Bicentenario S. Sede-Brasile: il libro “Chiesa e Stato in Brasile. Religione, politica e società nella Repubblica (1889-1945)” di Jair Santos
Antonella Rita Roscilli
TESTO IN ITALIANO (Texto em português) NovitàSarapegbe, 22 aprile 2026
Nell’ambito degli eventi per il Bicentenario delle relazioni tra S. Sede e Brasile, si è tenuta a Roma la presentazione del volume di Jair Santos “Chiesa e Stato in Brasile. Religione, politica e società nella Repubblica (1889-1945)” edito da Carocci. E’ stato presentato il 14 aprile 2026 nella residenza di S.E. Everton Vieira Vargas, Ambasciatore del Brasile presso la S. Sede, e il 20 aprile 2026 presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati, in evento promosso dal dep. Fabio Porta (PD).
Nella conferenza del 14 aprile sono intervenuti Luigi Guarnieri Calò Carducci (Università Roma Tre), Gianni La Bella (Università di Modena e Reggio Emilia), Gabriele Rigano (Università Roma Tre) e l’autore. Ha moderato Gugliemo Gallone (L’Osservatore Romano). L'incontro si è aperto con le parole dell’Ambasciatore Vargas che ha ricordato l’importanza della conservazione e del recupero della memoria storica di questi duecento anni di relazioni diplomatiche, e della presenza della Chiesa cattolica in Brasile: “La ricerca di Jair Santos e il dibattito proposto contribuiscono a questo sforzo. La discussione si concentra sui primi decenni della vita repubblicana in Brasile e sulla presenza della Chiesa cattolica nella vita politica e religiosa del paese in un periodo cruciale della Storia”.

Foto: A.R.R.
Ricordiamo che il Brasile fu il primo paese americano a stabilire rapporti diretti con la Santa Sede. Fu il primo paese dell’ America Latina ad avere un prelato nel collegio dei cardinali: mons. Joaquim Arcoverde de Albuquerque Cavalvanti arcivescovo di Rio de Janeiro, elevato al rango cardinalizio nel 1905. E’ il paese con il maggior numero di cattolici al mondo. Tuttavia, questi dati nascondono una realtà ben più complessa: quella dei rapporti storici tra la Repubblica brasiliana e la Chiesa cattolica, i quali risentirono della profonda trasformazione politico-sociale che investì il Brasile nel 1889, dopo la caduta della monarchia.
Il libro ricostruisce l’evoluzione di tali rapporti dal 1889 fino al 1945: parte quindi dalla proclamazione della Repubblica e arriva fino alla fine del governo di Getulio Vargas, soffermandosi sul processo di laicizzazione inaugurato nel 1889 e sulla successiva stagione di collaborazione tra istituzioni politiche e cattolicesimo. Ricorda anche la visita del card. Eugenio Pacelli nel 1934 a Rio de Janeiro, e i rapporti tra Chiesa romana e il governo Vargas.

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Analizza in modo particolare anche il ruolo della religione nella formazione del consenso politico e sociale, in relazione ai flussi migratori dall’Italia verso il Brasile e alla presenza delle comunità italiane nel Paese latinoamericano. Lungi dal configurarsi come una separazione radicale tra sfera politica e sfera religiosa, il nuovo assetto istituzionale favorì, infatti, la rinegoziazione dei rapporti fra autorità civili ed ecclesiastiche, fino alla realizzazione di un'alleanza funzionale alla stabilità del regime.
Sulla base di un'ampia e puntuale documentazione tratta dagli archivi vaticani e brasiliani, l'autore ricostruisce la formazione di questa intesa tra cattolicesimo e potere alimentata dai mutamenti sociali favoriti dall' emigrazione italiana in Brasile nei primi decenni del secolo XX. Un intero capitolo è dedicato a Chiesa e questione migratoria, a Giovanni Battista Scalabrini, alla sua missione in Brasile e al clero secolare italiano in Brasile.
Ricordiamo che l’autore ha conseguito un dottorato in Storia contemporanea presso la Scuola Normale Superiore di Pisa proprio con una tesi sui rapporti tra Brasile e Santa Sede dal 1889 al 1945, diretta da Daniele Menozzi. Ricercatore all’École française de Rome, si occupa di storia del cristianesimo in età contemporanea e di storia dell’America Latina.

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L’altra presentazione si è tenuta il 20 aprile nella Sala Stampa della Camera dei Deputati ed ha offerto una ulteriore occasione di approndimento. All’incontro, oltre all’on. Fabio Porta, eletto in America Meridionale e Presidente della Sezione di Amicizia Italia-Brasile dell’Unione Interparlamentare, hanno partecipato Donatella Strangio della Sapienza Università di Roma, Matteo Luigi Napolitano dell’Università degli Studi del Molise, p. Lorenzo Prencipe del CSER, Fausta Speranza de L’Osservatore Romano e l'autore. Il dibattito è stato coordinato da Gianni Lattanzio di MeridianoItalia.
Si è creato così un dialogo tra mondo accademico, religioso, istituzionale e dell’informazione. Tra i brillanti interventi, ricordiamo quello dell’on. Porta che ha definito il libro “un contributo di grande serietà scientifica e di notevole interesse storico e politico”, sottolineando come il caso brasiliano mostri una modernizzazione in cui la separazione tra Stato e Chiesa non comporta la scomparsa del cattolicesimo dalla sfera pubblica.

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Porta ha richiamato la distinzione, centrale nell’opera, tra laicizzazione e secolarizzazione: la prima riguarda l’assetto istituzionale dello Stato, la seconda l’evoluzione della società e dei suoi riferimenti culturali. “Il Brasile" ha osservato "dimostra che uno Stato può essere laico senza essere neutrale o indifferente rispetto al ruolo pubblico della religione”. Attenzione particolare è stata dedicata al tema delle migrazioni e della presenza italiana, con riferimento ai capitoli sulla missione di Scalabrini e sul clero secolare italiano in Brasile, che testimoniano il contributo dato dalle comunità italiane di emigranti alla costruzione del paese.
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TEXTO EM PORTUGUÊS (Testo in italiano)Bicentenário S. Sé-Brasil: o livro “Chiesa e Stato in Brasile. Religione, politica e società nella Repubblica (1889-1945)” de Jair Santos
por
Antonella Rita Roscilli
Novità Sarapegbe, 22 aprile 2026
Como parte das comemorações do Bicentenário das Relações entre a Santa Sé e o Brasil, a obra de Jair Santos, “Chiesa e Stato in Brasile. Religione, politica e società nella Repubblica (1889-1945)” publicado na Itália pela editora Carocci, foi apresentada em 14 de abril de 2026 em Roma, na residência do Embaixador do Brasil junto à Santa Sé, S.E. Everton Vieira Vargas, e em 20 de abril de 2026 em outro evento na Sala de Imprensa da Câmara dos Deputados, promovido pelo dep. Fabio Porta (PD).
A conferência, realizada na residência do Embaixador, contou com a participação dos palestrantes Luigi Guarnieri Calò Carducci (Università Roma Tre), Gianni La Bella (Università di Modena e Reggio Emilia), Gabriele Rigano (Università Roma Tre) e o autor. O encontro foi moderado por Guglielmo Gallone (L’Osservatore Romano).

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O Embaixador Vargas lembrou a importância de preservar e recuperar a memória histórica desses duzentos anos de relações diplomáticas e da presença da Igreja Católica no Brasil: “A pesquisa de Jair Santos e o debate proposto contribuem para esse esforço” disse “a discussão se concentra nas primeiras décadas da vida republicana no Brasil e a presença da Igreja Católica na vida política e religiosa do país durante esse período crucial de sua história”.
Destacamos aqui que o Brasil foi o primeiro país americano a estabelecer relações diretas com a Santa Sé. Foi o primeiro país latino-americano a ter um prelado no Colégio Cardinalício: Dom Joaquim Arcoverde de Albuquerque Cavalvanti, Arcebispo do Rio de Janeiro, foi elevado ao cardinalato em 1905. Hoje em dia è Brasil è o país com o maior número de católicos no mundo. No entanto, esses dados ocultam uma realidade mais complexa: a da relação histórica entre a República Brasileira e a Igreja Católica, que foi afetada por uma profunda transformação política e social que atingiu o Brasil após a queda da monarquia em 1889.

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O livro reconstrói a evolução destas relações de 1889 até 1945, partindo da proclamação da República e seguindo até o fim do governo de Getúlio Vargas, com foco no processo de laicização inaugurado em 1889, e no período subseqüente de colaboração entre instituições políticas e catolicismo. Se destaca a visita do Cardeal Eugenio Pacelli ao Rio de Janeiro em 1934, e as relações entre a Igreja romana e o governo Vargas, o papel da religião na formação do consenso político e social, inclusive em relação aos fluxos migratórios da Itália para o Brasil e à presença de comunidades italianas no país latino-americano.
Longe de representar uma separação radical entre as esferas política e religiosa, a nova estrutura institucional favoreceu a renegociação das relações entre as autoridades civis e eclesiásticas, a ponto de estabelecer uma aliança funcional à estabilidade do regime. Baseado em extensa documentação dos arquivos do Vaticano e do Brasil, a obra reconstrói, portanto, a formação do entendimento entre o catolicismo e o poder. Este entendimento foi impulsionado pelas transformações sociais fomentadas pela imigração italiana para o Brasil nas primeiras décadas do século XX. Um capítulo inteiro é dedicado à Igreja catolica e à questão da imigração, ao Giovanni Battista Scalabrini e sua missão no Brasil, e ao clero secular italiano no Brasil.
Lembramos que o autor deste volume obteve um doutorado em História Contemporânea pela Scuola Normale Superiore de Pisa com uma tese sobre as relações entre o Brasil e a Santa Sé de 1889 a 1945, orientada por Daniele Menozzi. Pesquisador da École française de Rome, estuda a história do cristianismo na contemporaneidade e a história da América Latina.

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A outra apresentação ocorreu em 20 de abril na Sala de Imprensa da Câmara dos Deputados e ofereceu mais uma oportunidade. O encontro, além do dep. Fabio Porta (PD), eleito na América do Sul e Presidente da Seção de Amizade Itália-Brasil da União Interparlamentar italiana, contou com a presença de Donatella Strangio (Università Sapienza di Roma), Matteo Luigi Napolitano (Università del Molise), Padre Lorenzo Prencipe (CSER), Fausta Speranza (L’Osservatore Romano) e do autor. A coordenação ficou a cargo de Gianni Lattanzio (MeridianoItalia). Nesse evento se criou um diálogo entre os mundos acadêmico, religioso, institucional e midiático.
Entre as brilhantes falas, destaca-se a do dep. Porta, que classificou o livro como “uma contribuição de grande seriedade científica e de notável interesse histórico e político”, enfatizando como o caso brasileiro demonstra uma modernização na qual a separação entre Igreja católica e Estado não implica o desaparecimento do catolicismo da esfera pública.

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Porta recordou a distinção, central na obra, entre laicização e secularização: a primeira diz respeito à estrutura institucional do Estado, a segunda à evolução da sociedade e suas referências culturais. "O Brasil", observou ele, "demonstra que um Estado pode ser laico, sem ser neutro ou indiferente ao papel público da religião". Uma atenção especial foi dedicada ao tema da migração e da presença italiana, com referência aos capítulos sobre a missão de Scalabrini e sobre o clero laico italiano no Brasil, que testemunham a contribuição das comunidades imigrantes italianas para a construção do país.
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Traduzione in portoghese: A.R.R.