Mostra “Flowers.Dal Rinascimento all’intelligenza artificiale” fino al 22 febbraio al Chiostro del Bramante di Roma
Antonella Rita Roscilli
Austin Young (Fallen Fruit), Temple of Flowers (Il Piccolo Paradiso),2025. Commissioned by Chiostro del Bramante for the exhibition Flowers.Courtesy Austin Young. Foto: A.R.R.
TESTO IN ITALIANO   (Texto em português)

                                                                                                                                                               NuoviPercorsi/Sarapegbe, 4 febbraio 2026
Un’ immersione nella Bellezza, quella che fa bene al corpo e all’anima: è ciò che propone l’intero percorso della Mostra “Flowers. Dal Rinascimento all’intelligenza artificiale” visitabile fino al 22 febbraio 2026 nella splendida cornice dell’Antico Chiostro del Bramante di Roma, luogo dall’eccezionale fascino cinquecentesco, commissionato dal cardinale Oliviero Carafa intorno al 1500, e progettato dall'architetto Donato Bramante.

Dall’esposizione “Flowers” si esce arricchiti e con una grande serenità interiore. I fiori, infatti, splendidi esempi della meraviglia della Natura, espressi in tutte le loro forme, parlano un linguaggio universale capace di attraversare secoli e culture. Raccontano emozioni, celebrano la bellezza e custodiscono storie millenarie.

La mostra, curata da Franziska Stöhr con Roger Diederen, in collaborazione con Suzanne Landau, offre un viaggio attraverso ben cinque secoli di arte, cultura e innovazione.

“I fiori sono molto più di semplici elementi decorativi”, spiega Natalia de Marco, direttrice artistica del Chiostro del Bramante. “Sono simboli universali che rappresentano ogni aspetto della vita: dalla resistenza alla spiritualità, dall’amore al conflitto, dalla scienza all’ecologia”.Questo viaggio sensoriale prende vita in un percorso espositivo che unisce opere del passato e del presente, offrendo al pubblico una lettura inedita del ruolo che i fiori hanno avuto, e giocano tutt’oggi, nell’evoluzione della nostra storia e della nostra società.

Le opere protagoniste spaziano dal XVI al XXI secolo. Dipinti, sculture, manoscritti, arazzi, fotografie, installazioni site-specific, opere di realtà aumentata e intelligenza artificiale si intrecciano per raccontare l’incontro tra arte e natura. Vi sono opere splendide come la corona nuziale dell’imperatrice Elisabetta d’Austria,1837-1898 (Sissi) che riproduce delicati fiori di mirto e di arancio, esempio straordinario della tradizione orafa ottocentesca.  Oppure la superba scultura del 1873 “Le Triomphe de Flor” di Jean Baptiste Carpeaux che ritrae Flora, la dea romana dei fiori, della fertilità e della primavera.
                                                      
                      Foto: A.R.R.                                                                           

Tra i Maestri presenti ricordiamo Jan Brueghel il Vecchio e la sua narrazione dei fiori come protagonisti silenziosi di un ampio universo simbolico, tra sacro e profano; Girolamo Pini e la sua attenzione al dettaglio botanico; Edward Burne-Jones e William Morris e le loro rappresentazioni floreali che evocano una bellezza eterea tipica del movimento preraffaellita.

Accanto a queste opere, troviamo le sculture contemporanee di Ai Weiwei e Kapwani Kiwanga, che utilizzano i fiori come metafora di resistenza e rigenerazione, ponendo l’accento sulle sfide sociali e ambientali del nostro tempo. Studio Drift con le sue installazioni tecnologiche ispirate ai processi naturali; Kehinde Wiley con un’interpretazione audace e  vibrante del tema floreale. Miguel Chevalier esplora la questione della naturalezza e dell'artificialità dei fiori con la sua installazione immersiva, e Rebecca Louise Law crea un suggestivo corridoio in cui il pubblico viene letteralmente sommerso dai fiori, offrendo un’esperienza sensoriale irripetibile, quanto il percorso olfattivo, ospitato lungo tutto il percorso espositivo e la passeggiata botanica. Anche l’esterno del Chiostro è protagonista della mostra, completamente trasformato in un vero e proprio paradiso terrestre da un’installazione firmata Austin Young (Fallen Fruit).
                                      
Una sezione speciale è dedicata ai fiori nella scienza e nella politica, sottolineando come questi simboli naturali abbiano spesso un ruolo cruciale nelle dinamiche culturali e sociali, dalle problematiche ecologiche (con  diversi riferimenti alla dimensione “artistica” delle api, grazie al loro instancabile lavoro di impollinazione) alle battaglie per i diritti civili.

Le oltre 90 opere in mostra provengono da 10 diversi Paesi del mondo: il Chiostro del Bramante ha coinvolto istituzioni prestigiose come il Louvre, il Musée d'Orsay, il Petit Palais, il Musée des Arts Décoratifs di Parigi e i Royal Botanic Gardens, Kew di Londra. Tra i prestatori figurano anche la Galleria Borghese, la Biblioteca Casanatense, il Badisches Landesmuseum di Karlsruhe e l'Israel Museum di Gerusalemme. Il racconto della mostra è realizzato in formato podcast, interpretato da Alessandro Preziosi.
                                         

                                                     Rebecca Louise Law, Calyx, 2023,
                                            Dried flowers, copper wire, variable dimensions
                                          Foto: A.R.R.
Sono due le esperienze sensoriali nate per questa esposizione: la prima è un percorso immersivo realizzato da Coldiretti nel cuore del Chiostro del Bramante, dove alberi, arbusti e fiori italiani raccontano il valore della biodiversità e il ruolo del verde urbano nel migliorare la qualità della vita. Un’iniziativa che unisce natura e cultura, sottolineando l’importanza della sostenibilità e della tradizione florovivaistica italiana.
La seconda, invece, è un percorso olfattivo ideato da Campomarzio70: protagonisti, quattro fiori nobili utilizzati in profumeria - arancio, gelsomino, rosa e tuberosa - ciascuno presente singolarmente in altrettante sale. La scelta è stata di suggerire l’esperienza olfattiva grazie ad apposite colonne accessibili a doppia altezza pensate per tutti i pubblici della mostra, compresi i più piccoli, affinché tutti possano avere un approccio più intimo e personale. Nella sala conclusiva del percorso espositivo, infine, viene diffusa Flowers by Campomarzio70, blend delle singole note fiorite.

In un momento storico in cui i cambiamenti climatici e la perdita di biodiversità pongono sfide senza precedenti, “Flowers” diventa un manifesto per la sostenibilità, proponendo opere che invitano il pubblico a osservare la natura con uno sguardo nuovo e a interrogarsi sulle proprie responsabilità.
Ogni installazione racconta una storia, unendo l’approccio visionario degli artisti a tematiche urgenti come l’adattamento degli ecosistemi, l’impatto dell’industria sull’ambiente e la necessità di preservare la biodiversità. L’interazione con opere come “Honeycomb Head of the Emperor Hadrian” di Tomáš Gabzdil Libertíny, “Meadowdi Studio Drift, dove fiori meccanici riproducono la bellezza effimera della natura, o “Forest Flux/Waldwandel” di Tamiko Thiel and/p, che esplora l’adattamento delle foreste ai cambiamenti climatici, permette ai visitatori di immergersi in un’esperienza emotiva e formativa.

Il Chiostro del Bramante, attraverso il suo Dipartimento educativo, diventa così promotore di sostenibilità su più livelli. Oltre ad accogliere il pubblico in mostra, ogni anno lavora con migliaia di studenti, portando avanti azioni educative sia in museo che direttamente nelle scuole, contribuendo significativamente alla formazione di futuri cittadini consapevoli. I contenuti della mostra “Flowers” diventano parte di un percorso didattico innovativo che sensibilizza le nuove generazioni, ponendo le basi per un rapporto più responsabile e attento con l’ambiente.



© SARAPEGBE                                                             
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TEXTO EM PORTUGUÊS   (Testo in italiano)

Em Roma “Flowers. Dal Rinascimento all’intelligenza artificiale”: a exposição da Beleza.
por
Antonella Rita Roscilli


                                                   
                                                                 
                                         Austin Young (Fallen Fruit), Temple of Flowers (Il Piccolo Paradiso),2025.
                                         Commissioned by Chiostro del Bramante for the 
exhibition Flowers. Courtesy Austin Young. 
                                                                               Foto: A.R.R.       
                                                                                       

                                                                                                                NuoviPercorsi/Sarapegbe, 4 febbraio 2026
Mergulhar na Beleza, aquela que doa beneficio tanto ao corpo como ao espírito: é isso que oferece a inteira exposição "Flowers. Dal Rinascimento all’Intelligenza Artificiale” (Flores. Do Renascimento à Inteligência Artificial). Se pode visitar até o dia 22 de fevereiro de 2026, no esplêndido cenário do Chiostro del Bramante, em Roma, um lugar de excepcional charme do século XVI, encomendado pelo Cardeal Oliviero Carafa e projetada pelo arquiteto Donato Bramante.

Impossível sair desta exposição sem sentir um enriquecimento e uma grande serenidade interior. Exemplos sublimes das maravilhas da Natureza, expressas em todas as suas formas, as flores falam uma linguagem universal capaz de atravessar séculos e culturas. Elas expressam emoções, celebram a beleza e até preservam histórias ancestrais.

A exposição, com curadoria de Franziska Stöhr e Roger Diederen, em colaboração com Suzanne Landau, oferece uma viagem através de cinco séculos de arte, cultura e inovação.
 
"As flores são muito mais do que simples elementos decorativos", explica Natalia de Marco, diretora artística do Chiostro del Bramante. "Elas são símbolos universais que representam todos os aspectos da vida: da resistência à espiritualidade, do amor ao conflito, da ciência à ecologia." Este percurso sensorial ganha vida em uma exposição que une obras do passado e do presente, oferecendo ao público uma compreensão única do papel que as flores desempenharam, e continuam a desempenhar, na evolução da nossa história e sociedade.

As obras em destaque abrangem épocas a partir do século XVI até o XXI. Pinturas, esculturas, manuscritos, tapeçarias, fotografias, instalações e inteligência artificial se entrelaçam para narrar o encontro entre arte e natureza. Existem obras esplêndidas, como a coroa de casamento da Imperatriz Elisabeth da Áustria, 1837-1898 (Sissi), que reproduz delicadas flores de murta e laranjeira, um exemplo extraordinário da tradição da ourivesaria do século XIX. Ou a magnífica escultura de 1873 “Le Triomphe de Flor” de Jean Baptiste Carpeaux, que retrata Flora, a antiga deusa romana das flores, da fertilidade e da primavera.

                                                       
                       Foto: A.R.R.                                                                             

Entre os mestres apresentados estão Jan Brueghel, o Velho, e sua narrativa das flores como protagonistas silenciosas de um vasto universo simbólico, entre o sagrado e o profano; Girolamo Pini e sua extraordinária atenção aos detalhes botânicos; Edward Burne-Jones e William Morris e suas delicadas representações florais, que evocam uma sensação de beleza etérea típica do movimento pré-rafaelita.

Ao lado dessas obras históricas, encontramos esculturas contemporâneas de Ai Weiwei e Kapwani Kiwanga, que usam as flores como metáfora para resistência e regeneração, destacando os desafios sociais e ambientais do nosso tempo. O Studio Drift cativa com suas instalações tecnológicas inspiradas em processos naturais, enquanto Kehinde Wiley oferece uma interpretação ousada e vibrante do tema floral. Miguel Chevalier explora a questão da naturalidade e artificialidade das flores com sua instalação imersiva, e Rebecca Louise Law cria um corredor evocativo no qual o público é literalmente submerso por flores, oferecendo uma experiência sensorial tão singular quanto o percurso olfativo, presente em toda a exposição, e o passeio botânico, realizado na galeria superior. O exterior do Claustro também é protagonista da exposição, completamente transformado em um verdadeiro paraíso terrestre por uma instalação de Austin Young (Fallen Fruit).
                                          
Uma seção especial é dedicada às flores na ciência e na política, destacando como esses símbolos naturais muitas vezes desempenham um papel crucial nas dinâmicas culturais e sociais, desde questões ecológicas (perfeitamente exemplificadas pelas diversas referências à dimensão "artística" das abelhas, graças ao seu incansável trabalho de polinização) até as lutas pelos direitos civis.

As mais de 90 obras exibidas provêm de 10 países diferentes ao redor do mundo: o Chiostro del Bramante contou com a participação de instituições prestigiosas como o Louvre, o Musée d'Orsay, o Petit Palais, o Musée des Arts Décoratifs em Paris e o Royal Botanic Gardens, Kew em Londres. Entre os que emprestaram obras estão também a Galleria Borghese, a Biblioteca Casanatense, o Badisches Landesmuseum em Karlsruhe e o Museu de Israel em Jerusalém. A narrativa da exposição, apresentada em formato de podcast conta com a voz do ator Alessandro Preziosi, explora as obras com uma abordagem singular, destacando palavras emblemáticas que revelam seus significados mais profundos.
                                                      
                                     
Rebecca Louise Law, Calyx, 2023, Dried flowers, copper wire, variable dimensions
                                                                                 Foto: A.R.R.
São duas as experiências sensoriais que nasceram propositalmente para esta exposição: a primeira, um percurso imersivo criado pela Coldiretti [i]no coração do Chiostro del Bramante, onde árvores, arbustos e flores italianas ilustram o valor da biodiversidade e o papel do verde urbano na melhoria da qualidade de vida. Esta iniciativa une natureza e cultura, destacando a importância da sustentabilidade e da tradição italiana da floricultura.

A segunda, um percurso olfativo concebido pela Campomarzio70[ii], apresenta quatro flores nobres usadas na perfumaria — laranja, jasmim, rosa e tuberosa — cada uma apresentada individualmente em suas próprias salas. A experiência olfativa foi aprimorada por colunas de pé-direito duplo especialmente projetadas e acessíveis a todos os visitantes, incluindo crianças, permitindo que todos desfrutem de uma experiência mais íntima e pessoal. 


Numa época em que as alterações climáticas e a perda de biodiversidade representam desafios sem precedentes, "Flowers" torna-se um manifesto para a sustentabilidade, apresentando obras que convidam o público a observar a natureza com novos olhos e a questionar as suas próprias responsabilidades.
 
Cada instalação conta uma história, combinando a abordagem visionária dos artistas com questões prementes como a adaptação dos ecossistemas, o impacto da indústria no ambiente e a necessidade de preservar a biodiversidade. A interação com obras como "Honeycomb Head of the Emperor Hadrian" de Tomáš Gabzdil Libertíny, "Meadow" do Studio Drift, onde flores mecânicas reproduzem a beleza efémera da natureza, ou "Forest Flux/Waldwandel" de Tamiko Thiel and/p, que explora a adaptação das florestas às alterações climáticas, permite aos visitantes mergulhar numa experiência emocional e educativa.
 
Chiostro del Bramante, através do seu Departamento de Educação, torna-se assim um promotor da sustentabilidade a múltiplos níveis. Além de receber o público em sua exposição, o Museu trabalha com milhares de estudantes anualmente, realizando atividades educativas tanto em suas instalações quanto diretamente nas escolas, contribuindo significativamente para a formação de cidadãos conscientes e bem informados no futuro. O conteúdo da exposição "Flowers" integra um programa educativo inovador que conscientiza as novas gerações, lançando as bases para uma relação mais responsável e atenta com o meio ambiente.

 


[i] Coldiretti è a Confederação Nacional de Agricultores Diretos, fundada em 1944, é a principal organização agrícola italiana e europeia. N.d.T.
 
[ii] Campo Marzio70 è um emblema da cultura e da arte da perfumaria italiana. Trata-se de uma prestigiosa instituição italiana especializada em perfumaria artística, perfumaria de nicho e cosméticos de alta qualidade, com sede em Roma. Foi fundada em 1926 e vem sendo gerida pela família Di Liello há quatro gerações. E’ uma referência em fragrâncias exclusivas. N.d.T.




Traduzione in portoghese: A.R.R.