suo fondo. Zélia Gattai si oppose all’idea affermando che il fondo apparteneva ai baiani e pertanto doveva rimanere a Bahia. 


Lo riconosceva lo stesso Amado: "Quando affermo che Zélia è responsabile dell'esistenza della fondazione culturale nel Pelourinho, nata dalla donazione della mia collezione letteraria che porta il mio nome, dico la verità. Se non fosse stato per Zélia, la collezione si troverebbe ormai in un'università americana".


Così il sogno divenne realtà il 2 luglio 1986. Quella data offriva  l'omaggio più grande che un Paese potesse dare a uno scrittore, trasformato, ancora in vita, in una leggenda di resistenza, in difesa dei valori più alti della cultura popolare. Il patrimonio della Fondazione oggi è completamente preservato, informatizzato e depositato in installazioni climatizzate. Oltre 250.000 documenti promuovono la memoria, incentivano dibattiti, stimolano la letteratura baiana e compongono il fondo Amado, il fondo Gattai, il fondo fotografico di 60.000 pezzi tra foto, negativi, diapositive; il progetto editoriale Casa de Palavras, la libreria, il Caffé-Teatro, il Centro di Documentazione. Manoscritti, corrispondenze, foto, documenti personali, prime edizioni, traduzioni, opere di arte e oggetti legati al percorso di vita di Jorge Amado e Zélia Gattai costituiscono un patrimonio di valore inestimabile per la ricerca accademica e la preservazione della memoria culturale brasiliana. 


Bellissime le fotografie in bianco e nero scattate da Zélia Gattai (30.000 negativi),  e poi premi, trofei e riconoscimenti, il Mirante das Letras, la Sala James Amado. Un piano intero dedicato a Jorge Amado ove troviamo un’esposizione della vita e dell’opera con le riproduzioni delle copertine dei libri di Amado, tradotti in 48 lingue e pubblicati in 60 paesi. Una sala è dedicata a Myriam Fraga, poetessa, scrittrice e direttrice della Fondazione dall’inizio e fino a febbraio 2016, voluta direttamente da Jorge Amado a dirigere la grande Casa blu. 


L’istituzione è considerata un punto di riferimento nella geografia culturale della città e realizza corsi, seminari, cicli di conferenze, presentazioni di libro, esposizioni e la Flipelô, la Fiera internazionale del Pelourinho, uno dei maggiori eventi letterari di Bahia, e quest'anno giunge alla sua decima edizione. Al piano terra un negozio ove acquistare libri e ricordini, il Caffè-Teatro Zélia Gattai, con una capienza per 50 persone, punto di incontro di artisti e intellettuali, con conferenze, mostre, spettacoli musicali e teatrali. Una caffetteria che offre bibite e dolci tipici di Bahia, oltre al “menu Jorge Amado”, con aperitivi e dolci descritti dallo scrittore nei suoi libro.


Lo stesso Amado definì lo scopo della Fondazione: « Ciò che desidero è che in questa Casa il significato di vita di Bahia sia presente e che questo sia il sentimento della sua esistenza. Che al lato della ricerca e dello studio, essa sia un luogo di incontro, di intercambio culturale tra Bahia e altri luoghi ». Perciò il complesso storico-culturale, con un flusso di oltre 100.000 visitatori all’anno, è un centro permanente e vivo che ha come finalità studio, preservazione e divulgazione della letteratura, intesa come strumento di conoscenza e trasformazione dell'individuo.


"É una casa di Lettere, un'officina di Parole, punto di convergenza di idee generate dal sapore delle conversazioni", così la definiva  la direttrice e poetessa Myriam Fraga che la diresse amorevolmente. Con lo stesso amore la dirige ora Angela Fraga de Sa, presidente della Fondazione insieme a Ticiano Martins in qualità di direttore. Portano avanti una missione preziosa, attenta anche alle nuove tecnologie. Infatti è stato digitalizzato il patrimonio, il progetto editoriale della Casa conta più di 100 titoli pubblicati e ogni anno si moltiplicano gli  incontri con scrittori, pieces teatrali e presentazione di libri. La Casa è aperta a tutti i ricercatori e gli studenti del mondo che vengono accolti per poter realizzare le loro ricerche e tesi universitarie.


Per commemorare 40  anni di intensa attività, la Fondazione ha promosso un’agenda ricca di eventi, come afferma Angela Fraga:  "Abbiamo pianificato alcune attività per valorizzare l'istituzione. Jorge Amado ha sostenuto che non dovesse essere solo un centro di documentazione, ma anche un polo di promozione culturale". Il programma delle celebrazioni include laboratori di narrazione, un club di lettura e attività ricreative a supporto degli studenti. Sono disponibili visite guidate.


«E’ una Casa in cui tutto accade e tutti si incontrano. Attenta a tutte le manifestazioni culturali, aperta ai venti di convivenza, incrocio di destini diversi, confluenza di contrari che si uniscono in una Bahia mistica e profana» (Myriam Fraga). All’entrata troviamo una scultura di Carybé con le figure di un indio, un negro e un portoghese, simbolo della mistura brasiliana, ma soprattutto una frase: SE FOR DE PAZ PODE ENTRAR (Se vieni in pace puoi entrare) di James Amado. Essa esprime il desiderio di eleggere questo spazio come un locale che previlegia il dialogo fra i contrari, alla ricerca dell’armonia e della fraternità, contro ogni forma di discriminazione. E all’entrata ci accoglie anche la  statua di Exú, opera del grande artista Tati Moreno. É una divinità del Candomblé cara a Jorge Amado: "Exu è il guardiano di tutti i cammini di Salvador, il messaggero degli Orixás, è il No dove esiste solo il Si, Exu spezza i cammini del falso e del perverso" (da Bahia de Todos os Santos: guia de ruas e misterios).


 Il 7 marzo 1987 la Fondazione venne aperta al pubblico con le benedizioni della Chiesa, la protezione degli Orixás e il volo di una colomba bianca, simbolo di pace. Oggi è considerata un punto di riferimento nella geografia culturale della città. Presidenti, ministri, governatori, artisti, studenti e turisti sono passati attraverso le sue porte, attratti dal carisma del Pelourinho e desiderosi di conoscere il mistero di questo luogo, frontiera di un mondo ricreato dal potere della scrittura, popolato da esseri reali e di finzione, ombelico della Bahia di Jorge Amado che trascende i limiti del reale per inscriversi nella mappa delle città leggendarie.

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TEXTO EM PORTUGUÊS   (Testo in italiano)

40 Anos da Fundação Casa Jorge Amado em Salvador, Bahia

por

Antonella Rita Roscilli 


                                   
  


                                                    Novità Sarapegbe, 2 luglio 2026

Há quarenta anos, em 2 de julho, foi fundada em Salvador, capital do estado da Bahia, a Fundação Casa Jorge Amado, com o objetivo de preservar o legado do escritor brasileiro mais renomado do mundo e de sua companheira de vida, a memorialista e escritora Zélia Gattai Amado. De fato, em 2 de julho de 1986, data que comemora a independência da Bahia (2 de julho de 1823) e o aniversário de Zélia Gattai Amado, o Ato da Fundação foi assinado oficialmente em Brasília. 


Sua sede está localizada em uma grande casa azul de quatro andares (um prédio do século XIX identificado por João Jorge Amado) com vista para o Largo do Pelourinho, no centro histórico da cidade, Patrimônio Mundial da UNESCO. Não poderia ter outro endereço a não ser este canto do mundo, universo de personagens que nasceram da pena magistral de Amado. 


A história da Fundação começou em 1982, quando Amado completou 70 anos e 50 anos de literatura. Algumas instituições estrangeiras pressionavam o autor para que doasse seu acervo. Zélia Gattai se opôs à ideia, argumentando que o acervo pertencia aos baianos e, portanto, deveria permanecer na Bahia. 


O próprio Amado reconheceu isso em várias entrevistas: "Quando digo que Zélia é responsável pela existência da Fundação no Pelourinho, nascida da doação do meu acervo literário e que leva meu nome, estou dizendo a verdade. Se não fosse por Zélia, o acervo já estaria em alguma universidade americana."


Assim, o sonho se tornou realidade em 2 de julho de 1986. Essa data ofereceu a maior homenagem que um país poderia prestar a um escritor transformado, ainda em vida, em uma lenda de resistência, defensor dos mais altos valores da cultura popular. O acervo da Fundação encontra-se  totalmente preservado, informatizado e armazenado em instalações com temperatura controlada. Mais de 250.000 documentos promovem a memória, fomentam o debate e estimulam a literatura baiana. Eles compreendem o acervo Jorge Amado, o acervo Zélia Gattai, o acervo Myriam Fraga, um acervo fotográfico com 60.000 itens, incluindo fotos, negativos e slides; o projeto editorial Casa de Palavras; a livraria; o Café-Teatro; e o Centro de Documentação. 


Manuscritos, correspondências, fotos, documentos pessoais, primeiras edições, traduções, obras de arte e objetos relacionados às vidas de Jorge Amado e Zélia Gattai constituem um legado inestimável para a pesquisa acadêmica e a preservação da memória cultural brasileira. As belíssimas fotografias em preto e branco de Zélia Gattai (30.000 negativos) também estão em exposição, juntamente com prêmios, troféus e condecorações, o Mirante das Letras e a Sala James Amado. Um andar inteiro é dedicado a Jorge Amado, com uma exposição sobre sua vida e obra, incluindo reproduções das capas de seus livros, traduzidos para 48 idiomas e publicados em 60 países. 


Uma sala é dedicada a Myriam Fraga, poetisa, escritora e diretora da Fundação desde sua criação até fevereiro de 2016, tendo sido escolhida pessoalmente por Jorge Amado para liderar a Casa Azul. A instituição é considerada um marco cultural da cidade e oferece cursos, seminários, ciclos de conferências, lançamentos de livros, exposições e o Flipelô, a Feira Internacional do Pelourinho, um dos principais eventos literários da Bahia e que esse ano chega na sua décima edição. 


No térreo, há uma livraria e loja de souvenirs, e o Café-Teatro Zélia Gattai, com capacidade para 50 pessoas, ponto de encontro de artistas e intelectuais, que recebe conferências, exposições e apresentações musicais e teatrais. O café oferece bebidas e doces tradicionais baianos, além do "Cardápio Jorge Amado", com entradas e sobremesas descritas pelo escritor em seus livros. 


O próprio Amado definiu o propósito da Fundação: "O que eu desejo é que o sentido da vida baiana esteja presente nesta Casa e que essa seja a sensação de sua existência. Além da pesquisa e do estudo, é um lugar de encontro, de intercâmbio cultural entre a Bahia e outros lugares." Assim, o complexo histórico-cultural, com um fluxo de mais de 100 mil visitantes anualmente, é um centro permanente e vivo dedicado ao estudo, à preservação e à difusão da literatura, entendida como instrumento de conhecimento e transformação individual. 


"É uma casa de letras, uma oficina de palavras, um ponto de convergência de ideias geradas pelo sabor das conversas", como definiu sua diretora e poetisa Myriam Fraga, que a dirigiu com carinho. Com o mesmo amor, Ângela Fraga de Sá, presidente da Fundação, dirige-a agora ao lado de Ticiano Martins, seu diretor. Eles realizam uma valiosa missão, também atenta às novas tecnologias. De fato, o acervo foi digitalizado, o projeto editorial da Casa já publicou mais de 100 títulos e, a cada ano, os encontros com escritores, as apresentações teatrais e as palestras se multiplicam. A Casa está aberta aos pesquisadores e estudantes do mundo inteiro, que são bem-vindos para desenvolver suas pesquisas e teses universitárias.


Para comemorar 40 anos de intensa atividade, a Fundação promoveu uma rica programação de eventos, como afirma Ângela Fraga: "Planejamos diversas atividades para valorizar a instituição. Jorge Amado defendia que ela não deveria ser apenas um centro de documentação, mas também um polo de promoção cultural." A programação das comemorações inclui oficinas de contação de histórias, um clube de leitura e atividades recreativas para estudantes. Visitas guiadas estão disponíveis.


"É uma Casa onde tudo acontece e todos se encontram. Atenta a todas as manifestações culturais, aberta aos ventos da convivência, encruzilhada de destinos diferentes, confluência de opostos que se unem em uma Bahia mística e profana" (Myriam Fraga). Na entrada, encontramos uma escultura de Carybé com as figuras de um índio, um negro e um português, símbolo da miscigenação brasileira. Antes de entrar, encontramos uma frase: SE FOR DE PAZ PODE ENTRAR (Se vieres em paz, podes entrar), de James Amado. Ela expressa o desejo de estabelecer este espaço como um lugar que fomenta o diálogo entre opostos, em busca de harmonia e fraternidade, contra todas as formas de discriminação. E na entrada, somos recebidos pela estátua de Exu, obra do grande artista Tati Moreno. Trata-se de uma divindade do Candomblé cara a Jorge Amado: "Exu é o guardião de todos os caminhos de Salvador, o mensageiro dos Orixás, ele é o Não onde só existe o Sim, Exu rompe os caminhos do falso e do perverso" (de Bahia de Todos os Santos: guia de caminhos e mistérios).


Em 7 de março de 1987, a Fundação abriu as portas para o público com as bênçãos da Igreja, a proteção dos Orixás e o voo de uma pomba branca, símbolo da paz. Hoje é considerada um marco na geografia cultural da cidade. Presidentes, ministros, governadores, artistas, estudantes e turistas já passaram por suas portas, atraídos pelo carisma do Pelourinho e ávidos por descobrir o mistério deste lugar, fronteira de um mundo recriado pelo poder da escrita, povoado por seres reais e ficcionais, coração da Bahia de Jorge Amado, que transcende os limites da realidade para se inscrever no mapa das cidades lendárias.



Traduzione in portoghese: A.R.R.