IV Edizione UnArchive Fest di Roma: archivio bene comune
Antonella Rita Roscilli
TESTO IN ITALIANO (Texto em português) NuoviPercorsiSarapegbe, 26 maggio 2026
Dal 26 al 31 maggio si svolge a Roma la quarta edizione del Festival UnArchive Found Footage, dedicato alle pratiche di riuso creativo e sperimentale delle immagini d’archivio (videoarte, filmati inediti e found footage). Organizzata dall’AAMOD-Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico ETS e diretta da Marco Bertozzi e Alina Marazzi, con la direzione organizzativa di Luca Ricciardi, questa iniziativa è cresciuta negli anni fino a diventare un vero e proprio punto di riferimento a livello nazionale e internazionale. 120 film di found footage, performances dal vivo, installazioni, retrospettive, masterclass, incontri professionali, concerti: il programma di quest’anno spazia dal Cinema Intrastevere al Live Alcazar, alla Casa Internazionale delle Donne, l’Orto Botanico di Roma, la libreria Zalib, la Chiesa di Santa Dorotea e lo studio Casa Borelli.
In questa edizione “Hollywood Party” - la storica trasmissione di RAI-Radio 3 dedicata al cinema - sarà in diretta dal Cinema Intrastevere il 27 e 28 maggio dalle ore 19.00, con Erika Favaro e Giancarlo Mancini.
“Il festival del riuso riparte in quarta” sottolinea Vincenzo Vita, presidente AAMOD: “Raccogliere e inserire nei circuiti cognitivi simile patrimonio di film, spesso straordinari e tuttavia sottovalutati dal pensiero unico, costituisce un valore: in sé e per sé. Le culture e i saperi sono un bene comune, da restituire alla fruizione collettiva consapevole, attraverso transiti e faglie non riconducibili a mere sequenze della coercizione seriale omologante. Attenzione: se non si rivede l’assurda politica dei “tagli”, quella che presentiamo potrebbe rischiare di essere l’ultima edizione di UnArchive”.
Tante le sezioni e le attività, ma al centro del Festival rimane il Concorso internazionale: nove lungometraggi e undici cortometraggi concorrono per i tre premi del Festival: Premio UnArchive (€ 3000), aperto a tutte le opere selezionate; Best Feature Film Award,premio del miglior lungometraggio (€1500); e o Best Short Film Award, premio del miglior cortometraggio (€1500)..

Foto: A.R.R.
La serata inaugurale del 26 maggio è avvenuta al cinema Intrastevere con un omaggio a Giuseppe Bertolucci, regista eclettico e sperimentatore curioso che, a fine anni ’90, si era confrontato con il lavoro d’archivio. Tra memoria, poesia e analisi storica è stato presentato il suo documentario “In cerca del Sessantotto – Tracce e indizi” (Italia, 1996), introdotto da Mimmo Rafele e Lidia Ravera. E’ seguito il docufilm in anteprima nazionale “Remake" diretto da Ross McElwee. il film ha vinto il prestigioso Beeld & Geluid IDFA ReFrame Award — premio dedicato al miglior uso di materiale d'archivio — all' IDFA
(International Documentary Film Festival Amsterdam).
Durante la serata, introdotta da Luca Ricciardi e Aurora Palandrani, si sono avvicendati Vincenzo Vita, il direttore dell'Archivio Luce Enrico Bufalini, e i curatori del Festival Marco Bertozzi e Alina Marazzi hanno sottolineato che in questa edizione c’è il tentativo di cogliere le urgenze del presente attraverso frammenti di passato, coniugando il locale con l’internazionale, l’autobiografico con il collettivo, senza confini o gerarchie piramidali perchè: “questo Festival non è soltanto un luogo di proiezione, ma uno spazio in cui la società riflette sul proprio rapporto con la memoria, con la storia, con le narrazioni del presente. Uno spazio critico. Uno sguardo collettivo. Un luogo in cui imparare a guardare. Non semplicemente a vedere, ma a interrogare, a dubitare, a comprendere i processi attraverso cui le immagini, e il mondo che rappresentano, costruiscono senso. Per questo, oggi più che mai crediamo nel valore dell’archivio come bene comune, un bene materiale quanto immateriale”.
I premi saranno assegnati da una Giuria composta dai registi Adele Tulli e Pietro Marcello, e dal direttore della programmazione della Cinémathèque québécoise Guillaume Lafleur. Ad assegnare tre omologhi riconoscimenti sarà anche la Giuria composta da studenti provenienti da università e istituzioni attive nel settore della formazione cinematografica, che giudicheranno le opere in concorso con la guida della regista Antonietta De Lillo.
Quest’anno nasce “UnArchive Forum”, un evento internazionale che, in concomitanza con il Festival riunisce all’Orto Botanico, dal 27 al 29 maggio, protagonisti del riuso d’archivio, dal mondo della tutela dei patrimoni a quello della rielaborazione, del riuso e divulgazione, studiosi, cineteche, produttori. UnArchive Forum è animato da tavole rotonde, panels tecnici ecc. in due modalità: Project Amplifier, dedicato a 9 progetti di film di riuso creativo in fase di sviluppo provenienti da tutto il mondo, e Pitching the Archive in cui 9 archivi e library internazionali propongono proprie collezioni a condizioni favorevoli per il riuso artistico. Non solo autori, ma cineteche, studiosi, produttori. Molti i partner nazionali e internazionali di rilievo dell’iniziativa, tra i quali le 4 grandi cineteche della Capitale: l’Archivio Luce, la Cineteca Nazionale, le Teche Rai e l’AAMOD, che la promuove.
Si inaugura quest’anno anche la sezione “Urban Footage” che riflette sugli immaginari urbani attraverso la ri-appropriazione di materiali d’archivio, quest’anno dedicata alla città di Montreal. La rinnovata collaborazione con la Cinémathèque Québécoise porta a Roma il dittico di Luc Bourdon The Memories of Angels (La mémoire des anges) e The Devil’s Share (La parte du diable), dove il riuso dagli archivi del National Film Board of Canada dà vita ad affreschi poetici della memoria collettiva di Montréal, rispettivamente tra anni ’50-’60 e gli anni ’70.
Ricordiamo la sezione “Expanded” nella Chiesa di Santa Dorotea per il Requiem di Jonas Mekas; la sezione “Frontiere” con titoli che riflettono sulla dimensione materiale e simbolica del confine, tra geopolitica ed estetica. Becoming Opaque, di Paula Albuquerque, ad esempio, mette in discussione il linguaggio visivo utilizzato nelle ex colonie olandesi, portoghesi ed altre, per costruire stereotipi razziali. E poi la retrospettiva “Oggetti smarriti: in cerca di Giuseppe Bertolucci” con un percorso che attraversa alcune delle più intense esperienze di cinema di montaggio realizzate dal regista e autore emiliano, promossa in collaborazione con la Fondazione Bernardo Bertolucci.
Tra gli ospiti: Cécile Fontaine, Pietro Marcello, Sierra Pettengill, Sebastian Mekas. Tornano Bill Morrison, Tomasz Wolski, Alexander Markov, Federica Foglia e molti altri.
Lo spirito che anima l’UnArchive fest è ben sottolineato anche dall’ipnotica danza del manifesto iniziale firmato da Gianluca Abbate: gambe e braccia tese a incoronare uno sguardo che si fa audace, lungimirante, rivolto al futuro. Una danza collettiva per un archivio di tutte e di tutti, che rivela nuovi spazi (Forum) generativi di conoscenza e di possibili pratiche produttive.
Il direttore organizzativo Luca Ricciardi lo ha ben sottolineato ”E’ tempo di considerare le immagini un bene fondamentale non solo nella loro preservazione, accessibilità e fruizione, ma anche nelle possibilità di critica, riattivazione, rilocazione per generare immaginari propri e non imposti. Le opere di found footage e di riuso dell’archivio – anche dei cosiddetti archivi del presente – offrono riletture non monumentali, complesse, plurali, critiche, capaci di restituire visibilità alle marginalità e di proporre nuove narrazioni escluse dal canone ufficiale. Per tali ragioni i patrimoni audiovisivi, accessibili e riutilizzabili, non possono non ricadere, oggi più che mai, nel novero di quelle risorse immateriali, di proprietà pubblica o privata, che una comunità si assume la responsabilità di curare, gestire, ma anche di rielaborare e rigenerare per il benessere collettivo: i beni comuni”.
Maggiori informazioni e programma completo:
https://unarchivefest.it/
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TEXTO EM PORTUGUÊS (Testo in italiano)IV Edição “UnArchive Fest” de Roma: arquivo bem comum
por
Antonella Rita Roscilli
NuoviPercorsiSarapegbe, 26 maggio 2026
De 26 a 31 de maio acontece em Roma a quarta edição do UnArchive Found Footage Festival, dedicado à reutilização criativa e experimental de imagens de arquivo (videoarte, filmes inéditos e found footage). Organizada pelo Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico-AAMOD (ETS) e dirigida por Marco Bertozzi e Alina Marazzi, Luca Ricciardi diretor de organização, esta iniciativa cresceu ao longo dos anos e se tornou uma verdadeira referência nacional e internacional. 120 filmes de found footage, performances ao vivo, instalações, retrospectivas, masterclasses, encontros profissionais: a programação deste ano abrange espaços como o Cinema Intrastevere, o Live Alcazar, a Casa Internazionale delle Donne, o Jardim Botânico de Roma, a livraria Zalib, a Igreja de Santa Dorotea e o estúdio Casa Borelli.
Nesta edição, “Hollywood Party” – o histórico programa da RAI-Radio 3 dedicado ao cinema – será transmitido ao vivo do Cinema Intrastevere nos dias 27 e 28 de maio, a partir das 19h00, com Erika Favaro e Giancarlo Mancini.
"O festival de reutilização está de volta aos trilhos" enfatiza Vincenzo Vita, presidente da AAMOD: "Colecionar e incorporar tamanha riqueza de filmes, muitas vezes extraordinários, mas subestimados pelo pensamento dominante, em nossos sistemas cognitivos constitui um valor em si mesmo. Culturas e conhecimento são um bem comum, a ser restaurados ao desfrute coletivo consciente, por meio de transições e linhas de fratura que não podem ser reduzidas a meras sequências de coerção serial padronizada. Cuidado: se a política absurda de "cortes" não for reconsiderada, o que estamos apresentando poderia ser a última edição do UnArchive."
Há muitas seções e atividades, mas o coração do Festival continua sendo o Concurso internacional: nove longas-metragens e onze curtas-metragens competem pelos três prêmios do Festival: o Prêmio UnArchive (€ 3000), aberto a todas as obras selecionadas; o Best Feature Film Award, Prêmio de Melhor Longa-Metragem (€1500); e o Best Short Film Award, Prêmio de Melhor Curta-Metragem (€1500).

Foto: A.R.R.
A noite de abertura, em 26 de maio, aconteceu em Roma no Cinema Intrastevere com uma homenagem a Giuseppe Bertolucci, diretor italiano eclético e curioso experimentador que, no final da década de 1990, explorou o trabalho de arquivo. Combinando memória, poesia e análise histórica, seu documentário "In cerca del Sessantotto - Tracce e indizi" (Itália, 1996) foi apresentado, com introdução de Mimmo Rafele e Lidia Ravera. Em seguida, ocorreu a estréia nacional do docufilme "Remake", dirigido por Ross McElwee. O filme ganhou o prestigioso prêmio Beeld & Geluid IDFA ReFrame – prêmio para o melhor uso de material de arquivo – no IDFA (Festival Internacional de Cinema Documentário de Amsterdã).
Durante a noite, depois da introdução de Luca Ricciardi e Aurora Palandrani, interviram Vincenzo Vita e o diretor do prestigioso Archivio Luce Enrico Bufalini. Os curadores do Festival, Marco Bertozzi e Alina Marazzi, enfatizaram que esta edição busca capturar as necessidades urgentes do presente por meio de fragmentos do passado, combinando o local com o internacional, o autobiográfico com o coletivo, sem fronteiras ou hierarquias piramidais. Isso porque "este Festival não é apenas um local para exibições, mas um espaço onde a sociedade reflete sobre sua relação com a memória, com a história, com as narrativas do presente. Um espaço crítico. Um olhar coletivo. Um lugar para aprender a olhar. Não simplesmente para ver, mas para questionar, duvidar, compreender os processos pelos quais as imagens, e o mundo que elas representam, constroem significado. Por isso, hoje mais do que nunca acreditamos no valor do arquivo como um bem comum, um patrimônio tangível e intangível."
Os prêmios serão entregues por um júri composto pelos diretores Adele Tulli e Pietro Marcello, e por Guillaume Lafleur, diretor de programação da Cinemateca Quebequense. Três prêmios semelhantes também serão entregues por um júri composto por estudantes de universidades e instituições atuantes na área de educação cinematográfica, que avaliarão os trabalhos concorrentes sob a orientação da diretora Antonietta De Lillo.
Este ano marca o lançamento do "UnArchive Forum", um evento internacional que, coincidindo com o Festival, reunirá no Jardim Botânico de Roma, de 27 a 29 de maio, protagonistas da reutilização de arquivos, desde o mundo da preservação do patrimônio até o do reprocessamento, reutilização e disseminação, acadêmicos, cinematecas e produtores. O “UnArchive Fórum” contará com mesas-redondas, painéis técnicos e muito mais. Em dois formatos: Project Amplifier, dedicado a nove projetos criativos de reutilização de arquivos provenientes do mundo inteiro, e Pitching the Archive, em que nove arquivos e bibliotecas internacionais oferecem seus acervos em condições favoráveis para reutilização artística. A iniciativa conta com muitos parceiros nacionais e internacionais importantes, incluindo as quatro principais cinematecas da capital: Archivio Luce, Cineteca Nazionale, Teche Rai e AAMOD, que a promove.
Este ano marca também a inauguração da seção “Urban Footage”, que reflete sobre imagens urbanas através da reapropriação de materiais de arquivo, este ano dedicada à cidade de Montreal. A renovada colaboração com a Cinémathèque Québécoise traz em Roma o díptico de Luc Bourdon, As Memórias dos Anjos (La mémoire des anges) e A Parte do Diabo (La parte du diable. A reutilização dos arquivos do National Film Board of Canada cria afrescos poéticos da memória coletiva de Montreal, das décadas de 1950 e 1960 e de 1970.
A seção "Expanded" na Igreja de Santa Dorotea apresenta o Réquiem de Jonas Mekas; a seção "Fronteira" apresenta títulos que refletem sobre as dimensões materiais e simbólicas das fronteiras, entre geopolítica e estética. “Tornando-se Opaco” (Becoming Opaque), de Paula Albuquerque, por exemplo, questiona a linguagem visual usada nas antigas colônias holandesas, portuguesas e de outros países para construir estereótipos raciais. E depois há la retrospettiv a "Oggetti smarriti: in cerca di Giuseppe Bertolucci", uma viagem por algumas das experiências mais intensas do diretor e autor da região da Emília-Romanha no cinema de montagem, promovida em colaboração com a Fundação Bernardo Bertolucci. Entre os hospedes: Cécile Fontaine, Pietro Marcello, Sierra Pettengill, Sebastian Mekas. Tornano Bill Morrison, Tomasz Wolski, Alexander Markov, Federica Foglia e molti altri.
O espírito que anima o festival UnArchive também é bem sublinhado pela dança hipnótica do cartaz de abertura de Gianluca Abbate: pernas e braços estendidos para coroar um olhar ousado e voltado para o futuro. Uma dança coletiva por um arquivo para todos, revelando novos espaços (Fóruns) que geram conhecimento e potenciais práticas de produção.
O diretor organizador Luca Ricciardi enfatizou isso muito bem: "É hora de considerarmos as imagens um recurso fundamental, não apenas em termos de sua preservação, acessibilidade e apreciação, mas também em termos de seu potencial para crítica, reativação e relocalização, a fim de gerar imaginários nossos próprios, e não os impostos. Imagens encontradas e a reutilização de arquivos — mesmo os chamados arquivos do presente — oferecem reinterpretações não monumentais, complexas, plurais e críticas, capazes de restaurar a visibilidade de comunidades marginalizadas e propor novas narrativas excluídas do cânone oficial. Por essas razões, o patrimônio audiovisual acessível e reutilizável deve, agora mais do que nunca, se enquadrar na categoria de recursos intangíveis, sejam eles de propriedade pública ou privada, que uma comunidade assume a responsabilidade de cuidar, gerenciar, mas também de reelaborar e regenerar para o bem-estar coletivo: os bens comuns."
Mais informações e programação completa:
https://unarchivefest.it/
Traduzione in portoghese di A.R.R.