"Uno statista in esilio tra isolamento e profezia": convegno su Alcide De Gasperi alla Biblioteca Apostolica Vaticana
Antonella Rita Roscilli
Foto: A.R.R.
TESTO IN ITALIANO (Texto em português) NuoviPercorsiSarapegbe, 27 marzo 2026
Nel Salone Sistino della Biblioteca Vaticana è stata dedicata una giornata di studio ad Alcide De Gasperi (1881-1954), insigne personalità tra i padri costituenti dell’ Unità nazionale e della Unione Europea. "Uno statista in esilio tra isolamento e profezia" è, infatti, il titolo del convegno che lo scorso 26 marzo ha visto avvicendarsi personaggi, tra i quali il cardinale Pietro Parolin, che hanno ripercorso momenti salienti della vita di questo intellettuale e uomo politico. In particolare, si è approfondito un periodo meno conosciuto della vita di Alcide De Gasperi, ovvero quello trascorso nella Biblioteca Apostolica Vaticana-BAV. Alcide De Gasperi nacque nel Trentino quando questo territorio apparteneva ancora all’impero austro-ungarico. Compì i primi studi nel collegio vescovile di Trento e si diplomò nel liceo classico della città nel 1900. Partecipò ai congressi dell'Associazione universitaria cattolica trentina che lo elesse segretario nel 1901.
Nel 1904, in occasione di gravi scontri tra studenti di lingua italiana e tedesca, verificatisi dopo l'inaugurazione di un corso in italiano nella Facoltà di giurisprudenza dell'Università di Innsbruck, venne arrestato e detenuto per venti giorni. Nel 1905 si laureò in filologia moderna all'Università di Vienna, intraprese la carriera politica portando avanti una battaglia per l'autonomia del Trentino e per la difesa della cultura italiana nel territorio.

Alcide De Gasperi - 1947
Dal 1911 fu deputato al Parlamento di Vienna e si batté per i diritti delle popolazioni italiane, proclamando la loro volontà di essere annesse all'Italia.
Divenuto poi tra i membri più influenti del Partito popolare italiano. Nel 1921 fu eletto capogruppo alla Camera e nel 1923 sostituì Luigi Sturzo come segretario del partito. Era un convinto oppositore del fascismo e fu tra i membri più attivi del comitato dell'Aventino, un atto di protesta attuato a partire dal 27 giugno 1924 dalla Camera dei deputati del Regno d'Italia nei confronti del governo Mussolini in seguito al delitto Matteotti. Perciò De Gasperi nel 1926 fu sottoposto a sorveglianza, perseguitato, arrestato nel marzo 1927 e condannato a quattro anni di carcere (poi ridotti a due).
Il 1º aprile 1929, per interessamento del prefetto Giovanni Mercati e di Igino Giordani, venne assunto alla Biblioteca Vaticana e vi rimase fino al 1944. Fu addetto alla catalogazione degli stampati, in particolare di libri di scienze sociali in tedesco e nelle lingue nord-europee. Come ha ricordato Antonio Manfredi, organizzatore del convegno, “dai suoi quarantotto fino quasi ai suoi sessant'anni, lui visse di fatto in esilio, o comunque molto sorvegliato dal regime, ma lavorò costantemente per la Biblioteca Vaticana".
Da tutti gli interventi del convegno è emersa la centralità degli anni trascorsi tra le mura della Biblioteca, prima come catalogatore e poi come segretario. Fu un periodo difficile per De Gasperi, segnato dalla persecuzione fascista, ma anche un momento di fermento in cui, come ha sottolineato il Cardinale Parolin "il seme coltivato lungamente attecchisce e muore, permettendo al fusto di slanciarsi verso il cielo".
Il segretario di Stato ha ricordato l' amicizia con p. Agostino Gemelli e Giovan Battista Montini (futuro Papa Paolo VI), ed ha definito il periodo passato da De Gasperi in Vaticana come “anni di sofferenza, di silenzio e di preparazione, sofferenza che esprime nel suo diario, sofferenza fisica e spirituale”.
De Gasperi entrò nella BAV dopo la firma dei Patti lateranensi, “al termine della difficile prova del carcere, seguita alla mortificazione di cui venne fatto oggetto, anche da parte delle gerarchie ecclesiastiche, per il suo atteggiamento nell'ambito del Partito Popolare Italiano, tenacemente contrario ad ogni compromesso con il fascismo e per l'intuizione che si rivelerà profetica circa l'importanza di una collaborazione tra il centrismo di ispirazione cristiana e il socialismo democratico”.
L’ Arcivescovo Giovanni Cesare Pagazzi, archivista e bibliotecario di Santa Romana Chiesa, ha ricordato che quando De Gasperi iniziò a lavorare come catalogatore nella BAV “la Biblioteca era un ambiente di grande fermento intellettuale internazionale. In quel difficile periodo, le uniche ancore per De Gasperi furono la sua famiglia e la fede e chissà quanto questo esercizio portato avanti per anni avrà contribuito alla sua postura di statista, che doveva mettere insieme, trovando un filo, ordinando, anche logiche e sfumature molto diverse”.

Foto: A.R.R.
Agostino Giovagnoli, dell’ Università Cattolica del Sacro Cuore ha evidenziato che la lunga permanenza nella biblioteca fu importante per preparare la fase successiva, in cui De Gasperi fu presidente del consiglio e presidente dell’Assemblea comune europea: “Era un esiliato in patria, in Italia, dopo la condanna, con il controllo poliziesco. La Biblioteca Vaticana rappresentò un punto di libertà durante l’esilio, vi trovò un ambiente protettivo in cui poté riprendere un percorso, anzitutto interiore, perché dopo la condanna ci fu un nuovo inizio del cammino di fede di De Gasperi, ad un livello molto profondo”.
La Vaticana fu uno spazio umano, religioso e amicale, in quegli anni difficili, anche sul piano economico, per lui e la sua famiglia. Paolo Vian, vice prefetto dell'Archivio Apostolico Vaticano, ha ricordato che in quegli anni l’istituzione si stava “rinnovando profondamente grazie all’apporto della biblioteconomia americana”. Lo storico ha descritto questa trasformazione come un periodo fertile, sebbene vi fossero contrasti e difficoltà, come il crollo del 22 dicembre del 1931 in cui perirono sei persone. “Probabilmente questa lunga esperienza di De Gasperi in biblioteca, in un cantiere operoso, non privo di problemi, fu utile per il presidente del Consiglio della ricostruzione italiana”.
Philippe Chenaux - Pontificia Università Lateranense - ha dedicato il suo intervento al “disegno profetico della visione degasperiana sul federalismo europeo”, all’internazionalismo ginevrino, al pensiero di Jacques Maritain e al suo Umanesimo integrale (ove 'integralità per De Gasperi voleva dire anche «integrità», sostanza morale e rispetto della legalità e delle istituzioni), mettendo in luce il ruolo di questa esperienza nella biblioteca per la dimensione politica internazionale di De Gasperi. Rilevante è stata poi l’analisi di Ugo Pistoia, Sovrintendenza Beni Librari del Trentino, che ha illustrato la biblioteca personale di De Gasperi, nella quale spiccano tre materie: religione, scienze sociali e storia.
Grazie al Dipartimento dei Manoscritti e alla dr.a Claudia Montuschi, i partecipanti al convegno hanno potuto ammirare l’esposizione di autografi e materiali degasperiani, tra cui il diario che “rivela anche la sofferenza, l’angoscia per la persecuzione politica, l’isolamento imposto dal fascismo, le condizioni materiali economiche terribili, perché dopo essere stato sottoposto a un anno di carcere duro, tra ’27 e ‘28, quando esce dalla prigione è privato dei diritti politici, economici e sociali e non sa come mantenere la famiglia". Ed ha ricordato l’Omelia del 25 ottobre 2015, quando Papa Leone XIV rievocò la figura di De Gasperi, in corso di beatificazione, per aver saputo coniugare “la propria fede con una crescente responsabilità politica” e negli anni “segnati dai due conflitti mondiali” si è impegnato “a costruire ponti” che hanno resistito “alle correnti di opposte ideologie”.
Tra gli altri intervenuti al Convegno alla Biblioteca Vaticana: Saretta Marotta dell' Università Ca’ Foscari di Venezia, Alberto Lo Presti dell’Università Lumsa di Roma, Marialuisa Sergio dell’Università Roma Tre, e Don Mauro Mantovani, Prefetto della Biblioteca Apostolica Vaticana che ha curato le conclusioni.
Ricordiamo che nel dopoguerra De Gasperi fu protagonista della vita politica italiana: tra i fondatori della Democrazia cristiana, membro del Comitato di liberazione nazionale, ministro degli esteri nei governi Bonomi e Parri nel 1944-1945 e dal dicembre 1945 presidente del Consiglio dei ministri. Rimase alla guida di diversi governi sino al 1953, all'insegna di una politica centrista.
Ma egli fu anche “costruttore tenace di una diversa idea di Patria. Con la opzione repubblicana nasce un patriottismo basato sul legame indissolubile tra libera scelta democratica del popolo e istituzioni,” affermò in una occasione il presidente della Repubblica Sergio Mattarella “rispettoso delle culture delle diverse comunità presenti nel Paese. […] Al Museo della sua casa natale abbiamo poc'anzi scoperto una piccola iscrizione che ci ricorda che De Gasperi assunse le funzioni di Capo provvisorio dello Stato dal 13 alla fine di giugno del 1946. Questo evento, di solito eclissato nella pubblicistica corrente, lega la figura di De Gasperi - primo Capo dello Stato repubblicano - in maniera ancor più significativa alla nostra Repubblica”. [1]
[1] “70 anni di una Repubblica europea: la visione e il coraggio di Alcide De Gasperi”. Lectio degasperiana del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Pieve Tesino, 18/8/2016. In: https://www.degasperitn.it/394/Testo-Lectio-degasperiana-2016.pdf
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TEXTO EM PORTUGUÊS (Testo in italiano)“Um estadista no exílio entre o isolamento e a profecia"
Conferência sobre Alcide De Gasperi na Biblioteca Vaticana
por
Antonella Rita Roscilli
Foto: A.R.R.
NuoviPercorsiSarapegbe, 27 marzo 2026
Na Sala Sistina da Biblioteca Vaticana, um dia de estudos foi dedicado a Alcide De Gasperi (1881-1954), um dos pais fundadores da Unificação italiana e da União Européia. "Uno statista in esilio tra isolamento e profezia” (“Um estadista no exílio entre o isolamento e a profecia") foi o título da conferência realizada em 26 de março. Palestrantes ilustres, incluindo o Cardeal Pietro Parolin, revisitaram momentos-chave da vida deste intelectual e político italiano. Em particular, explorou-se um período menos conhecido da vida de Alcide De Gasperi: o tempo que ele passou trabalhando na Biblioteca Apostólica Vaticana (BAV).
De Gasperi nasceu em Trentino, quando a região ainda pertencia ao Império Austro-Húngaro. Completou seus estudos iniciais no Colégio Episcopal de Trento e em 1900 se formou no ensino médio clássico da cidade. Participou das conferências da Associação Universitária Católica de Trento, que o elegeu secretário em 1901. Em 1904, durante sérios confrontos entre estudantes de língua italiana e alemã, após a inauguração de um curso de língua italiana na Faculdade de Direito da Universidade de Innsbruck, foi preso e detido por vinte dias. Em 1905, formou-se em Filologia moderna pela Universidade de Viena e iniciou sua carreira política, liderando uma luta pela autonomia do Trentino e pela defesa da cultura italiana na região. A partir de 1911, foi membro do Parlamento de Viena e lutou pelos direitos da população italiana, proclamando seu desejo de anexação à Itália.
Mais tarde, tornou-se um dos membros mais influentes do Partido Popular Italiano. Em 1921, foi eleito líder do grupo na Câmara dos Deputados e, em 1923, substituiu Luigi Sturzo como secretário do partido. Era um opositor ferrenho do fascismo e esteve entre os membros mais ativos do Comitê Aventino, um protesto lançado em 27 de junho de 1924 pela Câmara dos Deputados do Reino da Itália contra o governo de Mussolini, após o assassinato de Giacomo Matteotti. Consequentemente, em 1926, De Gasperi foi colocado sob vigilância, perseguido, preso em março de 1927 e condenado a quatro anos de prisão (pena posteriormente reduzida para dois anos).
Em 1º de abril de 1929, graças aos esforços do prefeito Giovanni Mercati e de Igino Giordani, foi contratado pela Biblioteca Vaticana como escriturário, onde permaneceu até 1944. Era responsável pela catalogação de materiais impressos, principalmente livros de ciências sociais em alemão e línguas do norte da Europa. Conforme lembrou Antonio Manfredi, organizador da conferência: "Dos quarenta aos sessenta anos, ele viveu praticamente no exílio, ou pelo menos sob a vigilância constante do regime, mas trabalhou incessantemente para a Biblioteca Vaticana."

Alcide De Gasperi-1947
Todos os palestrantes destacaram a centralidade dos anos que De Gasperi passou dentro dos muros da Biblioteca, primeiro como catalogador e depois como secretário. Foi um período difícil para ele, marcado pela perseguição fascista, mas foi também um tempo de efervescência em que, como enfatizou o Cardeal Parolin, "a semente cultivada por um longo período cria raízes e morre, permitindo que o caule se eleve aos céus." O Secretário de Estado recordou sua amizade com o Padre Agostino Gemelli e Giovan Battista Montini (o futuro Papa Paulo VI) e descreveu o período de De Gasperi no Vaticano como "anos de sofrimento, silêncio e preparação — sofrimento que ele expressa em seu diário, sofrimento físico e espiritual."
De Gasperi ingressou na BAV após a assinatura dos Pactos de Latrão, "ao final da difícil provação da prisão", explicou o cardeal, "que, por sua vez, se seguiu à mortificação a que foi submetido, inclusive pela hierarquia eclesiástica, por sua posição dentro do Partido Popular Italiano, tenazmente contrário a qualquer compromisso com o fascismo, e por sua visão profética sobre a importância da colaboração entre o centrismo de inspiração cristã e o socialismo democrático". O Arcebispo Giovanni Cesare Pagazzi, arquivista e bibliotecário da Santa Igreja Romana, lembrou que, quando De Gasperi começou a trabalhar como catalogador na BAV, "a Biblioteca era um ambiente de grande efervescência intelectual internacional, mas De Gasperi chegou aqui mortificado pela vida. Suas únicas âncoras eram sua família e sua fé, e quem sabe o quanto esse exercício, realizado durante anos, contribuiu para sua postura como estadista, que teve de conciliar, encontrando um fio condutor, ordenando, até mesmo lógicas e nuances muito diferentes".
Agostino Giovagnoli, da Università Cattolica del Sacro Cuore, enfatizou que a longa estadia de De Gasperi na biblioteca foi importante na preparação para a fase seguinte, na qual atuou como Primeiro-Ministro e Presidente da Assembléia Comum Européia: "Ele era um exilado em sua terra natal, na Itália, após sua condenação, sob controle policial. A Biblioteca Vaticana representou um ponto de liberdade durante seu exílio, ali ele encontrou um ambiente protetor no qual pôde retomar uma jornada, antes de tudo interior, pois após a condenação houve um novo começo no percurso de fé de De Gasperi, a nível muito profundo. A Biblioteca Vaticana foi um espaço humano, religioso e acolhedor naqueles anos difíceis, inclusive financeiramente, para ele e sua família”. Paolo Vian, vice-prefeito dos Arquivos Apostólicos Vaticanos, lembrou que, naqueles anos, a instituição estava sendo "profundamente e radicalmente renovada graças à contribuição da biblioteconomia americana". O historiador descreveu essa transformação como um período frutífero, apesar dos contrastes e dificuldades, como o desabamento de 22 de dezembro de 1931, no qual seis pessoas morreram. "Provavelmente, a longa experiência de De Gasperi na biblioteca, em um canteiro de obras movimentado e não isento de problemas, foi útil para a reconstrução italiana."

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Philippe Chenaux, da Pontifícia Università Lateranense, dedicou seu discurso ao "projeto profético da visão de De Gasperi sobre o federalismo europeu", ao internacionalismo genebrino, ao pensamento de Jacques Maritain e ao seu Humanismo integral (onde para De Gasperi, "integral" significava "integridade", substância moral e respeito pela legalidade e pelas instituições), destacando o papel que teve a experiência na biblioteca para a dimensão política internacional de De Gasperi. Também relevante foi a análise de Ugo Pistoia, Sovrintendente del Patrimônio del Libro del Trentino, que ilustrou a biblioteca pessoal de De Gasperi, que incluía sobretudo três temas fundamentais: religião, ciências sociais e história.
Graças ao Departamento de Manuscritos e à Dra. Claudia Montuschi, os participantes puderam admirar a exposição de autógrafos e materiais de De Gasperi, incluindo o diário que "também revela o sofrimento, a angústia da perseguição política, o isolamento imposto pelo fascismo e as terríveis condições materiais e econômicas, porque depois de ser submetido a um ano de dura prisão entre 1927 e 1928, quando foi libertado da prisão, foi privado de direitos políticos, econômicos e sociais e não sabia como sustentar sua família."
Ela também destacou a Homilia de 25 de outubro de 2015 em que Papa Leão XIV lembrou De Gasperi, que està em processo de beatificação, por ter combinado "sua fé com uma crescente responsabilidade política" e, nos anos "marcados pelas duas guerras mundiais", ter se comprometido "a construir pontes" que resistissem "às correntes de ideologias opostas".
Outros palestrantes na conferência na Biblioteca Vaticana foram Saretta Marotta, da Universidade Ca' Foscari de Veneza, Alberto Lo Presti, da Universidade Lumsa de Roma, Marialuisa Sergio, da Universidade Roma Tre, e Dom Mauro Mantovani, Prefeito da Biblioteca Apostólica Vaticana, que editou as conclusões da conferência.
Deve-se lembrar que De Gasperi foi uma figura proeminente na vida política italiana também no período pós-guerra: entre os fundadores da Democrata Cristã, membro do Comitê de Libertação Nacional, Ministro das Relações Exteriores nos governos Bonomi e Parri em 1944-1945 e Primeiro-Ministro a partir de dezembro de 1945. Ele liderou vários governos até 1953, sob a bandeira da política centrista.
Mas De Gasperi não foi apenas protagonista de tudo isso, ele “foi também tenaz construtor de uma idéia diferente de pátria. Com a opção republicana, nasceu um patriotismo baseado no vínculo indissolúvel entre a livre escolha democrática do povo e as instituições”afirmou em uma ocasião o presidente da Republica italiana Sergio Mattaella “Respeitoso com as culturas das diferentes comunidades presentes no país. [...] No museu de sua cidade natal, acabamos de descobrir uma pequena inscrição que nos lembra que De Gasperi assumiu o cargo de Presidente do Estado provisório, de 13 de junho até o final de junho de 1946. Esse evento, geralmente esquecido nas publicações atuais, vincula a figura de De Gasperi - primeiro Presidente do Estado republicano - de forma ainda mais significativa à nossa República”
[1].
[1] “70 anni di una Repubblica europea: la visione e il coraggio di Alcide De Gasperi”. Lectio degasperiana del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Pieve Tesino, 18/8/2016. In: https://www.degasperitn.it/394/Testo-Lectio-degasperiana-2016.pdf
Traduzione in portoghese di A.R.R.
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