Gianni Amico e "Bahia de Todos os Sambas": "o sertão vai virar mar e o mar vai virar sertão"
Antonella Rita Roscilli
Gianni Amico
TESTO IN ITALIANO   (Texto em português)

Regista,  documentarista, sceneggiatore, animatore culturale, grande amante del jazz e della musica brasiliana, Gianni Amico nasce a Loano (Savona) il 27 dicembre 1933. Si avvicina al cinema inizialmente come assiduo spettatore. Nel 1960 idea con il padre gesuita Angelo Arpa la Rassegna Internazionale del Cinema Latinoamericano di Santa Margherita Ligure, che ospita i maggiori esponenti delle "nuove ondate" del cinema sudamericano (tra gli altri Glauber Rocha, Fernando Birri, Nelson Pereira dos Santos, Tomás Gutiérrez Alea) e, tra i tanti meriti culturali, ha quello di segnare la fine dell'isolamento diplomatico di Cuba in quanto ospita le autorità cubane.
 
Porta avanti questa rassegna fino al 1964 prima a Santa Margherita Ligure e poi a Sestri Levante. Nel 1960 è produttore esecutivo di "Era notte a Roma" di Roberto Rossellini. Nel 1963 si trasferisce a Roma ove  incontra il regista Bernardo Bertolucci con cui lavorerà diventando nel tempo suo grande amico. Alla fine degli anni '60 inizia a compiere i primi viaggi in Brasile, dove gira per la RAI documentari come "Giovani brasiliani" (1967) e "Aí vem o samba". Si appassiona di quella "terra piena di contrasti" dove nel 1968 realizzerà il suo primo lungometraggio (Tropici) nel quale mescola documentario e fiction avvicinandosi alla realtà socioeconomica del Brasile e presentando uno spaccato vivo del rapporto tra classi dominanti e oppressi.  Diversi suoi film, a partire dal cortometraggio "Noi insistiamo!Suite per la libertà subito" 1964, (ispirato alla composizione di Max Roach "We insist! Freedom Now Suite"), portano  i segni della sua passione per il jazz, ma anche per l'affermazione dei diritti umani.
 
Con Bernardo Bertolucci scrive le sceneggiature di "Prima della rivoluzione" (1964) e di "Partner" (1968). Nel 1969 collabora come aiuto regista di Jean-Luc Godard alla realizzazione di "Vento dell'est e l'anno successivo scrive con Glauber Rocha la sceneggiatura del film "O leão de sete cabeças". Amico fa propria la lezione del neorealismo a cui dedica "Il cinema della realtà" che raccoglie testimonianze di Rossellini, De Sica, Zavattini, Antonioni, Pasolini e Bernardo Bertolucci.
 
Collabora per molti anni con la Rai girando vari documentari e sceneggiati, tra i quali ricordiamo "Lo specchio rovesciato. Un'esperienza di autogestione operaia", "Your Love is like the Sea" (1976), "L'inchiesta" (1971), "Ritorno" (1973), "Le cinque stagioni", "Le affinità elettive" (1979), "Giovani, donne, fabbrica" (1981), "L'addio a Enrico Berlinguer" (1984).  Il suo ultimo progetto, in fase di pre-produzione, fu un film su Django Reinhardt scritto con Hean-Louis Comolli ed Enzo Ungari. Muore a Roma il 2 novembre 1990.
 
Giuseppe Bertolucci, tra le altre, ha scritto di lui: "Un tropicalismo nativo, organico, misterioso e inspiegabile, non mediato dall'ideologia, una vocazione all'altrove che mi ricordava quella di certi mistici perduti per anni e anni nel deserto, a inseguire cavallette e fantasmi. Ma al tempo stesso, un grande acume umano, una capacità rara di aggirarsi in punta di piedi dentro le contraddizioni e i conflitti, suoi e degli altri cercando sempre una soluzione, anche provvisoria, anche illusoria, intimamente convinto com'era che il più delle volte non ci sono soluzioni, ma solo rinunce. Solo la musica, l'amore e il cinema non ammettevano rinunce". (In: "Gianni Amico". A cura di Olmo Amico, Fiorella Giovannelli, Enrico Vincenti. Torino: Torino Film Festival, 2002. In: Jazz e altre visioni: tre film di Gianni Amico).
 
E' proprio grazie a Gianni Amico che nel 1983 si svolge a Roma, "Bahia de Todos o Sambas", la più grande rassegna di musica brasiliana mai realizzata in Europa. Nel corso di nove giorni, dal 23 al 31 agosto, sul palco del Circo Massimo e a Piazza Navona per la serata finale, il pubblico romano ha l' occasione unica di ritrovarsi con i più grandi artisti brasiliani ed entrare in contatto con una delle culture musicali più eclettiche ed affascinanti. Avviene durante la prima "Estate Romana" organizzata da Renato Nicolini, assessore alle Politiche Culturali: un palcoscenico enorme e molto pubblico (circa 15.000 ogni sera) che, oltre alla musica, ha modo di scoprire danze, capoeira e molto altro.
 
"Aprire  un discorso sul Samba significa porre l'attenzione su un fenomeno musicale ricco il cui unico termine di paragone può essere indicato nella cultura del blues (ma forse samba e jazz altro non sono che due capitoli di un unico fatto musicale, la musica afroamericana. Il Samba non é solo un fatto musicale, ma è l'espressione artistica più alta e articolata di un popolo che ha scelto la musica per raccontare la propria storia, dibattere i suoi problemi, celebrare le sue lotte, sognare il proprio futuro. Volendo aprire un discorso sul Samba, la scelta di Bahia è obbligatoria" scrive Gianni Amico nella presentazione dell'evento.
 
                                                               
                                                   Estratto della copertina della brochure originale del 1983 di "Bahia de Todos os Sambas"
La prima serata è dedicata al regista Glauber Rocha con la proiezione del film "Barravento"(1963)  e "A idade da terra"(1980). Alle serate successive partecipano grandi nomi come Moraes Moreira (con il figlio Davi Moreira), Batatinha,  Armandinho, Aroldo, i fratelli Macêdo con il Trio elettrico Dodô e Osmar, Naná Vasconcelos, João Gilberto, Paulinho Boca de Cantor, Walter Queiroz, Dorival Caymmi, Gilberto Gil, Caetano Veloso, Gal Costa, Nanà Caymmi, tra gli altri, e gruppi importantissimi come il Gruppo "Viva Bahia" di Emilia Biancardi, eccelsa ricercatrice, docente e musicologa che per anni e anni si dedica "al recupero delle forme folcloristiche dimenticate o del tutto perduto dalla tradizione popolare baiana". Il gruppo presenta danze rituali della religione del Candomblé, il Congado, la Dança do côco, il Samba Lenço, il Bate-Coxa, la Capoeira, il Maculelê. Per la prima volta vennero danzate a Roma.
 
L'evento si conclude con un bagno di folla a piazza Navona che viene letteralmente invasa dai suoni e dai ritmi del Carnevale baiano con "Armandinho Trio elêtrico Dodô e Osmar" che suonano su un vero "trio elettrico" costruito per l'occasione da Osmar Macêdo a Cinecittà.
"Senza l'insegnamento di Glauber Rocha questa manifestazione non sarebbe mai stata ideata; al ricordo degli anni da lui vissuti fra noi in Roma, che Glauber adorava, creando e soffrendo la "Saudade da sua terra" è dedicata questa festa baiana" scrive Gianni Amico nella brochure che accompagna l'evento.
 
Da tutto questo nasce anche un documentario con la regia di Gianni Amico, Leon Hirszman, Paulo Cezar Saraceni: una cooproduzione Italia/Brasile che nel 1996 giunge al Festival di Venezia, al Festival dell'Avana a Cuba e l'anno successivo arriva anche in Brasile. La prima avviene il 26 febbraio 1997 al Cine-Teatro do Sesc di Salvador Bahia.  
 

Nota bibliografica
- Gianni Amico. A cura di Olmo Amico, Fiorella Giovannelli, Enrico Vinceni (a cura di). Torino: Torino Film Festival, 2002
- Jazz e altre visioni. Tre film di Gianni Amico. Dvd. (Contiene: Non insistiamo! suite per la libertà subito (Italia, 1964) ; Appunti per un film sul Jazz (Italia, 1965) ; Il cinema della realtà (Italia, 1969). Contenuti extra: L'uomo Amico / un documentario di Germano Maccioni, da un'idea di Olmo Amico. Italia, 2014). A cura di Cineteca di Bologna. 2014





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Antonella Rita Roscilli,. Scrittrice, Traduttrice, giornalista, brasilianista. Da circa trent'anni anni si dedica alla divulgazione in Europa di cultura  e attualità del Brasile, Portogallo, paesi di lingua portoghese dell'Africa, con articoli e saggi pubblicati nella stampa e nel mondo accademico internazionale, oltre a convegni e conferenze. Laureata in Italia in Lingua e Letteratura Brasiliana presso l' Università "La Sapienza" di Roma, è Mestra em Cultura e Sociedade presso la Università Ufba, in Brasile, ove è stata eletta Membro corrispondente per l'Italia della Academia de Letras da Bahia (ALB), e dell'Istituto Storico Geografico (IGHB). Ideatrice nell'area documentaristica, si occupa di dialogo interculturale e storia delle migrazioni. E' biografa della memorialista brasiliana di origini italiane Zélia Gattai, moglie di Jorge Amado. Su lei ha pubblicato in Brasile diverse opere.  





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TEXTO EM PORTUGUÊS   (Testo in italiano)

Gianni Amico e "Bahia de Todos os Sambas": "o sertão vai virar mar e o mar vai virar sertão"
por
Antonella Rita Roscilli

 
                                                           
                                                                                   Gianni Amico

Diretor, documentarista, roteirista, animador cultural, grande amante do jazz e da música brasileira, Gianni Amico nasceu em Loano (Savona) em 27 de dezembro de 1933. Aborda o cinema inicialmente como um espectador regular. Em 1960, junto com o padre jesuíta Angelo Arpa concebeu a Rassegna Internazionale di Cinema Latino-Americano na cidade de Santa Margherita Ligure, que acolhe os grandes expoentes das "novas ondas" do cinema sul-americano (entre outros Glauber Rocha, Fernando Birri, Nelson Pereira dos Santos , Tomás Gutiérrez Alea) e, entre os muitos méritos culturais, o de marcar o fim do isolamento diplomático de Cuba ao hospedar as autoridades cubanas.
 
As edições do festival prosseguirão até 1964, antes na cidade de Santa Margherita Ligure e depois em Sestri Levante. Em 1960 è produtor executivo do filme "Era notte a Roma", de Roberto Rossellini. Em 1963 muda-se para Roma onde conhece o diretor Bernardo Bertolucci com quem trabalharà, tornando-se os dois grandes amigos para sempre.  No final da década de 1960 inicia suas primeiras viagens ao Brasil, onde realiza documentários como "Giovani Brasiliani" (1967) e "Aí vem o samba" para a emissora italiana publica RAI-Radiotelevisione Italiana. Apaixonado por aquela "terra de contrastes" onde em 1968 realizarà seu primeiro filme (Tropici), no qual mescla documentário e ficção, aproximando-se da realidade socioeconômica do Brasil e apresentando um vivo entrecruzamento da relação. entre classes dominantes e oprimidas. Vários de seus filmes, começando com o curta-metragem "Noi insistiamo! Suite per la libertà subito", 1964, (inspirado na composição de Max Roach "We insist! Freedom Now Suite "), trazem as marcas de sua paixão pelo jazz, mas também para a afirmação dos direitos humanos.
 
Com Bernardo Bertolucci escreve os roteiros de "Prima della rivoluzione" (1964) e "Partner" (1968). Em 1969 colabora como assistente de direção de Jean-Luc Godard na realização de "Vento dell'est" e no ano seguinte escreveu o roteiro do filme "O leão de sete cabeças" com Glauber Rocha. Amico retoma a lição do neo-realismo a que dedica "O cinema da realidade" que reúne testemunhos de Rossellini, De Sica, Zavattini, Antonioni, Pasolini e Bernardo Bertolucci.
 
Colabora durante muitos anos com Rai, rodando diversos documentários e teledramaturgias, entre os quais destacamos "Lo specchio rovesciato. Un'esperienza di autogestione operaia", "Your Love is like the Sea" (1976), "L'inchiesta" (1971), "Ritorno" (1973), "Le cinque stagioni", "Le affinità elettive" (1979), "Giovani, donne, fabbrica" (1981), "L'addio a Enrico Berlinguer" (1984).  Seu último projeto, em pré-produção, è um filme sobre Django Reinhardt escrito com Jean-Louis Comolli e Enzo Ungari. Gianni Amico falce em Roma em 2 de novembro de 1990.
 
Giuseppe Bertolucci, entre outras, sobre ele assim escreve: “Um tropicalismo nativo, orgânico, misterioso e inexplicável, não mediado por ideologia, uma vocação em outro lugar que me fez lembrar de certos místicos perdidos por anos e anos no deserto, para perseguir gafanhotos e fantasmas. Mas, ao mesmo tempo, uma grande perspicácia humana, uma rara capacidade de contornar as contradições e os conflitos, seus e dos outros, sempre em busca de uma solução, mesmo provisória, mesmo ilusória, profundamente convencido de que a maior parte do tempo não há soluções, só sacrifícios. Só a música, o amor e o cinema não permitiam a renúncia ”. (In: "Gianni Amico". Editado por Olmo Amico, Fiorella Giovannelli, Enrico Vincenti. Torino: Festival de Cinema de Turim, 2002. In: Jazz e outras visões: três filmes de Gianni Amico).
 
É graças ao Gianni Amico que em 1983 acontece em Roma o "Bahia de Todos o Sambas", o maior festival de música brasileira já realizado na Europa. Ao longo de nove dias, de 23 a 31 de agosto, no palco do Circo Massimo, e na última noite na Piazza Navona, o público romano tem a oportunidade única de ver e ouvir os maiores artistas brasileiros (acerca de 150 artistas), e entrar em contato com uma das culturas musicais mais ecléticas e fascinantes. Acontece durante a primeira “Estate Romana” idealizada e organizada por Renato Nicolini, vereador das Políticas Culturais: um palco enorme e muito público (acerca de 15.000 pessoas toda noite) que, além da música, tem a oportunidade de descobrir danças, capoeira e muito mais.
 
                                                               
                                                      Uma parte da capa da brochure original de 1983 de "Bahia de Todos os Sambas"

“Abrir um discurso sobre o samba significa enfocar um rico fenômeno musical cujo único termo de comparação pode ser indicado na cultura do blues (mas talvez samba e jazz sejam dois capítulos de um único fato musical, a música afro-americana. Samba não è apenas um fato musical, mas a expressão artística mais elevada e articulada de um povo que escolheu a música para contar sua história, debater seus problemas, celebrar suas lutas, sonhar com seu futuro. Querendo abrir um discurso sobre o Samba, a escolha da Bahia è obrigatória", escreve Gianni Amico na introdução do livrinho que ilustra o evento.
 
A primeira noite do festival é dedicada a Glauber Rocha com a exibição dos filmes "Barravento" (1963) e "A idade da terra" (1980). Grandes nomes como Moraes Moreira participam nas noites seguintes Moreira (com seu filho Davi Moreira), Batatinha, Armandinho, Aroldo, os irmãos Macêdo com o trio elétrico Dodô e Osmar, Naná Vasconcelos, João Gilberto, Paulinho Boca de Cantor, Walter Queiroz, Dorival Caymmi, Gilberto Gil, Caetano Veloso, Gal Costa, Nanà Caymmi, entre outros, e grupos muito importantes como o Grupo "Viva Bahia" de Emilia Biancardi, excelente pesquisadora, professora e musicóloga que hà anos e anos se dedica, entre outras, "à recuperação de formas folclóricas esquecidas ou completamente perdidas do tradição popular. baiana ". O grupo apresenta danças rituais da religião Candomblé, o Congado, a Dança do côco, o Samba Lenço, o Bate-Coxa, a Capoeira, o Maculelê. Pela primeira vez eles a cidade eterna assiste a estas manifestações.
 
O evento termina com um banho de multidão na Piazza Navona que é literalmente invadida pelos sons e ritmos do Carnaval Baian com "Armandinho Trio elêtrico Dodô e Osmar" e outros tocando em um verdadeiro "trio elétrico" construído pela ocasião por Osmar Macêdo no Cinecittà. “Sem o ensino de Glauber Rocha este evento nunca teria sido concebido; esta festa baiana é dedicada à memória dos anos que ele viveu conosco em Roma, cidade que Glauber adorou, criando e sofrendo a Saudade da sua terra" assim escreve Gianni Amico.
 
E' a partir de todo este grande movimento que nasce também o documentário "Bahia de todos os Sambas", dirigido por Gianni Amico, Leon Hirszman, Paulo Cezar Saraceni: uma coprodução Itália / Brasil que em 1996 chega ao Festival de Veneza, ao Festival de Havana em Cuba, e no ano seguinte chega ao Brasil. A estreia acontece no dia 26 de fevereiro de 1997, no Cine-Teatro do Sesc de Salvador Bahia.
 


Nota bibliografica
- Gianni Amico. A cura di Olmo Amico, Fiorella Giovannelli, Enrico Vinceni (a cura di). Torino: Torino Film Festival, 2002
- Jazz e altre visioni. Tre film di Gianni Amico. Dvd. (Contiene: Non insistiamo! suite per la libertà subito (Italia, 1964) ; Appunti per un film sul Jazz (Italia, 1965) ; Il cinema della realtà (Italia, 1969). Contenuti extra: L'uomo Amico / un documentario di Germano Maccioni, da un'idea di Olmo Amico. Italia, 2014). 
A cura di Cineteca di Bologna. 2014

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Traduzione in portoghese di A.R.R.

Antonella Rita Roscilli.  Italiana. Escritora , tradutora, jornalista, brasilianista, Há quase trinta anos dedica-se à divulgação na Europa da cultura e atualidade do Brasil, Portugal, países da África de língua portuguesa, com artigos publicados na imprensa nacional e  internacional, além de palestras. Formada na Itália em Língua e Literatura Brasileira na Universidade La Sapienza, é Mestra em Cultura e Sociedade na Universidade Ufba, no Brasil, onde  é Membro correspondente  pela Italia da Academia de Letras da Bahia (ALB) e do Instituto Geográfico Histórico (IGHB). E' a biografa da memorialista brasileira de origem italianas Zélia Gattai, esposa de Jorge Amado. Sobre ela tem publicado no Brasil várias obras. Idealizadora na área de documentarios, se ocupa di intercultura e história da emigração italiana.